STUDIO SUI FLUSSI TURISTICI

A caccia di destinazioni alternative e poco affollate? Ecco l’algoritmo che le trova

Outcrowd processa sia dati statici (utilizzando come fonte storica il dataset dell'Istat) sia dati dinamici (derivati dalle abitudini di ricerca degli utenti) per suggerire mete solitamente poco visitate in tutti i periodi dell'anno

di Gianni Rusconi

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Piazza San Marco a Venezia (Photo by MARCO SABADIN / AFP)

Outcrowd processa sia dati statici (utilizzando come fonte storica il dataset dell'Istat) sia dati dinamici (derivati dalle abitudini di ricerca degli utenti) per suggerire mete solitamente poco visitate in tutti i periodi dell'anno


3' di lettura

Una soluzione digitale “data driven” e completamente automatizzata grazie all'intelligenza artificiale, pensata in modo specifico per il destination management. Il Covid-19, come ben sappiamo, imporrà vacanze diverse rispetto a quelle abitudinarie, meglio se in Italia e se possibile evitando il rischio di potenziali pericolosi assembramenti. Come trovare quindi la meta ideale per viaggiare questa estate fra borghi storici, piccole città, località montanare, marittime e di lago lontani dai circuiti del turismo di massa? Il servizio messo a punto in tempi non sospetti da Outcrowd, startup ancora in fase di costituzione, è una soluzione per rispondere a questa specifica domanda.


Oltre 600 località mappate da Nord a Sud
I due giovani fondatori, entrambi 29enni e di origine marchigiana, sono partiti da lontano, iniziando a studiare ed analizzare già 5 anni fa i dati pubblici dell'Istat sul numero di turisti (sia esteri che italiani) che visitano ogni anno i Comuni di tutta Italia. L'obiettivo era di portare sul mercato una soluzione tecnologica per “combattere” l'overtourism. Lo scoppio della pandemia ha riportato di strettissima attualità il tema delle destinazioni alternative e della possibilità di indirizzare in modo più intelligente i flussi turistici, convincendo Diego De Bellis e il suo socio a portare online il servizio. Allo stato attuale sono oltre 600 le località mappate su Outcrowd attraverso un centinaio di indicatori qualitativi (di cui una quindicina rilevanti) che spaziano dalle recensioni su TripAdvisor alle segnalazioni di Touring Club Italiano e Lonely Planet, dalla capacità ricettiva alla presenza di attrazioni culturali e di altro genere, dal numero di notti spese dai turisti alla popolazione residente.

Una guida interattiva per scegliere la meta
“Abbiamo sviluppato un algoritmo proprietario per calcolare su base mensile la pressione turistica di ogni singola meta – racconta De Bellis al Sole24ore.com - e lo abbiamo reso pubblico per agevolare chi è interessato ad intraprendere un percorso verso una nuova forma di turismo”. In altre parole, la tecnologia di Outcrowd processerà sia dati statici (utilizzando come fonte storica il dataset dell'Istat) sia dati dinamici (derivati dalle abitudini di ricerca degli utenti del sito) per suggerire mete solitamente poco visitate in tutti i periodi dell'anno, verificare tramite l'applicazione degli indicatori qualitativi le potenzialità attrattive di quella meta ed accompagnare il viaggiatore nella scelta finale della sua destinazione, prenotazione compresa (al momento gli utenti sono indirizzati su Booking.com ma i diretti interessati assicurano che non sussistono accordi di affiliazione con nessuna piattaforma di travel online).


“L'idea - spiega ancora De Bellis – è quella di mettere a confronto le bellezze poco esplorate ma piene di potenzialità del nostro territorio con le mete più gettonate, offrendo a chi utilizza il servizio una facile ed immediata comprensione dell'offerta”. Ogni località è infatti valutata anche graficamente in una scala da 1 a 5 (minore è la densità turistica rilevata, minore è il numero di “viaggiatori colorati”) e basta navigare sulla mappa nella sezione “Esplora” del sito per capire quali città o località evitare in un determinato periodo e puntare di conseguenza su soluzioni alternative poco lontane: il “pin” blu indica una presenza limitata, quello arancio un'intensità di vacanzieri media e quello rosso è un segnale di affollamento.

L'emergenza coronavirus regala sorprese
Il lockdown appena terminato ha per il momento consigliato a Outcrowd di escludere dall'analisi delle destinazioni i turisti stranieri, prendendo come base di calcolo i dati relativi ai soli viaggiatori italiani. Ed è quindi curioso notare come, in agosto, Venezia risulti meno affollata di Jesolo o Chioggia, che la riviera romagnola sia comunque una meta prediletta per moltissimi connazionali mentre lo sono decisamente meno le 5 Terre in Liguria, l'alto Lago di Garda, l'Umbria, l'entroterra Toscano e la Sicilia. La finalità del servizio, anche quando finirà l'effetto coronavirus, non è comunque destinata a cambiare: “Siamo un metamotore e vedremo in futuro che strada prendere, per il momento vogliamo solo aiutare i viaggiatori a sperimentare un modo diverso di intendere il turismo”.

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