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Mazzone svela l'inedito: "Stavo convincendo Baggio a tornare a giocare. A quest'ora sarei ancora sulla panchina del Livorno..."

* Goal.com *

La maggior parte dei bresciani lo ha amato. Ora, pure chi lo contestava prova nostalgia: perché, con lui in panchina, è stato il Brescia più bello di sempre. E anche "Carletto" ammette di aver vissuto da noi le stagioni più esaltanti della sua carriera, ormai prossima al termine. Anzi, quasi: perché il "Fratello Gemello" è pronto a risvegliarsi qualora capitasse l'occasione. E' lui stesso a confidarcelo.Mister, è passato del tempo ma il suo ricordo è ancora vivo nella nostra città. E' così anche per lei? Certo, conservo splendidi ricordi di Brescia e della sua gente: un'esperienza che ricordo sempre con grande piacere.Nonostante il rapporto con una parte della tifoseria? Il mio feeling con i tifosi del Brescia non è stato diverso da quello vissuto in altre piazze. Mi sentii tradito solo nella finale di Intertoto, quando la Curva protestò contro la società e non ci incitò per un tempo, in una serata storica: non dovevano rovinarla. Feci quel gesto clamoroso (andò ad Ascoli per qualche giorno, prima di tornare, ndr) per proteggere il presidente e la squadra: se ci sono state delle polemiche, erano volte solo a compattare l'ambiente.A proposito di feeling, quello con Baggio era speciale. Lo sente ancora? Ogni tanto sì. Sono orgoglioso di aver conosciuto un ragazzo come lui. Cosa chiedere di più? Esemplare fuori dal campo, mi faceva pure vincere…Pensa che ritornerà nel calcio? Credo sia inevitabile, non so con quale ruolo. Vi rivelo che l'anno scorso fui ad un passo dal convincerlo a venire a Livorno. Magari, se avesse accettato, sarei ancora in panchina.La sua carriera è quindi chiusa? Mai dire mai. Quest'estate, ad esempio, ho cullato un piccolo sogno.Parla della Nazionale? Ora sputo il rospo: perché non è stato fatto il mio nome per succedere a Lippi? Il mio curriculum era inferiore a quello di Donadoni? Non mi pare…Cosa le è mancato allora? Lo sponsor. Ormai è tutto un business e, se sei lontano dal giro che conta, ti considerano morto. Anche con 40 anni di onorata carriera alle spalle: andate a vedere quanti azzurri di adesso sono stati scoperti da me.Molti, passati proprio dalla nostra città… Diana, Bonera, Pirlo, Toni: senza dimenticare che Totti e Materazzi li ho lanciati io.Giusto dire che, se il Brescia ora esiste ancora, molto merito va agli incassi della sua gestione? I complimenti spettano anche a Corioni. E' il presidente che mi ha seguito di più: dava carta bianca al sottoscritto ed i risultati ci hanno dato ragione. Con lui ho avuto un rapporto franco ma bellissimo.Le hai mai proposto di tornare? Il problema è logistico. Abitando ad Ascoli, alla mia età, non è più possibile fare certi spostamenti. Lui mi aveva fatto capire che, se avessi voluto, sarebbe stato contento di ricomporre il tandem.Che consiglio può dare a Somma, in un momento difficile? L'importante è che arrivino i risultati: sono la migliore medicina. Con quelli, tornerà anche il pubblico. Tifo per lui e il Brescia.Riviviamo gli anni d'oro: qual è stato il momento migliore del triennio? Ce ne sono stati tanti, come il record di 16 partite utili che diede un'enorme soddisfazione: ma ricordo con gioia le tre salvezze, specie la seconda, arrivata dopo un anno nefasto.La morte di Mero, quindi, è il ricordo più amaro? Senz'altro. Lo porto sempre con me.Era il Brescia di Baggio, Guardiola, Appiah, Matuzalem, Toni…la squadra più forte che lei abbia mai allenato? Direi proprio di sì. Aggiungo una cosa: nel campionato attuale lotteremmo per la Champions senza problemi. E fummo costretti a vendere Bonera, Diana, lo stesso Pirlo. I problemi economici hanno impedito al Brescia di costruire un progetto vincente, ma noi giocavamo un grande calcio.Anche grazie alla sua fissazione di avere un play dai piedi buoni. Pirlo regista nacque proprio con lei. Nessuno si ricorda più, il solito discorso. Ma fui io a crederci per primo. Lo convinsi a giocare più indietro, all'inizio lui era scettico e invece ora è tra i più forti del mondo. Feci lo stesso con Guana, che ora inizia a sbocciare. E gente come Guardiola o Matuzalem, in quel ruolo, a Brescia ha ritrovato smalto.E Toni? Si aspettava questa esplosione? Quando era a Vicenza, capii che era un giocatore di spessore. Un investimento oneroso. Allora dissi a Corioni di prenderlo al 50%: ma lui fece uno sforzo notevole per acquistarlo. La sua disgrazia fu l'infortunio al secondo anno, i 13 gol della prima stagione furono decisivi per la salvezza. Ora, poi, è migliorato in tanti fondamentali.Un altro uomo decisivo fu Bachini, che con lei trovò serenità. Quale fu il segreto? Gli feci da padre. Lui ci diede molto sul campo, io credo di avergli dato qualcosa fuori dal calcio. Mi spiace che ora il doping l'abbia estromesso dai giochi.Doping a parte, il calcio di oggi è sempre più malato. Ad un uomo come lei, che incarna il calcio pulito, non piacerebbe ricominciare dai giovani? Avessi l'età…come faccio a star dietro ai ragazzini?Luca BertelliFonte: Il Brescia



 

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