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A Basiglio l’università e i master costruiti intorno ai family banker

di Cristina Casadei


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Il polo formativo costruito a Basiglio ha erogato oltre 5 milioni di ore di formazione che vanno ad aggiungersi ai master in partnership con l’Università Cattolica e la Sda Bocconi

4' di lettura

«Dieci anni fa, in piena crisi economico finanziaria, chi pensava ad investire sulla formazione dei dipendenti e dei collaboratori? Noi lo abbiamo fatto». Massimo Doris, che oggi è amministratore delegato di Banca Mediolanum, nel 2008, quando venne inaugurata la Mediolanum corporate academy era, insieme alla sorella Sara, al fianco del padre Ennio con cui ha contribuito alla nascita di una corporate university dove in dieci anni «sono stati investiti 60 milioni di euro e superati i 5 milioni di ore di formazione. Abbiamo chiamato 100 tra professori universitari e consulenti d’azienda che hanno affiancato i nostri formatori interni e creato partnership con le principali università italiane», racconta. Poi la crisi è passata e la corporate academy è diventato uno dei tasselli di un sistema di formazione molto più ampio.

Siamo in una saletta a fianco dell’aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, ancora pochi minuti e 28 family banker di Mediolanum si diplomeranno al master in Family banking, ideato in collaborazione con l’ateneo. C’è un senso di reciproca gratitudine tra questo gruppo di consulenti che hanno importanti esperienze alle spalle (l’età media è oltre i 50 anni) e cospicui portafogli di risparmio gestito e il manager che ringrazia tutti, anche le famiglie, perché corsi e studio, per due anni, hanno riempito le serate, i sabati e le domeniche, in un circolo virtuoso dove l’impresa investe sulle persone e le persone arricchiscono l’impresa. «Le aziende sono fatte di persone che sono il valore più importante», dice Doris. E detto da un banchiere, proprio nella fase in cui il progresso tecnologico fa parlare sempre di più di banca digitale, riporta in primo piano quel lato umano della banca per il quale sempre più spesso si parla di contenimento, sostituzione. «La tecnologia ha un ruolo importante, oggi oltre l’80% delle operazioni dispositive avviene attraverso il canale digitale e noi, come gruppo, continuiamo a investire in tecnologia - dice Doris -. Ma non ci dimentichiamo che la persona è centrale, soprattutto quando si parla di risparmio gestito. In questo caso è il 70% delle persone a dire di voler parlare con un consulente esperto».

Per questo la preparazione e la formazione continua «sono asset fondamentali e distintivi. Un’impresa che investe sulle proprie persone decide di crescere insieme a loro, perché il valore del capitale umano è il bene più prezioso e insostituibile sul quale un imprenditore possa continuare a credere e a puntare nel tempo», aggiunge. Mentre il nastro si svolge attorno alla storia della banca, Doris racconta di quando «a inizio anni 2000 chiamammo una società di consulenza americana per aiutarci a comunicare chi eravamo. Dopo aver studiato la nostra storia ideò la campagna della banca costruita intorno a te». Da allora c’è stata la quotazione, la banca online, la creazione della figura del family banker, la nascita di Fondazione Mediolanum Onlus, la Mediolanum Corporate University e i master in collaborazione con Sda Bocconi e Università Cattolica di Milano. Massimo Doris dice che le aziende e chi le gestisce si capiscono dalla capacità di andare oltre le chiacchiere, di trasformare le parole in fatti concreti perché poi nel business, un’azienda come può dire al cliente che è al centro se le proprie persone, quelle che devono occuparsi dei clienti, non lo sono? In Mediolanum hanno scelto anche la via della informazione e della formazione per dimostrarlo. Di qui la televisione, la corporate university e i master. In Cattolica si è già chiusa la prima edizione del Banking & innovation management executive master che ha coinvolto 275 manager e dove sono stati svolti corsi di macroeconomia, economia degli intermediari finanziari, credito, protezione e assicurazione, passaggio generazionale e fiscalità. Un’operazione formativa che pesa per quasi 10 milioni di euro e che è destinata a ripetersi: nel periodo 2019-2021 è infatti prevista una seconda edizione dell’Executive master che porterà in aula circa 80 nuovi manager della struttura commerciale di Banca Mediolanum.

E poi c’è la televisione aziendale, nata alla fine degli anni ’80, attraverso cui vengono trasmessi programmi di formazione e aggiornamento, incentrati su notizie finanziarie, prodotti, iniziative e strategie commerciali di Banca Mediolanum che ha oltre 2mila dipendenti a Basiglio, 4.200 family banker in tutta Italia e gestisce 74,1 miliardi di risparmio, con un utile netto di 256 milioni. Per arrivare in tutta Italia, nella prima fase, i programmi venivano trasmessi attraverso Telecapodistria e poi Telepiù, durante la notte e «tutta la nostra rete vendita programmava il videoregistratore per registrare i programmi e vederseli l’indomani- ricorda Doris -. Poi è arrivata l’ip tv e la banca larga e oggi i programmi possono essere visti direttamente sullo smartphone». Soltanto per dare un numero, nel 2018, sono stati pubblicati oltre 450 contenuti video. La risposta al perché una banca investe in una televisione aziendale si trova nel particolare modello di business di Banca Mediolanum. «Noi assistiamo i clienti nella gestione del loro risparmio e lo facciamo attraverso la nostra rete di family banker, iscritti all’albo dei consulenti finanziari e suddivisi in tre categorie in base al risparmio gestito: i wealth advisor, i private banker e i family banker. Tutti devono avere le competenze necessarie per dare risposte ai cambiamenti economici, fiscali, normativi - spiega Doris -. Conoscenza dei mercati mondiali ed elevate competenze nella gestione del risparmio sono fondamentali per poter contenere i rischi di concentrazione del risparmio».

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