ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOp Bivalvia Veneto

A Caorle alleanza tra produttori per l’allevamento di vongole bio

Made in Italy

di Valentina Saini

2' di lettura

Chi non ama gli spaghetti alle vongole? Peccato che il Mediterraneo, Adriatico incluso, sia agli sgoccioli: di pesce ce n’è sempre meno, prima di tutto a causa dell’overfishing.

La pesca industriale ha messo in ginocchio la piccola pesca artigianale, che per secoli è stata il nerbo di marinerie come Chioggia, Grado o Marano Lagunare. Se sempre più ambientalisti consigliano di diminuire in modo drastico il consumo di pesce mediterraneo, denunciando pratiche di pesca illecite, e catastrofiche da un punto di vista ambientale, ci sono pescatori che si organizzano per offrire ai consumatori prodotti sostenibili e bio. Concedersi un piatto di spaghetti alle vongole, ma con la coscienza pulita, è finalmente possibile. «Per anni ho smesso di comprare vongole e simili, ho la mia sensibilità ecologica – spiega Anna, impiegata vicentina che il Sole 24 Ore incontra in un negozio bio del centro storico di Vicenza – Poi ho scoperto le vongole di “La Venexiana”, di Caorle, e anche se costano un po’ di più le compro volentieri». La Venexiana è il brand bio della O. P. Bivalvia Veneto, organizzazione di produttori della pesca con sedi a Caorle e Chioggia, composta da circa cento imbarcazioni aderenti e trecento pescatori associati. Il core business è la raccolta delle vongole, circa 4 milioni di kg l’anno. Nel 2017 hanno iniziato a proporre al mercato anche vongole bio.

Loading...

«In Italia ci sono oltre settecento barche che si dedicano alla pesca della vongola di mare e gli unici elementi per distinguere tra un prodotto e l’altro sono la bellezza, in termini di dimensione, e il costo – spiega il direttore Mauro Vio –. La decisione di puntare sulle vongole bio nasce dalla volontà di accedere alla grande distribuzione con un elemento di originalità, per distinguerci sul mercato». Le vongole biologiche di Caorle sono vendute con il guscio; lavate, dissabbiate, ovviamente surgelate, e “raccolte rispettando il mare”. Sulla scatola un tricolore certifica l’italianità del prodotto (all’estero la produzione nostrana è sinonimo di qualità anche nella maricoltura). L’attività di semina e raccolta delle vongole avviene, spiegano alla O. P. Bivalvia Veneto, in un’area antistante il litorale marino della Brussa, zona di particolare pregio dal punto di vista ambientale. Non è facile, ma l’operazione sta dando i suoi frutti, anche perché Mauro Vio e colleghi hanno iniziato proponendo le loro vongole bio ai mercati ricchi, dove la qualità viene apprezzata (e pagata). «Siamo partiti subito dove c’è da tempo forte sensibilità verso il biologico e la sostenibilità ambientale, ad esempio in Svizzera, dove la grande distribuzione acquista solo prodotti ittici biologici, certificati come pesca sostenibile o proveniente da acquacoltura, e non riguardanti specie a rischio» dice Vio. «Abbiamo fatto degli investimenti per circa tre-quattro milioni di euro, e adesso la nostra è una vera filiera corta – nota –. A Caorle ci sono il Centro Spedizione Molluschi e il Centro di trasformazione prodotti ittici, dove le barche dei nostri soci portano il prodotto. A due ore dalla pesca abbiamo un prodotto pulito, lavato, igienizzato, dissabbiato, termizzato, surgelato e astucciato». La scommessa si sta rivelando vincente, a Lugano come a Vicenza e Milano le vongole bio di Caorle piacciono.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti