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Tremonti: il Sud è una grande questione nazionale

dall'inviato Piero Fornara

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31 ottobre 2009

CAPRI – «La questione del Meridione è una questione nazionale, non regionale. È una questione nazionale o non è». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, lo ha sottolineato al convegno dei Giovani Imprenditori a Capri. Accennando anche a una sintonia su questo punto con il presidente della Camera Gianfranco Fini, presente in sala, Tremonti ha aggiunto: «Non possiamo accettare che il Paese si divida per una crescente dualità». «Il Paese è in debito con il Sud» ed è arrivato il momento «di rifletterci seriamente non con gli ascari politici che del meridionalismo fanno una professione distruttiva» ha proseguito il ministro dell'Economia. Occorre cioè ragionare «in modo diverso da un tempo, perché il divario tra Nord e Sud è inaccettabile».
L'unificazione d'Italia compiuta con le baionette dall'esercito sabaudo «non è stata un'operazione totalmente positiva, come abbiamo imparato sui libri di storia» ha detto ancora Tremonti rivolto alla platea degli "under 40" di Confindustria, dopo aver riconosciuto l'esistenza di una copiosa «letteratura minore» che racconta l'unità d'Italia vista dall'altra parte, quella degli «sconfitti». Il ministro si è soffermato sullo shock che rappresentò nel 1860 l'annessione del Regno delle Due Sicilie, con «la trasformazione di colpo, in un giorno solo, di Napoli da grande capitale europea in prefettura sabauda. Quanto capitale è stato annichilito, distrutto, quale impatto - si è chiesto Tremonti - ha avuto sulla borghesia napoletana?». È da allora che cominciano le grandi migrazioni dei meridionali che si fanno prima proletari d'America e successivamente, con l'industrializzazione italiana, diventeranno i proletari nel Nord del paese.
Il ministro dell'Economia ha annunciato che l'agevolazione fiscale per gli investimenti al Sud sarà inserita nel ddl della Finanziaria: «Se in Parlamento» l'intervento di riduzione dell'aliquota sui capitali depositati in banca che vengono investiti al Sud dall'attuale 12,5% al 5%, «diventasse un emendamento alla Finanziaria a favore del Sud credo che sarebbe nell'interesse di tutto il paese».

31 ottobre 2009
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