Professionisti del futuro

A caccia di talenti da formare tra tecnica e cultura del gioiello

di Marta Casadei

3' di lettura

Dalla tecnica altamente specializzata alla creatività. Come spesso accade quando si tratta di moda e lusso, in Italia è possibile rintracciare i diversi tasselli della filiera della formazione nel settore orafo. Dalla scuola media superiore al master post laurea. Complici eccellenze produttive localizzate in alcuni distretti chiave (Arezzo, Valenza Po, Vicenza, Tarì) e un fitto network di aziende che supportano attivamente la “coltivazione” dei giovani talenti (di cui c’è grande bisogno) da inserire nel proprio team, così da garantire un passaggio generazionale all’insegna della competenza.

Sono le stesse aziende a fare pressione affinché il panorama della formazione nell’oreficeria non solo emerga - così da attrarre gli studenti - ma si arricchisca: «Il mondo  orafo richiede una carriera formativa completa - spiega Claudia Piaserico, presidente di Federorafi, che il prossimo 14 dicembre al primo Summit del gioiello ad Arezzo presenterà il progetto Education e una mappa delle scuole italiane del settore - che risponda alle nostre esigenze: ci troviamo ad avere necessità di personale e non riusciamo a reclutarlo». Piaserico dipinge uno scenario in cui da un lato «si stimolino con proposte allettanti i ragazzi e le loro famiglie, che spesso hanno ancora un’idea “negativa” della fabbrica, dall’altro si metta mano alle proposte formative lavorando sulla cultura del gioiello a tutto tondo e non solo sulla formazione tecnica. Penso a una laurea triennale per formare manager del gioiello, per esempio».

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Artigiani e tecnici

Se si parla di formazione tecnica ad alta specializzazione, bisogna guardare a scuole professionali e istituti tecnici superiori. Tenendo ben presente un dato incoraggiante: Nel settore orafo, così come nelle altre filiere formative degli Its, oltre il 90% dei ragazzi trova un lavoro entro sei mesi dalla conclusione del percorso.

Da Nord a Sud le realtà storiche sono tante: la Scuola orafa ambrosiana di Milano, che dal 1995 propone corsi pratici per l’apprendimento delle tecniche più importanti dell’oreficeria: dall’incastonatura alla modellazione della cera, oppure l’Its Cosmo che nella sede di Vicenza forma i Fashion jewellery coordinator, esperti della filiera orafa, sia dal punto di vista del design del gioiello, sia da quello della sua realizzazione. O, ancora, l’Accademia orafa italiana di Catania con corsi di oreficeria - tra cui il corso biennale in Design del gioiello, tecniche orafe e Cad cam o il master in Tecniche avanzate di oreficeria -, gemmologia e progettazione tridimensionale.

Creatività e progettazione

L’Italia attira non solo giovani che vogliono imparare l’arte dell’oreficeria, ma anche aspiranti designer di gioielli. Sebbene i gioielli siano spesso parte del percorso formativo di design della moda esistono corsi specifici: il Politecnico di Milano (o, meglio: la scuola post-graduate POLI.design) è famoso per quello in Accessory & jewellery design che, partendo dai materiali e arrivando a retail e comunicazione, forma a tutto tondo; la sede di Milano di Istituto Marangoni ha in calendario un master in Fine jewellery design. A Torino e Roma, invece, Istituto europeo di design (Ied) ha nella propria offerta formativa un corso triennale (riconosciuto dal Miur ed equiparato a una laurea di 1°livello) per diventare Designer di gioielli e accessori.

Formarsi in azienda

Parlando di formazione nel campo della gioielleria non si possono non menzionare le scuole e le academy interne alle aziende, fondate per rispondere in modo preciso alla necessità di nuove leve.

Gli esempi sono tanti: dalla Damiani Academy - che a settembre ha avviato un corso gratuito di 5 settimane per formare orafi incassatori e pulitori - alla Bulgari Jewellery Academy un programma di formazione interna nel quale i maestri orafi trasmettono conoscenze e competenze a giovani professionisti, passando per l’academy di Recarlo che forma anche i gioielleri partner.

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