Logistica

A Caravaggio Kilometro verde: polo sostenibile da 200 milioni

Develog sviluppa un'area integrata in un importante snodo infrastrutturale Verde e ambiente sono base della realizzazione disegnata da Marco Facchinetti e Luigino Pirola

di Paola Dezza

default onloading pic
Sono previsti 5mila alberi, 20mila nuovi arbusti, 250mila mq di fascia verde di forestazione, tre chilometri di canali. Non solo, 20 milioni di oneri di urbanizzazione che arriveranno sui territori, ripartiti tra i Comuni di Treviglio Caravaggio

Develog sviluppa un'area integrata in un importante snodo infrastrutturale Verde e ambiente sono base della realizzazione disegnata da Marco Facchinetti e Luigino Pirola


5' di lettura

Situato al centro di un sistema di infrastrutture che comprende la ferrovia e soprattutto la Brebemi, il Kilometro verde si presenta come un parco logistico che si insedia in una realtà complessa, cambiandone la vocazione.

L’area è di complessivi 765mila metri quadrati, di cui 350mila mq di Slp (Superficie lorda di pavimento) e cambierà volto grazie a un investimento di circa 200 milioni di euro.

Loading...

Develog, presieduta da Alberto Billi, è la società sviluppatrice, mentre Marco Facchinetti e Luigino Pirola sono gli architetti che hanno disegnato l’intero intervento nella zona di Caravaggio (Bergamo).

L’area era precedentemente destinata a interporto. «Pertanto non c’è consumo di suolo - ci tiene a sottolineare Billi in una intervista esclusiva al Sole24 Ore -. Non solo. L’area era precedentemente destinata a interporto, quindi con il nostro intervento migliora la propria destinazione. La posizione, poi, è ottimale tra due ferrovie e l’autostrada e si trova a un chilometro dal casello di Caravaggio senza passare dai centri abitati». Uno snodo fondamentale nel panorama della Lombardia.

Il tempo di realizzazione del complesso, suggerisce Billi, si aggirano intorno a un paio di anni. Un anno per definire la parte urbanistica e un altro anno per la parte costruttiva. Nel dettaglio serviranno 9-12 mesi per chiudere la procedura urbanistica che deve passare per un accordo di programma regionale, e i progettisti contano di assorbire in questi tempi anche quelli per ottenere il permesso di costruire. Partito il cantiere, in gran parte industrializzato, si prevede una prima consegna dopo 12 mesi, e una seconda fase entro i due anni.

A quale tipologia di aziende clienti si rivolge il progetto? «A società che hanno a cuore l’ambiente e la sostenibilità - dice ancora Billi -, che è poi la filosofia alla base del nostro intervento e in generale dei nostri prodotti. Vedo molto bene quindi il comparto della moda».

Il team di Develog si orienta in generale su progetti di elevato standing, tanto che la clientela è disposta a riconoscere -come dicono dalla stessa società - un canone più elevato proprio per la tipologia di servizi e di finiture del progetto.

L’idea dietro a progetti come questo è anche quella di mettere ordine in un settore che sta crescendo a ritmi esponenziali, cercando di andare a posizionare i nuovi complessi nei pressi delle infrastrutture, mentre finora, oltre a grandi sviluppi integrati, sono fiorite sull’intero territorio nazionale anche diverse iniziative singole di scarso valore e poco inserite nell’ambiente circostante. Iniziative che, in alcuni casi, hanno disturbato anche il paesaggio.

Innovazione e sostenibilità sono i due cardini essenziali per la logistica del domani. È Marco Facchinetti, partner dello studio The Blossom Avenue a spiegare il concept per il nuovo centro curato insieme a SAP (Luigino Pirola) tra i comuni di Treviglio e Caravaggio.

«Costruiremo un chilometro di aree verdi, 200mila mq di superficie a verde, solo il 30% dell’intera superficie sarà edificata, il resto sarà paesaggio. Qui ci saranno 5mila alberi, 20mila nuovi arbusti, 250mila mq di fascia verde di compensazione e forestazione, tre chilometri di canali. Non solo, sono previsti 20 milioni di oneri di urbanizzazione che arriveranno sui territori, ripartiti tra i Comuni di Treviglio, il 35%, e di Caravaggio, la quota restante» racconta.

Architettura certificata Leed e Breeam: l’attenzione al consumo energetico in particolare «si riflette sulle scelte delle tecnologie costruttive, e quindi sulle performance degli involucri e degli impianti. Per questo nuovo centro ipotizziamo anche l’impiego della geotermia e sulla copertura un grande impianto fotovoltaico» ha commentato l’architetto milanese. «Grandi dimensioni – chiarisce Facchinetti che è anche docente di urbanistica al Politecnico di Milano –, ma niente speculazione, non interveniamo mai su aree agricole, sempre in aree già edificabili o con previsione di educabilità».

Secondo indiscrezioni The Blossom Avenue si è aggiudicato con il polo logistico di Trecate (Novara), occupato dal gruppo del lusso Kering il premio per il progetto di logistica più sostenibile d’Europa: 402mila mq di superficie territoriale di progetto e 160mila mq di superficie coperta, anche qui ampio spazio a geotermia e pannelli fotovoltaici con un sistema di paesaggio che prevede più di 30mila mq di fasce di riforestazione e piste ciclabili di connessione con i centri abitati. Il polo logistico in provincia di Novara è stato acquistato durante l’estate da DWS.

Per lo stesso operatore di Kilometroverde, The Blossom Avenue ha sviluppato un altro centro logistico a Vidigulfo (177mila mq di superficie in un’area di 295mila mq). Lo studio, guidato da Facchinetti (socio al 95%) ha due sedi una a New York e una a Milano e quest’anno chiude con un fatturato dell’ordine dei 3,5 milioni di euro, core business non è la logistica ma tutti i grandi progetti di trasformazione urbana, che tengono conto delle ricadute sul territorio, con processi attuativi che coinvolgono più enti, a scala vasta.

Particolare attenzione viene dedicata alla posizione e quindi alla prossimità con le infrastrutture – questo progetto in particolare si troverà lungo il Corridoio 5 della rete europea, e a ridosso del casello della Brebemi. Non secondario il tema dell’evoluzione del settore che assorbe tutto il processo di produzione e finitura delle componenti, che si deve riflettere nelle scelte compositive.

La domanda, viste le polemiche da parte dell’amministrazione sul progetto, è se è necessaria un’altra struttura logistica di ampia portata. Anche se contattato il sindaco di Caravaggio non ha risposto alle nostre richieste.

La logistica in Italia non ragiona per regioni, ma per macroaree, dicono gli esperti. «L’area principale in Lombardia è la macroarea milanese, che però non comprende solo territorio lombardo - dicono da Gazeley -. Di fatto confina a nord con la Svizzera, a ovest con l’area di Novara-Vercelli, a sud con Piacenza-Tortona e a est appunto con Bergamo».

La macroarea milanese ha uno stock di 13 milioni di metri quadrati di grado A. Con grado A si intende stock moderno, prodotto costruito dalla fine degli anni 90 ai primi 2000, quando hanno iniziato ad arrivare in Italia le grandi aziende internazionali, che danno agli immobili uno standard appunto internazionale: altezza 10-12 metri, baie di carico e così via. Tutto ciò che è stato costruito prima è di grado B o inferiore, proprio perché non si conosceva lo standard internazionale.

Le location hub della macroarea milanese sono la zona di Piacenza e dintorni, Tortona e dintorni, Novara e dintorni e ad est i parchi logistici strutturati nella nuova zona vicino alla Brebemi, tra Milano e Bergamo.

Il resto del mercato della Lombardia ha pochi parchi logistici organizzati. Gli unici parchi sono lungo la binasca, nel basso pavese (Broni-Stradella), Arese/Lainate a nord, zona est vicino a Linate e dalle parti di Settala/Vignate e dintorni.

La gran parte dello stock esistente è costituito da immobili stand alone in generale in Lombardia. La causa è la carenza di aree a sufficienza, o di iniziative private di operatori internazionali che mettessero insieme più richieste.

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati