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A Beirut esplode la protesta di piazza, morto un poliziotto. Oggi conferenza dei paesi donatori voluta da Macron

Giornata di scontri: i manifestanti hanno assaltato i ministeri e l’associazione delle banche. Il premier Diab lancia un ultimatum

Beirut, parla la nonna che suonava il piano tra le macerie

Giornata di scontri: i manifestanti hanno assaltato i ministeri e l’associazione delle banche. Il premier Diab lancia un ultimatum


3' di lettura

La rabbia è esplosa quasi come il porto di Beirut: il disastro del 4 agosto ha innescato una serie di violenze sfociate in una manifestazione di piazza: sabato 8 agosto dimostranti hanno preso d’assalto e occupato le sedi dei ministeri degli Esteri e dell’Economia, oltre alla sede dell’associazione delle banche. Altri manifestanti hanno 'impiccato' un manichino del leader degli Hezbollah, Hasan Nasrallah, a un finto patibolo eretto a piazza dei Martiri.

Secondo la polizia libanese sono 20 le persone arrestate durante i disordini. Tra gli agenti, si legge in un comunicato citato dal sito del quotidiano L'Orient le Jour, si contano 70 feriti. Ieri sera la Croce Rossa libanese aveva fornito un bilancio totale di 238 feriti, di cui 63 ricoverati in ospedale e 175 medicati sul posto. Nel frattempo i vertici istituzionali continuano a prendere tempo rispetto alla pericolosa spirale di violenza in corso nel Paese, un Paese scivolato da mesi nel baratro del collasso economico e politico.

Il messaggio in tv

Il premier Hassan Diab è intervenuto in tv, lanciando ai suoi stessi alleati governativi un “ultimatum” di due mesi ed evocando elezioni anticipate. «Sono pronto ad assumere la responsabilità per i prossimi due mesi fino a che i partiti non troveranno un accordo sulla prossima fase. Lunedì proporrò al governo elezioni anticipate», ha detto Diab dal Serraglio, la sede governativa che sovrasta la zona del parlamento e piazza dei Martiri, teatro di una vera e propria guerriglia urbana.

Diab invoca «il momento della responsabilità collettiva. Vogliamo una soluzione per tutti i libanesi» e promette, come già fatto nei giorni scorsi, che «presto emergerà la verità» sull’esplosione di martedì scorso, nel quale sono state uccise più di 150 persone, 5mila sono rimaste ferite, anche gravemente, 300mila sono rimasti senza casa.

In quello che appare come una svolta negli eventi in rapida evoluzione, i manifestanti in piazza hanno espresso la loro ira anche, e soprattutto, contro il leader degli Hezbollah filo-iraniani, Hasan Nasrallah. È considerato dalla comunità sciita libanese e mediorientale un leader politico e religioso “intoccabile” soprattutto per il fatto che è un 'sayyid', un discendente del profeta Maometto. La scena del manichino di Nasrallah 'impiccato' a un finto patibolo in piazza dei Martiri ha suscitato l’attesa reazione di centinaia di suoi seguaci, che dal vicino quartiere di Zoqaq al Blatt hanno provato a scendere verso la piazza ma sono stati fermati da un cordone di militari sul Ring, la sopraelevata che si affaccia su piazza dei Martiri.

Negli stessi momenti, nel cuore di Ashrafiye, uno dei quartieri di Beirut più colpiti dalla potente esplosione del 4 agosto, decine di attivisti guidati da un manipolo di veterani dell’esercito in pensione, hanno assaltato la sede del ministero degli Esteri, considerato da tempo un feudo del partito del presidente della Repubblica Michel Aoun e di suo genero, l’ex ministro Gibran Bassil. Gli assalitori hanno sfondato la porta sopra le antiche scale di pietra e hanno strappato dal muro foto di Bassil e di Aoun, fracassandole a terra, pestandole, sputandoci sopra e pronunciando pesanti offese. Gli assalitori hanno appeso degli striscioni alle finestre di palazzo Bustros, con su scritto: “Beirut capitale della rivoluzione”. Stesse scene, qualche ora dopo, al ministero dell’Economia. Un altro striscione recita: “Fuori le armi da Beirut”, in riferimento al fatto che da più parti si è affermato in questi giorni che l'esplosione del porto possa essere stata provocata non da un “incidente” - come hanno affermato le autorità in un primo momento e come ha detto lo stesso Nasrallah nel suo discorso di venerdì - ma dalla detonazione di un deposito di missili di Hezbollah.

In serata, altri manifestanti hanno preso d’assalto la super-fortificata sede dell’associazione delle banche, vicino a piazza dei Martiri. E altri attivisti si sono diretti alla sede del ministero dell’Energia. Una guerriglia che rischia di non fermarsi.

La conferenza dei paesi donatori

Sarà il presidente francese Emmanuel Macron ad aprire, alle 14 ora francese e italiana, la videoconferenza internazionale di sostegno al Libano, promossa per iniziativa di Parigi e organizzata dal governo francese insieme alle Nazioni Unite. Dopo di lui, riferiscono i media libanesi, interverranno il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres e il presidente libanese Michel Aoun. Ai lavori ha annunciato la sua presenza anche il presidente americano Donald Trump.

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