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A Catania StM investe in un nuovo impianto per sistemi intelligenti

Un contributo di 37,8 milioni a fondo perduto a fronte di un investimento di 270 milioni di dollari. Sono i numeri chiave dell’Accordo di sviluppo (siglato tra il ministero dello Sviluppo economico, Invitalia, STMicroelectronics, il Cnr-Imm e l'Università di Catania) per il sito StM di Catania. I fondi messi a disposizione da Invitalia sono stati destinati in parte (18,5 milioni) al progetto di investimento produttivo che ha riguardato il cosiddetto impianto M9; l’altra parte di fondi (19,3 milioni) è stata destinata al progetto di sviluppo e ricerrca sperrimentale in un sito che conta un migliaio di ricercatori. Per quanto riguarda il fronte produttivo, l’impianto M9 produrrà con nuove tecnologie innovative, come quella su carburo di silicio, componenti a servizio di applicazioni avanzate, come l'auto elettrica e la manifattura intelligente.

«Questa evoluzione proietta nel futuro l'enorme lavoro compiuto nel sito di Catania di STMicroelectronics - ha spiegato il presidente di StMicroelectronics Carlo Ferro - dove l'occupazione è in crescita e qualificata con circa 200 assunzioni negli ultimi 18 mesi di cui gran parte laureati e PhD». Oggi il sito di Catania è l'unico al mondo in grado di produrre in grandi volumi prodotti tecnologicamente di frontiera, come quelli basati sul carburo di silicio, «grazie al lavoro e alla qualità delle nostre persone e all'intensità dei nostri investimenti in Ricerca e Sviluppo» ha detto ancora Ferro.

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