ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa finale

A Doha, una notte (e un Mondiale) da ricordare

di Dario Ricci

(AFPAFP)

3' di lettura

Le dita che picchiettano rapide sulla tastiera del pc, per scrivere quello che – dalla concitazione del giornalista che lo sta redigendo – sembra essere solo il penultimo articolo di una nottata che s'immagina ancora lunga; al tempo stesso, e giusto a un paio di metri di distanza, i volontari di questo Mondiale che cominciano a smontare tavoli e armadietti, e a togliere dagli stessi gli adesivi coi numeri che indicano postazioni e lucchetti di riferimento. E' passata poco più di un'ora dal fischio finale di Croazia-Marocco, che ha regalato il terzo posto a Modric e soci, e il Khalifa International Stadium è già in via di smobilitazione, secondo una liturgia già iniziata da qualche giorno negli altri impianti, che non hanno più ospitato partite.

Scene consuete, quando un grande evento sportivo inizia a spegnersi nel momento stesso in cui produce la luce più potente e visibile, quella propagata dal suo atto conclusivo, dalla finale. A una ventina di chilometri più a nord-est, rispetto al Khalifa, al Lusail Stadium, si lavora febbrilmente per accogliere i quasi 90mila spettatori che si godranno la finale (inedita, nella storia della Coppa del Mondo) tra Francia e Argentina (tra cui presidente francese Macron, già presente allo stadio Al -Bayt in occasione delle semifinale tra Francia e Marocco, proprio lui che ha sempre sostenuto la necessità di lasciar fuori la politica dallo sport…).

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«A Night to Remember», questo il titolo della cerimonia che inizierà verso le 14.30 italiane, durerà circa 15 minuti e si concluderà con un mashup di canzoni della colonna sonora ufficiale che ha segnato momenti memorabili del torneo. Ad esibirsi davanti alla folla dello stadio e al pubblico di tutto il mondo collegato in tv, ci saranno gli artisti Davido e Aisha che canteranno «(Hayya Hayya) Better Together», il raggaeton portoricano Ozuna e Gims che eseguiranno «Arhbo» e l'intera formazione femminile di «Light the Sky» che sarà presente con Nora Fatehi , Balqees, Rahma Riad e Manal. E non è esclusa una sorpresa dell'ultimo momento, con la possibile partecipazione di Shakira, la cantante (ex compagna del difensore del Barcellona e della Nazionale spagnola Gerard Piqué, appena ritiratosi) già interprete dell'iconico Waka-Waka, inno ufficiale dei mondiali sudafricani del 2010.

Che quella che ci aspetta sia una serata comunque da ricordare, qui a Doha, lo rivelano tanti piccoli particolari. Dal cameriere che all'una di notte, mentre sparecchia l'ultimo tavolo del bar-ristorante dove hai appena mangiato una (buona) pizza, guarda il tuo accredito-stampa e subito ti chiede un pronostico su chi vincerà tra Argentina e Francia; fino al receptionist dell'albero che, sempre nel cuore della nottata, prima di darti la sospirata informazione che gli avevi chiesto si dilunga su un'articolata analisi dei possibili scenari tattici della sfida tra Mbappé e Messi: «Credo vincerà l'Argentina, Messi se lo meriterebbe per tutto quello che ha fatto in carriera, e visto che ha detto che è la sua ultima gara in Nazionale…», conclude, ed è difficile dargli torto, visto il clima generale che si respira in città: sparuti e ridotti a manipoli i gruppi di tifosi francesi, mentre tutt'altro scenario disegna l'ondata albiceleste che s'è riversata da giorni in città. Sarebbero almeno infatti 40mila i tifosi argentini presenti a Doha per la finale, ma una buona parte non è in possesso del biglietto per poter assistere alla partita. Le autorità qatariote stimano infatti che sarebbero almeno ottomila quelli che non lo hanno, e non a caso tre giorni fa la polizia locali ha dovuto disperdere in modo deciso la folla di supporter dell’ Albiceleste che si era radunata di fronte all’hotel Jassim, dove alloggia gran parte della dirigenza della federcalcio argentina, alla quale i tifosi, manifestando con grida e cartelli, chiedono di fare in modo che i biglietti restituiti da coloro che non potranno assistere alla finale, vengano messi a disposizione degli argentini che vogliono acquistarli. Scene queste non nuove: prima della finale Germania-Argentina del 2014 a Rio de Janeiro ne arrivarono duecentomila, che trasformarono la metropoli carioca in una città biancoceleste, pur sapendo che mai sarebbero potuti entrare tra gli 80mila ‘eletti' ospitati dalle tribune del Maracanà. Insomma, quella di Doha sarà comunque “A Night to Remember” (e speriamo senza problemi di ordine pubblico) anche fuori dal Lusail Stadium.

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