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A Bari presto altri quattro nidi per 240 posti

Con la spesa per l'infanzia di 72, 95 euro pro capite, guida le città meridionali

di Vincenzo Rutigliano

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Il rendering di un nuovo asilo in costruzione a Bari

2' di lettura

Presto saranno attivi altri 4 asili nido a Bari con altri 240 posti che si aggiungeranno agli 800 oggi distribuiti in 11 strutture. Per Bari un risultato non da poco che farà crescere, sensibilmente, la spesa annua pro capite in asili nido e servizi all’infanzia oggi ferma a 72,95 euro, contro i 185,96 di Trieste, la prima delle 13 città che openpolis ha messo in graduatoria per questa specifica voce di bilancio, utilizzando i dati dei bilanci consuntivi 2019.

Gli 11 asili nido comunali – tutti attivi in questi mesi nonostante il Covid, grazie a una sorta di diario di bordo del bambino dal suo ingresso nell’asilo alla sua uscita – costano, in media, 5 milioni l’anno, e tra tariffe del servizio a carico delle famiglie e contributo a rimborso dello Stato, nelle casse comunali entrano solo 830.000 euro, meno del 20% dei costi. La spesa pro capite ferma a 72,95 euro - che inchioda Bari in terzultima posizione, sopra Napoli ( 36,22 euro) e Messina(3,95), poco sotto Verona (72,96) e a meno di 2 euro da Torino (74,36) - è in gran parte spesa storica. «Questo criterio nazionale della spesa storica per cui lo Stato rimborsa proporzionalmente ai comuni quanto speso l’anno precedente – spiega l'assessore alla Pubblica Istruzione, Paola Romano – è un criterio che, su richiesta dell’Anci, è stato leggermente modificato, ma lo abbiamo sempre criticato perchè la copertura statale della spesa è sproporzionata». Bari riceve infatti, in media, solo 600.000 euro dal ministero e recupera 230.000 euro dalle famiglie (non c'è morosità), applicando una tariffa pari all’1% del reddito Isee, perchè non essendo comune in dissesto può applicare, discrezionalmente, la tariffa che crede. «Con il criterio della spesa storica siamo però – aggiunge Romano – al classico gatto che si morde la coda: meno asili hai e meno soldi hai dallo Stato».

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Per questo motivo negli ultimi 6 anni l’amministrazione Decaro ha quasi raddoppiato il numero degli asili nido presenti in città, portandoli fino a 11 e presto a 15. Il tempo di completare la selezione di 96 operatori – manca la prova orale – e i nuovi asili potranno funzionare, portando a quasi 300 il numero dei dipendenti comunali del settore, oltre il 20% dell’organico dell’ente. Con più asili ci saranno più costi per il bilancio civico, ma anche più contributi del ministero. Il Comune esclude che si possano aumentare le tariffe.

Negli asili nido privati convenzionati con il Comune vi sono poi quasi altri 1200 bambini (più di quelli delle strutture pubbliche).

Ma «possiamo fare meglio», conclude Romano pensando sopratutto alla conversione necessaria delle scuole dell’infanzia a causa della denatalità. Sapendo anche, che Bari è lontana dall’obiettivo dettato dal Consiglio d’Europa, a Barcellona, nel 2002, agli Stati membri, di offrire servizi almeno al 33% dei bambini sotto i 3 anni.

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