Eventi

A Doha va in scena il Fashion Trust Arabia, sempre più proiettato al futuro

Un’organizzazione no-profit che supporta i talenti emergenti e una kermesse di successo, durata quattro giorni, che ha attirato il gotha della moda internazionale.

di Mariangela Rossi

I vincitori del Fashion Trust Arabia Prize 2021. (Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images per Fashion Trust Arabia)

3' di lettura

“I giovani designer devono essere attingere alla propria cultura, preservare le tradizioni, essere coerenti con i loro valori”. Idee chiare, gentilezza squisita e voce decisa di chi è realmente potente, SE Sceicca Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, madre di 5 bambini, non è solo una delle figure femminili più influenti nel mondo dell'arte, cercando di diversificare l'economica del Qatar, le cui riserve di gas e petrolio lo rendono il Paese più ricco del mondo in termini di GDP per capita, ma gioca un ruolo centrale anche nel mondo della moda. Sia nella regione MENA (Middle East/North Africa) che internazionale, e non solo perché la famiglia reale possiede un gran numero di brand lusso, tra cui Valentino e Balmain.

Un momento del Fashion Trust Arabia Prize 2021.

In collaborazione con l'imprenditrice libanese Tania Fares, attiva a Londra da molti anni nello scouting di nuovi designer, e con il patrocinio della madre, Sua Altezza la Sceicca Mozah bint Nasser, la giovane Sceicca Al-Mayassa ha co-fondato il Fashion Trust Arabia, organizzazione no-profit che supporta i talenti emergenti nella moda: se la prima edizione del Premio, ideata nel 2018 e attuata l'anno successivo, in occasione dell'apertura del National Museum of Qatar firmato da Jean Nouvel, seguita poi da un evento virtuale nel 2020, il terzo Fashion Trust Arabia Prize è stato una kermesse di successo durata quattro giorni, che si è appena conclusa il 5 novembre e ha attirato a Doha il gotha della moda internazionale. Non solo in giuria, con nomi, tra gli altri, come Pierpaolo Piccioli (Maison Valentino), Natalia Vodianova, Elie Saab, Alexa Chung, Juergen Teller, Remo Ruffini (Moncler), Gherardo Felloni (Roger Vivier), Carine Roitfeld, Sandra Chol (Jimmy Choo) e Virgil Abloh, direttore creativo di Louis Vuitton e Off-White, che al fianco di SE Sceicca Al-Mayassa e di Naomi Campbell ha poi inaugurato una sua mostra, “Figures of Speech”, sino a marzo 2022 al Doha Fire Musem, tributo alla diversità anche nella moda e alla connessione tra i vari linguaggi espressivi, tra cui sport e musica. Tra le 700 richieste di partecipazione al Fashion Trust Arabia Prize, sono arrivati in finale 24 designer, di cui solo sei premiati con un supporto finanziario che arriva a 200mila dollari (25mila al debut talent), oltre al tutoraggio aziendale e a una collaborazione con MatchesFashion, che acquista la loro collezione intera, facendo loro da mentore per tutto il 2022.

Loading...

La Sceicca mentre si prova gli occhiali di Bilal Fellah di Port Tangier, uno dei vincitori.

Tra i vincitori, Zaid Affas, nato in Kuwait, origini irachene e di base a Los Angeles, per la categoria prêt-à-porter (“la mia è una moda essenziale e senza tempo, ma speciale e con attenzione ai tessuti e ai volumi”); Bill Fellah, come designer di accessori (“i miei occhiali, con un tocco vintage, sono un ponte tra Africa e Europa”); Mohamed Benchellal, marocchino di casa ad Amsterdam, per l'abbigliamento da sera, con tagli e tessuti costruiti come sculture (“ho imparato tutto da solo”); Alia Bin Omair, vincitrice per la categoria gioielli; Augustin Nicolas Rivero, in rappresentanza della nazione ospite del 2021, la Colombia.

Abdel El Tayeb, vincitore del Franca Sozzani Debut Talent. (Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images per Fashion Trust Arabia)

 

E soprattutto, all'unanimità, la vera scoperta, immaginabile già dall'interesse dei giurati, degli ospiti noti e dei giornalisti, che gravitavano già prima della premiazione intorno alla sua collezione al M7, hub culturale, dove era possibile ammirare le collezioni di tutti i finalisti: lui si chiama Abdelgader El Tayeb, è franco-sudanese, laureato a Bruxelles, stage da Bottega Veneta, premiato da Naomi Campbell con il Franca Sozzani Debut Talent Award e ha messo d'accordo tutti per la capacità di tecniche artigianali, come le tessiture di cesti, i colori sgargianti, l'eredità culturale della sua Africa che guarda, però, al domani.

Natalia Vodianova. (Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images per Fashion Trust Arabia)

“A parte i suoi bei capi, ha uno storytelling e referenze meravigliose, che partono dalle radici della famiglia e dalle tradizioni quasi ancestrali africane, alla subcultura pop e al savoir-faire artigianale”, commenta Gherardo Felloni di Roger Vivier. “È importante che i giovani non copino e non siano omologati, ma come lui abbiano una forte identità, narrino la propria storia, rimangano locali e diano valore alla diversità”, sottolinea Pierpaolo Piccioli. “La moda è una voce, non occorre aggiungere parole. Deve solo consegnare un messaggio alla comunità, mostrare valori, condividere idee. Come quella di far scivolare la tradizione in un'idea più contemporanea”, conclude Piccioli che ha ideato, in circa quattro mesi, un'esclusiva collezione di 15 abaya Haute Couture. Stile Valentino, dettagli preziosi, volumi importanti e riconoscibili, ad esempio nei grandi fiocchi, tessuti lievi. “Quando ho pensato a questa collezione non volevo scivolare nell'esotico o negli stereotipi, ma creare veri capi couture”, conclude, con l'apprezzamento della stessa SE Sceicca Al-Mayassa. “Grazie Pierpaolo per rompere i codici, le regole della moda”, ha commentato. Mentre Doha, ben radicata al passato, sta diventando sempre più glamour, internazionale e proiettata al futuro.

Naomi Campbell. (Foto David M. Benett/Dave Benett/Getty Images per Fashion Trust Arabia)

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti