Riqualificazioni

A Bologna la casa a canone calmierato grazie a Cdp

Firmato un protocollo d’intesa di 18 mesi: primo step la realizzazione di una cittadella nell’ex caserma Sani - Nuova sede di Cdp sotto le Due torri

di Ilaria Vesentini


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3' di lettura

Si parte con la riqualificazione dell'ex Caserma Sani, un'area di 10,5 ettari tra le vie Ferrarese e Stalingrado, un intervento da oltre 110 milioni di euro da cantierare entro l'inizio del prossimo anno. Per poi recuperare altri due vecchi immobili militari in disuso (Masini e Mazzoni) e allargare la collaborazione a progetti trasversali di sviluppo urbanistico, infrastrutturale ed economico della città.

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Studentati e residenziale sociale

È l’impegno sottoscritto oggi da Cassa depositi e prestiti e Comune di Bologna, che vedrà il primo cittadino Virginio Merola e l’ad della cassaforte del Mef, Fabrizio Palermo, lavorare gomito a gomito nei prossimi 18 mesi su diversi fronti, con un focus particolare sui progetti di

mobilità sostenibile (le nuove linee del tram in primis) e della smart city. Tanto che Cdp ha annunciato l'apertura di una sede di rappresentanza sotto le Due torri nei prossimi mesi.
«Questo protocollo dimostra il nostro impegno nei confronti del territorio e abbiamo deciso, come previsto dal Piano Industriale 2019-2021, di avviare una collaborazione finalizzata a identificare, valutare e promuovere iniziative di sviluppo in diversi settori, in grado di generar benefici per le comunità locali e il Paese», sottolinea l’ad di Cassa. Il primo intervento significativo sarà la riqualificazione dell’ex caserma Sani, destinata a diventare una «cittadella intergenerazionale» fatta di verde, studentati, residenziale sociale (con canoni calmierati) rivolta agli anziani oppure, vista anche la vicinanza con il Tecnopolo, per ricercatori, studenti e giovani coppie. Un investimento da oltre 110 milioni di euro a carico di Cdp – importo nel ramo immobiliare che non ha precedenti nella altre città italiane, se si eccettua la capitale – ora alla ricerca di partner finanziari, per cui si prevede l’apertura dei cantieri all’inizio del prossimo anno (la proposta di Piano attuativo è già sul tavolo di Merola per il via libera).
Altre due ex caserme bolognesi in stato di degrado saranno oggetto di interventi da parte di Cdp, facendo lievitare l'impegno della controllata del Governo nel capoluogo emiliano ben oltre i 200 milioni di euro: la Mazzoni e la Masini. Per la prima, «siamo in dirittura d'arrivo per la presentazione di un piano attuativo», afferma il sindaco, dato che nel protocollo Cdp si impegna a presentare entro questo mese una proposta di progetto preliminare. Si prevedono usi residenziali e temporanei non commerciali tramite comodati gratuiti con il Comune. Si profila invece la vendita per l'ex caserma Masini, sulla quale sono in corso discussioni con tre soggetti interessati, sempre con una destinazione mista tra alberghiero e residenziale.
Su ritardi e difficoltà del passato non risponde Palermo, in carica dal 2018, e ricorda che da un anno e mezzo Cdp sta riaprendo cantieri in tutta Italia e che in questo solco va letto il protocollo di intesa firmato a Bologna che per i prossimi 18 mesi vedrà la Cassa pronta a supportare tecnicamente e finanziariamente Palazzo d'Accursio, in particolare su progetti previsti nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) con lo sviluppo del trasporto pubblico su rotaia (quattro linee del tram). L'impegno di Cdp a Bologna e in Emilia-Romagna guarda però soprattutto alle imprese, rimarca l'ad. Ad esempio, attraverso la Piattaforma di risk sharing per le Pmi con risorse del Programma Cosme, tra giugno 2017 e dicembre 2019 sono state concesse garanzie Cdp per un totale di circa 240 milioni di euro a favore di 5.491 imprese, attivando nuovi finanziamenti per circa 400 milioni di euro. Sempre nell'ultimo triennio, con il Fondo rotativo imprese (Fri), Cdp ha concesso finanziamenti agevolati a 30 imprese della via Emilia per circa 174 milioni di euro. Attraverso Cdp Investimenti Sgr, il braccio operativo del Mef stava già lavorando nel Bolognese con interventi di social housing, con due interventi per 40 alloggi sociali e 240 posti letto e un controvalore complessivo di 15 milioni di euro.

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