ambiente e ricerca scientifica

A caccia di onde gravitazionali nei silenzi delle miniere sarde

In provincia di Nuoro, Sos Enattos è il sito italiano candidato a ospitare il nuovo osservatorio e i suoi interferometri

di Davide Madeddu

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(Adobe Stock)

In provincia di Nuoro, Sos Enattos è il sito italiano candidato a ospitare il nuovo osservatorio e i suoi interferometri


2' di lettura

Dopo i minatori gli scienziati a studiare le onde gravitazionali. A cento metri di profondità, nelle gallerie scavate a Lula in provincia di Nuoro, a iniziare dal 1868 dalla società Paganelli, per estrarre galena, blenda (da cui si ricava piombo e zinco) e argento, ma chiuse da decenni. Sos Enattos è, infatti, il sito italiano candidato a ospitare il nuovo osservatorio, l'altro è il Limburgo - regione al confine tra Belgio, Germania ed Olanda.

La certificazione arriva dallo studio, i cui risultati sono stati pubblicati anche sulla rivista internazionale Seismological Research Letters, portato avanti da un gruppo multidisciplinare guidato da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e delle Università degli Studi di Sassari, Padova, Sapienza di Roma, “Federico II” di Napoli, del Gran Sasso Science Institute (Gssi) e dell'European Gravitational Observatory di Pisacon, con il supporto dell'Igea, l'azienda titolare della concessione mineraria.

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Un telescopio fra i silenzi

«Dalle registrazioni effettuate - dice Carlo Giunchi, ricercatore dell'INGV - è emerso che ci troviamo in uno dei siti più silenziosi al mondo, caratteristica che lo rende particolarmente adatto per l'installazione del telescopio ET giacché esso solo in tali condizioni massimizza le sue capacità di rilevamento degli eventi cosmici».

Proprio «il silenzio sismico, l'area geologicamente stabile e scarsamente abitata giacché le vibrazioni del suolo di origine sia artificiale sia naturale possono mascherare il debole segnale generato dal passaggio di un'onda gravitazionale, rendono il sito nuorese particolarmente adatto ad ospitare l'osservatorio di onde gravitazionali ideato per lo studio dell'universo».

Le infrastrutture e le numerose gallerie che si spingono sino a cento metri di profondità, assieme al silenzio del sottosuolo, sono state considerate l'elemento essenziale per portare avanti il progetto Einstein Telescope che prevede la realizzazione di un “gigantesco interferometro” considerato “il futuro della ricerca sulle onde gravitazionali”. Una struttura definita dagli addetti ai lavori “tra le più importanti al mondo».

Un sito per interferometri

A chiarire l'importanza dello studio delle onde gravitazionali il ricercatore dell'istituto nazionale di fisica nucleare Luca Naticchioni: «È molto importante perché permette di far luce su fenomeni cosmici come la fusione di sistemi binari di buchi neri e di stelle di neutroni, fornendo informazioni preziose, tanto per la fisica fondamentale quanto per lo studio dell'evoluzione dell'universo».

Prossimo passaggio, come chiarisce Domenico D’Urso dell'Università di Sassari, sarà quello di “caratterizzare il sottosuolo del sito perché il grande rivelatore di onde gravitazionali sarà costituito da un sistema di gallerie sotterranee disposte a triangolo che ospiteranno degli interferometri laser ad altissima precisione. Queste rilevazioni saranno necessarie per capire come mettere a punto il sistema di gallerie, individuando al contempo le sorgenti del rumore e minimizzare i relativi effetti”.

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