Famiglie e studenti

A 5 scuole il premio «Buone pratiche a scuola Vito Scafidi» di Cittadinanzattiva

di Redazione Scuola

3' di lettura

Cava dei Tirreni, Nardò (Lecce), Robecchetto con Induno (Milano), Roma, Udine: provengono da varie parti d'Italia gli studenti delle cinque scuole che salgono sul podio della quattordicesima edizione del Premio Buone pratiche a scuola “Vito Scafidi”, promosso da Cittadinanzattiva e consegnato ieri in una diretta sui canali Youtube e Facebook dell'organizzazione. Alle buone pratiche raccontate dalle scuole protagoniste del Premio Scafidi, Cittadinanzattiva affianca #lascuolachevorrei. 7 proposte per non tornare indietro: si va dalla digitalizzazione completa degli istituti a un piano per l’edilizia sscolastica con i fondi del Recovery Fund al divieto di utilizzare le scuole come seggi elettorali.

Il premio
«L’emergenza covid-19 ha portato gravi disagi, ma anche alcune cose buone per le scuole come una maggiore igiene, l'attenzione per gli spazi, investimenti sulla didattica digitale. E qualche buona pratica: si pensi ai Comuni, troppo pochi, che hanno spostato i seggi elettorali fuori dagli edifici scolastici», afferma Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva. «Ora bisogna andare avanti, garantire quello che doveva essere già scontato prima e guardare oltre per far ripartire davvero la scuola e non lasciare indietro nessuno. Da qui le nostre sette proposte, fra cui: investire parte del recovery fund per l'edilizia scolastica, estendere il tempo pieno, garantire la mensa a tutti, investire sugli asili nido, migliorare il trasporto scolastico per gli studenti soprattutto nelle aree interne».

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Le scuole vincitrici
I ragazzi del Liceo Scientifico Statale Genoino di Cava de'Tirreni (SA), con il progetto “Il Rosso e il Giallo”, hanno realizzato un percorso formativo sulla sicurezza del territorio, iniziato con la giornata del geologo, la giornata della sicurezza e la visita didattica presso il Dipartimento della protezione civile. Attraverso l'incontro e l'intervista al Sindaco di Amalfi vengono portati alla luce i principali rischi del territorio, quali frane, smottamenti, mareggiate. Dalla conoscenza dei rischi alla consapevolezza di un territorio esposto, il percorso didattico continua con la verifica, da parte dei ragazzi dei Piani comunali e delle aree di attesa presenti sulla costiera amalfitana.

Gli studenti del Liceo Scientifico Copernico di Udine ricostruiscono, attraverso una complessa sceneggiatura, il percorso de “La banconota X” che la vede protagonista di alcuni scambi fra malavitosi, da Palermo a Milano passando per il territorio “insospettabile” del Friuli Venezia Giulia, fino a giungere nelle mani di un ignaro cittadino, imparentato con la prima vittima dell'estorsione.

Con il progetto “Liberi per vivere”, il Liceo Scienze Umane dell'Istituto Galilei di Nardò (Lecce) ha coinvolto gli studenti in una complessa ricerca didattica finalizzata a riconoscere e individuare negli adolescenti la presenza di fattori che predispongono all'emergere di disagi (percezione di sé, del proprio corpo, del rapporto col cibo; gestione dell'aggressività; rapporto con i social e con le nuove tecnologie; uso e abuso di fumo, alcol, droga e farmaci), con l'obiettivo finale di valorizzare e promuovere la libertà da ogni forma di dipendenza.

L'asilo nido Santa Gianna Beretta Molla di Robecchetto con Induno (Milano) è il promotore di “Il Covid raccontato ai più piccoli”: a partire dalle videochiamate fra educatori, piccoli studenti e genitori durante il lockdown, si è arrivati alla produzione di una video storia a puntate con protagonisti i bambini stessi, per accompagnarli nel periodo di attesa e per condurli fino ad un eventuale rientro.

Con “La scuola bussa alle porte”, le educatrici della Scuola dell'infanzia Comunale A. Manzoni e del Nido Arcobaleno di Roma hanno fin dall'inizio del lockdown cercato di ridurre la distanza fisica dai piccoli alunni e dalle loro famiglie. È stata così ricostruita una nuova routine con appelli al mattino e saluti della buona notte, proposte di lavori manuali e logici e una sistematica riproposizione di attività già realizzate in presenza, di competenze già acquisite, con un'attenzione particolare per le disabilità sensoriali visto che molte attività sono state realizzate anche con il linguaggio dei segni per non udenti.

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