Distribuzione

A caccia di brand indipendenti in America

La crescita record della Beauty&Luxury, nata nel 2013

di Silvia Pieraccini


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Il backstage della campagna per il profumo Jimmy Choo Urban Hero

3' di lettura

Chi fa scouting sui mercati internazionali, alla ricerca di marchi da proporre ai consumatori, deve tenere gli occhi ben aperti sui nuovi fenomeni e sui nuovi trend. Uno dei fenomeni ai quali ora guarda con attenzione Beauty and Luxury è quello dei brand indie in arrivo soprattutto dagli Usa, che stanno rivoluzionando il settore beauty. La società milanese è stata fondata da Corrado Brondi nel 2013, ricomprando un ramo di un’azienda da lui stesso creata anni prima e specializzata nella distribuzione esclusiva di marchi di profumeria (core business), skincare e haircare, dalle fragranze Montblanc, Jimmy Choo, Coach ai prodotti Elizabeth Arden . Le “prede” americane sono brand non appartenenti ai colossi della cosmetica, nati nell’era digitale e cresciuti grazie ai social network, amati e seguiti dalle nuove generazioni. «Una delle strade di sviluppo che stiamo percorrendo – spiega Brondi – è la scelta di marchi indie emergenti da portare sul mercato italiano, e non solo. Avendo ormai anche una divisione estero, possiamo pensare a strategie ad ampio raggio. Vogliamo essere un talent scout anche per questi brand che stanno rivoluzionando il settore».

Nuovi prodotti e nuovi mercati sono destinati a spingere Beauty and Luxury, che nei primi cinque anni di vita si è focalizzata sul mercato italiano con l’obiettivo di diventare uno dei distributori indipendenti leader, e dal 2018 ha avviato gli investimenti sullo sviluppo oltreconfine. La creazione di una divisione estero con un team dedicato si lega alle precedenti esperienze imprenditoriali di Brondi, che lo hanno portato a rappresentare una marca su scala globale. «Siamo partiti firmando un contratto con la storica Paglieri di Alessandria per distribuire fuori dall’Italia i marchi della loro società Selectiva, come Aquolina e PinkSugar. Ora guardiamo all’espansione internazionale di altri brand considerato che molti, partendo dagli Stati Uniti o dalla Cina, non hanno la capacità per sbarcare da soli in Europa. Noi possiamo aiutarli, anche perché vogliamo continuare a crescere a doppia cifra».

Nel 2018 Beauty and Luxury, che impiega 70 persone e fa capo a un gruppo di soci che ha Brondi come azionista di riferimento, ha visto crescere il fatturato dei brand distribuiti a 45,3 milioni di euro (erano 40 nel 2017), anche se il bilancio societario indica 24,6 milioni. «Questo perché abbiamo innovato nei contratti, costruendo formule su misura dei partner e dei brand che rappresentiamo – spiega Brondi –, ad esempio portando su scala nazionale e internazionale i contratti di agenzia che di solito si utilizzano a livello regionale, e dunque fatturando solo le provvigioni. Questa logica tailor made ci ha permesso di sviluppare partnership importanti».

Il 2019 sarà un anno di consolidamento (l’azienda non ha più la distribuzione del profumo Burberry, passata a Coty, che ha acquisito la licenza), ma l’obiettivo è riprendere subito la marcia sostenuta. Magari pensando pure a un marchio proprio? «Vedremo – risponde Brondi – prendo in considerazione anche progetti che vanno al di là della distribuzione».

Oggi il portafoglio di Beauty and Luxury è formato da due divisioni: Selective comprende Elizabeth Arden, Montblanc, Jimmy Choo, Coach, Abercrombie & Fitch, Chopard, Van Cleef & Arpels, Lanvin, Hollister, Desigual, Grown Alchemist, Pepe jeans, Institut Karité, Guess, John Frieda, Rexaline. La seconda divisione, Alta profumeria, comprende Clive Christian, Bond n.9, Vilhem Parfumerie, Min New York, Moresque, The Harmonist, deCure, Roos&Roos, Chopard Collection.

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