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Expo, a Dubai tutti in coda per conoscere l’Italia tecnologica e «green»

Il «Times» ha scritto che il padiglione italiano è uno dei dieci buoni motivi per visitare l'Expo di Dubai

dalla nostra inviata Giovanna Mancini

Expo 2020 Dubai, arrivano i primi visitatori

3' di lettura

Arrivare (ed entrare) non è una passeggiata. Per fare ingresso a Dubai dall'estero serve un tampone molecolare e per accedere al sito di Expo 2020 è richiesto un certificato vaccinale o, di nuovo, un tampone molecolare. Eppure già nel primo giorno di apertura, l'Esposizione universale ha iniziato lentamente a popolarsi, raggiungendo nel pomeriggio un bel traffico di visitatori.

Una delle code più lunghe è proprio quella al Padiglione italiano, 3.500 metri quadrati in cui sono presenti i prodotti e le idee di oltre 50 aziende italiane, ma anche di 70 istituzioni partner, 15 Regioni e 30 università. In fila ordinatamente, sotto un caldo difficilmente sopportabile, ci sono soprattutto persone residenti a Dubai, anche se originarie di Paesi diversi (Cina, Filippine, Stati Uniti, Germania, Italia, Olanda). È questa, del resto, la forza attrattiva di questo mercato: essere un hub globale attraverso cui passa tutto il mondo.

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Un Padiglione «circolare»

Ed è per questo che l'Italia ha deciso di presentare, in questa Esposizione universale, il suo volto più innovativo e tecnologico, accompagnato comunque dall'immagine (più nota a livello internazionale) di bellezza, cultura e creatività. A cominciare dalla struttura stessa del padiglione, un'architettura ispirata ai principi di sostenibilità, come spiega Carlo Ratti, uno dei progettisti: «Il padiglione è un esperimento di circolarità, circondato da 70 chilometri di corde da barca, realizzate tramite il recupero di 2 milioni di bottiglie. Il tetto è fatto con gli scafi rovesciati di tre imbarcazioni, che a Expo conclusa, potranno continuare a navigare».

Niente aria condizionata all'interno del padiglione: la struttura è studiata per ottimizzare il ricircolo dell'aria, mentre l'uso dell'antica tradizione del muro a secco permette di mantenere la temperatura fresca all'interno dei cluster.

Il made in Italy in viaggio

Un ideale viaggio per mare, che porta il made in Italy nel mondo, testimoniato dalla presenza a Dubai, nel giorno dell'apertura, del velista Giovanni Soldini (non ci sarà invece a novembre la preannunciata visita del presidente Mattarella). Al mondo marino e all'acqua guardano del resto molte delle tecnologie presenti nel padiglione del nostro Paese: dalle vasche di alga sbirulina di Tolo Green, che trattengono l'anidride carbonica, alle trivelle spaziali progettate da Leonardo, pronte per atterrare su Marte con la missione spaziale europea in cerca di acqua sul Pianeta Rosso.

Expo 2020 al via a Dubai

Expo 2020 al via a Dubai

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Gli altri padiglioni

Sebbene tra i più attesi e visitati già nel primo giorno (il «Times» ha scritto che è uno dei dieci buoni motivi per visitare l'Expo di Dubai), il Padiglione italiano non è che uno degli oltre 200 presenti sui 438 ettari di superficie dell'Esposizione universale.

Molte le architetture futuristiche, come quella dell'Arabia Saudita o della Svizzera, mentre si fa notare la partecipazione di Israele, e non tanto per il contenuto, quanto per la presenza stessa di questo Paese, per la prima volta all'interno di un grande evento in un Paese arabo. Ovviamente, il padiglione più grande non poteva che essere quello cinese: una sorta di immenso tempio di 4.636 metri quadrati in cui il Paese asiatico mette in mostra gli ultimi traguardi raggiunti nei settori dell'informatica e dei trasporti moderni.

Una Expo faraonica

Una Expo faraonica, in cui si attendono 25 milioni di persone in sei mesi. Difficile dire se questo numero sarà raggiunto (l'incognita della pandemia resta presente e le tante restrizioni potrebbero scoraggiare i visitatori non professionali), ma la prima giornata si è svolta all'insegna dell'ottimismo, confermato sia dal Commissario alla presenza italiana a Dubai, paolo Glisenti, sia dagli imprenditori e operatori presenti per la cerimonia inaugurale.

Un'aria di ottimismo che si sta già riflettendo sulla città stessa, in cui sono tornati il traffico infernale, gli hotel e i negozi pieni, come non si vedevano ormai da anni, come ci raccontano i residenti che incontriamo.

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