ambiente

A Copenhagen l’inceneritore diventa la collina degli sciatori

di Jacopo Giliberto


default onloading pic

2' di lettura

È prevista per mercoledì l’inaugurazione della pista di sci sulla collina di Copenhill. La collina Copenhill, l’altura più ardita di un Paese piatto come una tavola dove l’altezza naturale più pronunciata è di appena 171 metri, è l’inceneritore di Copenaghen, sul cui tetto inclinato tra due giorni ci si potrà emozionare in discese mozzafiato, in slalom appassionanti ma soprattutto si potrà adottare Christiania, lo stile di sciata che ha lo stesso nome del quartiere di Copenaghen che si ammira dal tetto della camera di combustione e dei filtri a umido dell’inceneritore.

Mentre in Italia le forze politiche e i commentatori da social network si scontrano sul tema dei termovalorizzatori, nella capitale danese è in completamento il nuovo Amager Bakke, detto Copenhill, l’impianto che usa la spazzatura per produrre energia per il riscaldamento (140mila appartamenti) e corrente elettrica (500mila abitanti).

Bjarke Ingels aveva vinto nel 2011 il concorso per progettare l’inceneritore in modo che diventasse anche un’attrazione per la città, con un giardino e una pista da sci. L’impianto è stato costruito dal consorzio dei comuni danesi Amager Ressource Center ed è costato circa 580 milioni di euro. Per taglia, ha la capacità di bruciare 400mila tonnellate di rifiuti l’anno e cioè è simile al termoutilizzatore di Figino con cui a Milano l’Amsa (A2a) riscalda interi quartieri di Milano, ovvero è circa la metà dell’impianto A2a di Brescia.

I tetto inclinato comprende tre piste da sci di diversa difficoltà, due skilift, un ascensore per le terrazze panoramiche, una caffetteria, la più alta parete di arrampicata al mondo.

Il termovalorizzatore ha due caldaie a griglia capaci di lavorare ciascuna 35 tonnellate l’ora, due linee di depurazione fumi a umido con condensazione del vapore e una turbina da 67 megawatt elettrici. Grazie a un efficiente sistema di condensatore del vapore, il rendimento energetico complessivo dell’impianto arriva al 107%.

Non tutti i rifiuti diventano energia: una parte del ricupero di Copenhill è sotto forma di materie riciclabili, come i metalli che vengono estratti dalle ceneri e anche le stesse ceneri, che diventano carica inerte per calcestruzzo al posto della sabbia o della ghiaia.

Una tassa di 3,3 euro per ogni chilo di ossidi di azoto emessi ha indotto ad aumentare fortemente la depurazione dei fumi, con composti dell’azoto inferiori a 15 milligrammi ogni metro cubo d’aria emessa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...