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A Bologna si viaggia nella sanità del futuro

Al centro della 22esima edizione della mostra internazionale al servizio della sanità e dell’assistenza ci sono gli obiettivi del Pnrr con un programma scientifico di oltre 200 convegni per affrontare tutti i nodi cruciali della riforma del Ssn

di Francesca Cerati

3' di lettura

È un viaggio nella sanità del futuro quello proposto da Exposanità che ha preso il via oggi a Bologna. Al centro della 22esima edizione della mostra internazionale al servizio della sanità e dell’assistenza ci sono gli obiettivi del Pnrr con un programma scientifico di oltre 200 convegni per affrontare tutti i nodi cruciali della riforma del Ssn: potenziamento della rete territoriale dei servizi, domiciliarità, innovazione digitale, ammodernamento tecnologico, nuova edilizia sanitaria, superamento dei vincoli di spesa.

L'occasione offerta dagli investimenti del Pnrr è unica, ora si tratta di sfruttarla al meglio, consapevoli che l'innovazione digitale rappresenta il vero cambio di paradigma in grado di superare tutti i limiti che la pandemia ha messo in evidenza, consentendo di intervenire in fase precoce della malattia, di ridurre il numero di giorni di degenza ospedaliera, di razionalizzare le decisioni attraverso la consultazione a distanza con gli specialisti, di abbattere i costi delle cure.

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La sfida per la domiciliarità è ambiziosa e Exposanità ospiterà, il 13 maggio, un confronto tra il ministro della Salute, Roberto Speranza e i rappresentanti delle professioni e delle associazioni, coinvolte nella gestione della non autosufficienza.

Gli investimenti per l’assistenza domiciliare

«Gli investimenti previsti dal Pnrr in assistenza domiciliare e telemedicina ammontano a 4 miliardi e mirano a promuovere la casa come primo luogo di cura - ha anticipato il ministro Speranza - L'obiettivo è quello di allineare i livelli di copertura dell'assistenza domiciliare alle migliori esperienze europee. Fino a pochi mesi fa nel nostro paese l’assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni raggiungeva il 4%, mentre la media dei Paesi Ocse è pari al 6 per cento. I Paesi con i risultati più rilevanti sono Germania e Svezia, con il 9 per cento. Con gli investimenti in questione puntiamo a far diventare l’Italia il primo Paese d’Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento».

Innovazioni tecnologiche

Domani - nel convegno “AI, 3D, mHealth nella medicina di oggi: personalizzare, prevenire e condividere per una sanità migliore” - gli esperti del settore dell'Università di Bologna spiegheranno il futuro che si apre con l'utilizzo delle nuove tecnologie alla luce delle applicazioni reali, calate nelle diverse realtà cliniche: sono oltre 500 le aziende che presenteranno le proprie proposte in termini di prodotti e servizi per una sanità più efficace.

«Gli investimenti destinati alla Sanità dal NextGenerationEu rappresentano un'opportunità unica per rilanciare il Servizio sanitario nazionale, costruendo un sistema che metta il paziente al centro e che abbandoni il regime dei tagli - dice Alessandro Berti, presidente Ausili di Confindustria dispositivi medici - Lo sforzo dovrà essere quello di creare le infrastrutture e un sistema di gestione della Sanità che consenta di utilizzare al meglio gli strumenti che l'innovazione tecnologica mette a disposizione per massimizzare gli investimenti. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un aumento del 4,9% delle importazioni, di contro l'export registra un generale abbassamento del 5,3% fermandosi a quota 5,4 miliardi. Eppure il comparto in Italia conta 4.546 aziende, che occupano 112.534 dipendenti. Si tratta di un tessuto industriale molto eterogeneo, altamente innovativo e specializzato, dove le piccole aziende convivono con i grandi gruppi. Ma la corsa all'acquisto dall'estero di prodotti per affrontare la pandemia, il rallentamento delle attività ambulatoriali e l'aumento dei costi delle materie prime hanno penalizzato il settore presente nel nostro Paese».

L’Agenzia italiana per la gestione sanitaria delle emergenze

Exposanità sarà la sede anche per presentare la proposta di costituire l’Agenzia Italiana per il contrasto delle malattie altamente diffusive, promossa dalla Simedet (Società Italiana di Medicina diagnostica e terapeutica ) in collaborazione con Cemec, Centro europeo per la medicina delle emergenze e delle catastrofi e Cervene Centro Regionale di Riferimento Veterinario per le emergenze non epidemiche con il patrocinio della Sapienza Università di Roma.

Per Fernando Capuano, presidente della Simedet: «Il nostro Paese si deve dotare di un'”Agenzia nazionale di sorveglianza e controllo delle malattie altamente diffusive” che prepari e formi per tempo e con esercitazioni il personale sanitario e gli addetti della Protezione civile, Difesa civile e delle forze armate. Un organismo che provveda alle scorte strategiche di dispositivi di protezione individuale, degli antidoti, al coordinamento degli enti preposti, alla comunicazione del rischio nella fase di allerta pandemica con il coinvolgimento attivo e responsabile della popolazione».

Sostenibilità sanitaria: gli ospedali verdi

Infine, tra le sfide più urgenti, alle quali il Ssn non può sottrarsi, quella energetica e dello sviluppo sostenibile. Con l’iniziativa speciale “Ospedali verdi”, Exposanità metterà al centro dell'attenzione l'edilizia ospedaliera sostenibile e assegnerà i bollini verdi, veri e proprie attestazioni di sostenibilità, destinati alle strutture sanitarie più attente alla loro impronta ecologica.

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