formazione e lavoro

A Cosenza il Liceo che integra formazione classica, scientifica e giuridica

di Donata Marrazzo

(© nino braia)

3' di lettura

A Cosenza, nel tempio della formazione umanistica, si abbina la cultura classica a quella scientifica, giuridica e all’innovazione. Il liceo Bernardino Telesio, istituto storico della città dei Bruzi che ha dato i natali al filofoso rinascimentale di cui la scuola porta il nome, amplia l’offerta formativa lanciando per il prossimo anno due nuovi indirizzi, quello biomedico e quello giuridico internazionale, che si aggiungono al liceo classico tradizionale, all’europeo, al Cambridge.

Il nuovo piano formativo tiene conto dei percorsi universitari degli studenti: «Proponiamo questi nuovi indirizzi proprio sulla base delle loro scelte – spiega il preside Antonio Iaconanni – dai feedback degli allievi abbiamo capito che in tanti proseguono gli studi iscrivendosi a facoltà scientifiche o giuridiche. Ci è sembrato importante, dunque, facilitarli nel loro cammino». Così è nata una partnership con l’Università della Calabria di Arcavata (Rende) che riconoscerà un certo numero di crediti formativi a quanti si iscriveranno ai corsi di laurea del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, di Farmacia e Scienze della Salute, di Fisica e di Scienze aziendali e giuridiche. Si tratta di un’iniziativa autonoma del liceo. Il Miur prevede un indirizzo sperimentale di 50 ore di Biologia con curvatura biomedica solo per gli studenti dello scientifico interessati, dopo la maturità, a tentare il test di accesso alla facoltà di Medicina. Ma al Telesio la formula è diversa.

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A partire dal primo anno, nelle classi a indirizzo biomedico saranno inseriti gli insegnamenti di Fisica, Chimica organica e inorganica, Biochimica, Biologia, Microbiologia, Biostatistica, Anatomia, Fisiologia, Patologia, oltre ad attività di stage e di laboratorio. Per la formazione in ambito giuridico interazionale («che tiene conto dei nuovi scenari geopolitici e dei mercati», aggiunge il preside) gli argomenti di studio riguarderanno il Diritto costituzionale, quello privato, Storia delle politiche europee ed internazionali, Economia locale ed Internazionale, Globalizzazione dei sistemi finanziari, Diritto internazionale, con esperienze all’interno di tribunali e studi legali. In cattedra proprio i docenti dell’Unical, secondo quanto stabilito dal protocollo di intesa fra il liceo e l’università.

L’obiettivo di Antonio Iaconanni (preside manager del liceo cosentino dal 2012 con una laurea in ingegneria) è quello di radicare gli studenti al territorio. Anzi è una missione: contribuire allo sviluppo culturale ed economico della città preparando al meglio i giovani, valorizzandoli e invogliandoli a restare. La sua attività e quella del suo staff (86 i docenti, più il personale Ata) è frenetica: la scuola ha una propria compagnia teatrale che quest’anno è inserita nel cartellone del grande teatro Rendano. Porta in scena la tragedia greca con la trilogia di Eschilo. La regia è di Antonello Lombardo, prof di educazione fisica con un profondo interesse per il teatro. Le musiche originali sono composte dagli studenti: le Officine sinfoniche telesiane (guidate da un maestro esterno) eseguono due brani dal vivo. Sono un vanto anche i laboratori di Robotica e la nuova squadra di Calcio a 5 che partecipa in serie D al campionato della Federazione italiana giuoco calcio.

La biblioteca (30mila volumi, alcuni antichissimi) è aperta al pubblico fino alle 18 grazie al coinvolgimento dei ragazzi. Da qualche giorno la scuola ha inaugurato una Little free library sul corso principale di Cosenza, una piccola casetta di legno dove lasciare e prendere libri, per incentivare la lettura.

Il risultato di questo approccio innovativo sta nei numeri: per l’anno in corso l’istituto cosentino risulta il liceo classico con il maggior numero di iscritti in Italia, il 23% a fronte del 6% della media nazionale: sono 242 in tutto, raddoppiati rispetto a 4 anni fa. In totale 850 studenti «più 1600 genitori e 3600 nonni», scherza il preside: una battuta per alludere al forte coinvolgimento delle famiglie nelle attività didattiche.

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