musica e paure

A casa Brunori tutto bene, ecco il disco maturo di un artista affollato

di Francesca Milano


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3' di lettura

Dario Brunori è un uomo affollato. In lui convivono pirandellianamente il lupo della Sila e il piccione del duomo di Milano, Don Abbondio e il torero Don Chisciotte che vuole cambiare il mondo, l’uomo nero e Zygmunt Bauman, la pecora e il maiale, nonno Michele e il nipote Francesco, la metropoli che ancora incanta e la provincia ferma agli anni ’80. «Sono uno, nessuno e centomila. Dentro di me c’è un sacco di gente che si fa delle domande. Insomma un gran casino». Il suo nuovo disco è una sorta di verbale di questa costante e chiassosa assemblea del condominio Brunori: s’intitola «A casa tutto bene» e uscirà venerdì 20 gennaio.

A casa tutto bene, ma fuori? È questa la domanda a cui cerca una risposta il cantautore calabrese: «Fuori c’è paura. Un tassista a Roma durante una corsa mi ha fatto un lungo discorso razzista. E io stesso, a Milano, sulla 90, mi sono sorpreso a preoccuparmi quando un ragazzino ha iniziato a leggere il Corano. Allora ho deciso di mettere tutte queste paure in un disco che raccontasse non solo il mostro in sé ma anche il mostro in me».

Per esorcizzare le paure Brunori usa le canzoni d’amore («perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?») ma anche l’ironia («con il terrore di una guerra santa e l’occidente chiuso in una banca io me ne vado in settimana bianca»), sapientemente mixate in un disco molto autobiografico ma allo stesso tempo corale in cui in molti potranno riconoscersi.

Chi di noi non è stato quello che voleva scalare le montagne e invece poi si è fermato al primo ristorante? Chi di noi non ha mai applaudito al pilota ? Chi di noi non ha pensato almeno una volta che c’hanno ragione anche i vegani? E chi di noi non si è detto che «in fondo va tutto bene, mi basta solo non fare figli»? E invece no, risponde uno dei condòmini che abitano nella testa di Brunori: «Non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo possa essere migliore di com’è».

La copertina del disco

«A casa tutto bene» è un disco sullo spaesamento che si prova a uscire dalla propria comfort zone, ma allo tempo sulla necessità di aprire finalmente la porta. «Stavolta ho deciso di mettere da parte le fesserie per parlare di alcuni temi che mi creano amarezza e disillusione - spiega Dario Brunori -, volevo fare un disco maturo, un disco forte che si occupasse del presente». Il risultato sono dodici canzoni con poche storie e molta cronaca. «A dirla tutto ero anche un po’ stanco di adagiarmi sulla ballata elegante e romantica, sulla storia d’amore privata e soprattutto di buttarla sempre a ridere».

Stavolta ho deciso di mettere da parte le fesserie per parlare di alcuni temi che mi creano amarezza e disillusione, volevo fare un disco forte che si occupasse del presente

Dobbiamo dire addio al Brunori gaberiano? «No, perché sono sempre stimolato dall’idea di poter trovare nuove forme di comunicazione che mi permettano di tirare fuori cose che con le canzoni non riesco a dire. Per questo mi piace inserire dei monologhi nei miei spettacoli, così come mi è piaciuto scrivere il soggetto per il video de “La verità” o un articolo per IL Magazine».

Il Dario residente a San Fili - 2.700 abitanti che vivono in collina a 20 chilometri da Cosenza e altrettanti dal mare -che passa il tempo a montare le mensole per la madre, a cullare i nipoti, a guardare Netflix e a giocare a Risiko dovrà, almeno per qualche mese, appendere le pantofole al chiodo: lo aspettano un ciclo di incontri negli atenei (“All’Università tutto bene”, che inizia il 30 gennaio a Siena) e un tour di 15 date nei club e nei teatri di tutta Italia. Tra questi, però, manca l’Ariston: «Sanremo è un discorso complicato. Una parte di me sarebbe felice di partecipare anche solo per il pensiero di immaginare mia madre che mi guarda alla tv. Un’altra parte lo ritiene solo un grosso spettacolo televisivo per le promozioni. Onestamente non so se Sanremo possa essere funzionale a una cosa come la mia . Ho acquisito un pubblico facendo un altro percorso. Non sento la necessità di salire su quel palco». Snob? No, solo fieramente indie.

Musica: Brunori Sas, mio album e' sentimento contro le paure

IL TOUR
24 febbraio: Udine (PalaMostre)
25 febbraio: Bologna (Estragon)
2 marzo: Milano (Alcatraz)
3 marzo: Treviso (NewAge)
9 marzo: Torino (Teatro Concordia)
16 marzo: Cesena (Teatro Verdi)
17 marzo: Firenze (Obihall)
18 marzo: Napoli (Casa della Musica)
24: marzo: Grottammare (Container)
25 marzo: Perugia (Afterlife)
31 marzo: Bari (Demodè)
1 aprile: Roma (Atlantico)
6 aprile: Palermo (Teatro Santa Cecilia)
8 aprile: Catania (MA)
24 aprile: Genova (Supernova Festival)

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