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A Bari previste 2000 assunzioni nel digitale

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

Quasi 2000-2500 nuovi occupati attesi nel prossimo triennio nel mercato del digitale in Puglia, a Bari, grazie all’insediamento di aziende non solo italiane ma anche multinazionali, come la giapponese Ntt (si veda l’articolo affianco), l’europea Atos. Eugenio Di Sciascio, ingegnere elettronico, docente al Politecnico di cui è stato rettore tra il 2013 ed il 2019, ne è sicuro: Bari è un polo di information technology sempre più attrattivo, non lo è per caso, dispone di fattori localizzativi ottimali come i due poli accademici di università (con il dipartimento di Informatica) e del Politecnico, relazioni industriali equilibrate, supporto dell’amministrazione comunale alle procedure autorizzatorie. I profili professionali sono quelli di cui il comparto ha bisogno da anni: ingegneri, ingegneri informatici, informatici, programmatori, analisti, progettisti di software.Tutto sta accadendo a Bari dove in queste settimane sta diventando operativa la quinta sede italiana di Atos, società europea quotata su Euronext Paris, che in Puglia nel digitale sicuro e decarbonato occuperà 50 nuovi assunti che saliranno, secondo i piani, “sino a 400 nuovi addetti”, dice Di Sciascio che è anche vice sindaco di Bari e assessore alla trasformazione digitale impegnato a favorire il ritorno di molti dei laureati costretti nel tempo ad emigrare al Nord. Il colosso Atos è in scia al nuovo polo di innovazione tecnologica che il gruppo Lutech – leader in Italia nei servizi e nelle soluzioni Ict con oltre 3000 dipendenti e fatturato di 466 milioni – ha attivato da febbraio nel parco scientifico Tecnopolis di Valenzano, con un investimento strategico complessivo di 14 milioni. Si tratta di 60 tra neolaureati e tecnici esperti che aumenteranno di altri 100 all’anno per i prossimi 5. Per Lutech dunque è un primo nucleo cui seguirà l’allargamento, come per la multinazionale giapponese Ntt, pure sbarcata a Bari, che si sta allargando dopo aver utilizzato un piccolo spazio in un temporary office. Altri progetti sono per ora solo annunciati. Tutti insediamenti che, secondo Alessandro Delli Noci, assessore regionale allo Sviluppo Economico, «mostrano che la Puglia è attrattiva per l'attenzione che la Regione offre alle aziende che si vogliono insediare qui e per il contesto creato».

I nuovi insediamenti si aggiungono a quelli maturati in questi anni, come quello di Ernst&Young che nel suo competence center, dopo i primi 200 tra ingegneri e neolaureati assunti in ambito Stem, ha raddoppiato il numero degli occupati, e questo è avvenuto «in piena pandemia, un risultato impensabile» - sottolinea Di Sciascio. Oltre ai nuovi insediamenti di Atos e Ntt, vi è poi Deloitte&Touche che conta di allargare la sua presenza a Bari.

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Resta il tema di come soddisfare la domanda di questi profili professionali specifici perchè il sistema formativo non regge, i laureati in ingegneria e informatica non sono sufficienti e mancano soprattutto gli esperti nel cloud o nell’Iot.

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