ALIMENTARE

A Benevento l’hub mondiale della pizza Buitoni

di Vera Viola

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3' di lettura

A Benevento, nell’area industriale di Ponte Valentino, si lavora febbrilmente per inaugurare il nuovo hub della pizza tra fine settembre e inizio ottobre. La multinazionale svizzera ha avviato a fine 2017 un piano di investimenti da 50 milioni, per il quale ha potuto firmare un contratto di sviluppo con Governo, Regione Campania e Invitalia. Il fine dell’operazione è ammodernare l’impianto e triplicarne le linee produttive, quindi incrementare la produzione e inviare, da Benevento, la pizza surgelata con marchio Buitoni in tutto il mondo.

Da una a tre linee produttive più efficienti

Da 5mila pizze circa al giorno a 350 al minuto a regime: proviamo a fare due conti dovrebbero essere almeno 25mila al giorno, ma anche molto di più. Alla prima linea, integrata con nuove tecnologie e ricollocata nello stabilimento in posizione più utile a migliorare la logistica, se ne stanno aggiungendo altre due di ultimissima generazione. La prima sforna (è il caso di dirlo), come del resto già faceva ma in quantità maggiore, le pizze dirette al mercato italiano attraverso la grande distribuzione, in particolare il nuovo prodotto con il marchio “Bella Napoli”; mentre le due nuove linee produrranno esclusivamente per l’estero, con prevalenza per Europa e area del Mediterraneo.

In azione il primo robot spargisugo

Il ciclo parte nell’area “Preparazione”, dove le materie prime vengono dosate e miscelate. L’impasto viene lasciato in sala lievitazione per 22 ore, successivamente diviso in “panielli” che passano in area “Produzione”. Qui il paniello viene steso e spalmato di salsa di pomodoro: ed è a questo punto che ci si imbatte nella prima grande innovazione. «Il robot che spalma la salsa di pomodoro sulla pasta è il frutto di una tecnologia innovativa e unica in Europa _ spiega Stefano Bolognese, Business executive officer di Buitoni _ poiché riesce a distribuire il pomodoro in modo perfettamente uniforme sulla pasta della pizza». Il robot (il primo esemplare è già a lavoro) è dotato di un braccio meccanico automatizzato che esegue un movimento rotatorio, calcola esattamente il centro del disco di pasta e distribuisce così uniformemente il pomodoro.

Ricette diverse a seconda dei Paesi in cui la pizza viene esportata

A seguire vengono aggiunti altri ingredienti: altra novità del nuovo corso è la varietà di ricette, la flessibilità dei macchinari a confezionarle, passando con destrezza dalla “Margherita” alle più disparate varietà di gusto, a seconda dei Paesi a cui le confezioni saranno inviate. La pizza – sempre scorrendo sullo stesso nastro meccanico – viene infornata. E poi senza alcuna soluzione di continuità (per conservare il massimo della fragranza) passa alla surgelazione, a -35° . A questo punto raggiunge l’area “Confezionamento”, in cui una pellicola termoretraibile la avvolge. Ma non è finita. Un metal detector e un sistema a raggi X controlla che su ogni singola pizza non sia presente alcun tipo di corpo estraneo. Il rinnovamento non riguarda solo la produzione, ma anche la logistica: sono in costruzione tre nuovi magazzini, uno per le materie prime, uno per il materiale di confezionamento e il terzo per il prodotto finito, quest'ultimo completamente automatizzato.

Previste altre 150 assunzioni

La “rivoluzione” in atto comporterà anche un incremento occupazionale: sono previsti 150 nuovi posti di lavoro da coprire entro il 2020 che si aggiungeranno agli attuali 150. A dicembre hanno avuto il via libera i primi 20 giovani assunti capisquadra macchinisti con un contratto di apprendistato. Per lo più si tratta di tecnici di produzione con capacità di seguire e monitorare il processo produttivo. Candidati ideali sono quelli con un diploma industriale ad indirizzo elettromeccanico / meccatronico. Ma si richiede anche flessibilità sui turni di lavoro e la conoscenza di base dell’inglese.

La filiera dei produttori made in Campania

Il cambio di passo non finisce dentro lo stabilimento di Ponte Valentino. Con il supporto di Confindustria Benevento da tempo sono iniziati incontri del vertice di Buitoni con numerose rappresentanze dell'industria alimentare campana. Trattandosi di un prodotto, come la pizza, con una forte connotazione territoriale, si cerca di approvvigionare la fabbrica sannita per lo più in Campania: passata di pomodoro, mozzarella, farine, olio, ma anche ortaggi, salumi, potrebbero essere per lo più made in Campania. Il processo di selezione è ancora in corso. «Ai fornitori locali sia di beni che di servizi abbiamo chiarito le nostre regole di ingaggio – chiarisce Bolognese mostrando molto riserbo – vogliamo incrementare il numero delle aziende fornitrici ma cerchiamo realtà che condividano i nostri stessi valori». Ad oggi a quanto pare sono in corso trattative avanzate per olio e farina.

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