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A caccia di nuovi talenti: ecco chi sono

di Maria Adelaide Marchesoni

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Adobe Stock


3' di lettura

Come si misura il valore culturale ed economico di un “giovane” artista in un mercato ampiamente basato su fattori soggettivi? Per la generazione di artisti che ha 40 anni o meno, il segmento delle aste non ci aiuta, in quanto solo un ristretto numero di loro gode della presenza in questo mercato. Un recente report, Global NextGen 2018, di JTL Group , broker assicurativo specializzato nel segmento dell’arte, e ArtTactic , società di ricerca e analisi del mercato dell’arte, ci aiuta a far luce su questa “prossima generazione” di artisti indicando i fattori che influenzano i loro percorsi di carriera e le loro scelte.

In sintesi, secondo il report la carriera di un artista decolla attraverso una serie di passaggi che servono da benchmark culturale ed economico. Nel caso di riconoscimenti molto importanti questi diventano dei veri e propri attestati alla carriera con un riflesso positivo sulle quotazioni dell’artista. L’evoluzione di questo valore culturale e economico per un NextGen Artist (vedi immagine a fianco) può essere divisa in tre fasi: formazione, crescita e consolidamento.

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Il rapporto ha preferito focalizzarsi su artisti che sono nella fase successiva al “periodo di formazione” e quelli che si trovano “nella fase di espansione della loro carriera”. La selezione, partita da un elenco di oltre 1.300 artisti, è avvenuta applicando criteri quantitativi (frequenza e numero di mostre, partecipazione a Biennali o altri eventi internazionali, gallerie di riferimento, presenza in collezioni, premi, fiere, vendite all’asta, social media, ecc.) e qualitativi (la reputazione e il prestigio associato agli eventi) e il risultato ha prodotto una lista di 500 artisti che sono stati individuati attraverso l’applicazione di ulteriori “filtri” sulla base della partecipazione ad eventi che si sono svolti nel periodo tra marzo 2017 e marzo 2018. Ai primi posti della classifica Top 500 NextGen2018 Njideka Akunyili Crosby (1983, Nigeria), Camille Henrot (1978, Francia), Jordan Wolfson (1980, Stati Uniti), Jonathas de Andrade (1982, Brasile) e Alicja Kwade (1979, Polonia). Nonostante tre tra i primi cinque artisti appartengano al genere femminile, nella Top 500 NextGen prevale il genere maschile (54% contro una presenza femminile del 46%).

I mercati

Il predominio degli Stati Uniti e dell’Europa nel mercato dell’arte globale si riflette anche nei risultati di questo studio. Il 33% dei Top 500 NextGen è nato in Europa, il 29% negli Stati Uniti, il 12% in America Latina, il 10% in Asia, il 5% in Africa e il 4% in Medio Oriente. In Europa e in Nord America vive e lavora la maggioranza (80,5%) dei Top 500. Le ragioni? La presenza di un’infrastruttura del mercato dell’arte ben sviluppata e matura, sia in termini di istituzioni che di un ampio e vasto mercato commerciale che riesce a soddisfare le esigenze di artisti affermati a livello internazionale e giovani talenti.

Interessante notare che il 40% dei Top 500 si è recato all’estero per sviluppare la propria pratica artistica e, in particolare, risulta elevata la correlazione tra il luogo scelto per la formazione e quello di sviluppo della carriera. I tassi di migrazione più elevati sono registrati dagli artisti mediorientali con il 75% che ha scelto di trasferirsi altrove: il 20% vive in Europa e il 33% negli Stati Uniti. Seguono con il 72% gli artisti africani e il 44% si stabilisce in Europa.

Le istituzioni

Più della metà della Top 500 (53%) ha avuto mostre collettive o personali in una o più istituzioni museali di alto livello (come MoMA, Tate, Whitney, SMAK, Guggenheim, MOCA, SFMOMA ecc.). Sul fronte della partecipazione alle biennali d’arte internazionali, il 22% ha partecipato alla 57ª Biennale di Venezia, il 12% alla 9ª Biennale di Berlino, il 12% a Manifesta 11, il 12% alla Biennale di Whitney e il 4% a Documenta.

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Gli artisti Top100NextGen

Il divario di genere aumenta in questa classifica, con il 61% di artisti maschi, dinamica confermata anche in base alla presenza in asta (più di 25 lotti venduti all’asta fino ad oggi) con il divario sale all’85% per il genere maschile. Uno spaccato per area geografica della Top 100 NextGen mostra che in Europa, tra le nazioni con più artisti in classifica, vi è la Francia con cinque artisti (Neïl Beloufa, Cyprien Gaillard, Camille Henrot, Marguerite Humeau e Laure Prouvost). Stesso numero per il Regno Unito (Simon Fujiwara, Idris Khan, Helen Marten, Nick Relph e Hugh Scott-Douglas). Con tre la Germania (Kerstin Brätsch, Loretta Fahrenholz e Anne Imhof) e la Polonia (Alicja Kwade, Agnieszka Kurant Jakub e Julian Ziolkowski). Per l’Italia il report indica solo Adelita Husny-Bey, ma sicuramente tra i nostri connazionali qualche altro artista poteva degnamente farne parte. Ecco l’elenco degli artisti.

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