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A un anno dal debutto, Aldi si rafforza in Italia, con 51 negozi

di Giovanna Mancini

2' di lettura

La campagna d’Italia avviata esattamente un anno fa da Aldi – colosso tedesco dell’hard discount, con 5.900 punti vendita in undici Paesi e quattro continenti, un fatturato attorno agli 80 miliardi di euro – ha raggiunto i suoi obiettivi. In 12 mesi il gruppo, che solo nel 2018 ha deciso di aprire le proprie insegne anche nel nostro Paese, ha inaugurato 5 1 punti vendita in sei regioni del Nord-Italia e assunto quasi 1.300 persone, il 93% delle quali a tempo indeterminato.

E per il 2019 i piani non sono meno ambiziosi, come spiega Michael Veiser, Group Managing Director di Aldi: «La soddisfazione per i traguardi raggiunti è grande, per questo vogliamo continuare a crescere in questa direzione anche nel 2019 in maniera organica, rafforzando la presenza dei nostri negozi sul territorio – spiega –. In un’ottica di evoluzione costante, desideriamo permettere ad ancora più persone di conoscere la nostra idea di spesa». Tradotto in strategie industriali, il gruppo punta a consolidare ulteriormente la rete vendite nelle regioni in cui è già presente (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Veneto, dove ha anche la sede operativa e il centro logistico), con un piano di crescita «strutturato e organico».

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Aldi in Italia ha investito per creare un format e un assortimento particolari, diversi da quelli degli altri Paesi in cui è presente. Ha puntato su layout e prodotti che posizionassero la catena su un livello un po’ più alto, con grande attenzione al design e all’esperienza d’acquisto, progettando spazi semplici e percorsi di acquisto chiari e intuitivi, all’interno di «store concept» con metrature tra i mille e i 1.400 mq, con 15-20 dipendenti ciascuno.

Come accade anche altrove, inoltre, Aldi ha investito sui prodotti made in Italy, di qualità e freschi, avviando collaborazioni con fornitori locali per avere sugli scaffali il 75% dei prodotti alimentari di origine italiana. Su 1.900 articoli presenti nei punti vendita Aldi in Italia, l’85% è a marchio proprio e quasi tutti provengono da aziende italiane. Sugli scaffali sono presenti tutte le referenze più cercate dai consumatori italiani: linee biologiche e salutistiche, cibi speciali o per vegetariani e vegani, ortofrutta e vini (al 99% da cantine italiane).

Ma il successo di Aldi, come quello dei diretti concorrenti Lidl Italia ed Eurospin, penny market e Md, o il debuttante Leader Price, è in gran parte dovuto alla leva della convenienza. In un Paese come l’Italia, dove i consumi non sono mai davvero ripartiti – e ancora oggi valori e volumi restano inferiori del 2% rispetto al 2007 – il mercato del largo consumo si è polarizzato. Dalla stagnazione si salvano soltanto le linee Premium o quelle speciali e, sul fronte opposto, l’offerta low cost. Si spiega così l’inarrestabile ascesa dei discount in italia, anche inq questi anni difficili: secondo le elaborazioni di Nielsen Italia, nel 2018 sono proprio i discount ad aver registrato la crescita più dinamica, con un +5%, a valore, sull’anno precedente.

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