Riqualificazione

A Dergano, nel quartiere delle Ceste Sospese

di Alessia Maccaferri

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 In strada a Dergano

2' di lettura

L’appuntamento è alla fermata del bus 90/91 su viale Jenner, noto per le preghiere dei musulmani sul marciapiede, prima che venisse aperta la moschea. Qualche metro e si oltrepassa la circonvallazione. Gli edifici fatiscenti dell’ex Ospedale Bassi, dove a fine ’800 venivano curati i pazienti infettivi, non invitano a entrare a Dergano. Eppure appena imboccata via Guerzoni, si apre un vivace quartiere con botteghe artigiane, dal ceramista alla stilista arrivata da Berlino. Se non fosse per la metropolitana gialla, sembrerebbe rimasto il paese, che una volta era: scuole, chiese, la piazza, la sede del Municipio 9, il piccolo parco. «Non mancano i problemi di disagio economico e sociale, il quartiere è denso e il verde scarso - racconta Anna Moro, ricercatrice del Politecnico di Milano e abitante di Dergano - Ma le cose sono migliorate, grazie all’attivismo civico, all’associazionism0, all’arrivo di famiglie di giovani, a progetti di riqualificazione».

Qui nell’aprile dell’anno scorso sono nate le Ceste Sospese, al motto di «Chi può metta, chi non può prenda» per offrire un aiuto a chi era in difficoltà. «È successo un po’ per caso - racconta Francesca Rendano, fondatrice di Mamusca, bistrot-libreria punto di riferimento del quartiere - Io sono di Napoli, e lì si è ripresa la tradizione di calare la cesta dalla finestra. Ho iniziato a farlo da casa mia per aiutare qualcuno, una mia amica si è entusiasmata e l’idea si è diffusa». Il quartiere ha reagito alla pandemia con prontezza, autorganizzandosi. «Abbiamo creato una rete informale di donne a sostegno delle Ceste e di tante altre iniziative» aggiunge Moro. Una reazione corale frutto di anni di cucitura sociale grazie a realtà come Mamusca, Rob de Matt (caffè bistrot che promuove l’inclusione sociale) o all’associazione culturale Nuovo Cinema Armenia.

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Nell’ultimo anno, però, i prezzi delle case sono cresciuti fino a 3.500/4mila euro al metro quadrato, conferma un’agenzia immobiliare in zona. «Ora il problema - riflette Moro - potrebbe essere la gentrificazione, con il rischio che gli abitanti siano costretti a traslocare». E Dergano diventi solo Milano.

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