Il forum

A Expo Dubai le università italiane: sempre più internazionali, innovative e inclusive

Messa: «Abbiamo circa 1.8 milioni di studenti e circa 100mila persone che lavorano negli atenei, di questi più della metà sono professori e ricercatori»

di Redazione Scuola

(AP)

3' di lettura

Il respiro internazionale del sistema universitario italiano è stato raccontatoil 15 dicembre al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai, in un forum dal titolo “The World within our borders - International programmes at Italian universities”, promosso dal ministero dell'Università e la Ricerca in occasione della settimana dedicata alla conoscenza e all'apprendimento all'esposizione universale. «Abbiamo un sistema universitario che a un primo sguardo può essere difficile da leggere, perché costituito da un centinaio di università pubbliche diverse tra loro», tuttavia «sono molto ben connesse in una rete» in cui «le università competono per ricevere maggiori finanziamenti statali, ma dall'altra parte cooperano e collaborano per migliorare la tipologia di corsi per gli studenti», ha detto la ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, intervenendo in collegamento dall'Italia. «In Italia abbiamo circa 1.8 milioni di studenti in queste università e circa 100mila persone che lavorano negli atenei, di questi più della metà sono professori e ricercatori», e «l'università gioca un ruolo non solo nell'insegnamento ma anche nella ricerca e più di recente nell'innovazione», ha sottolineato.

Il sistema universitario

Nel sistema universitario pubblico e privato «lavoriamo molto nell'essere attrattivi e inclusivi. L'inclusività è uno dei punti principali su cui lavoriamo e offriamo corsi in molte lingue, ma certamente quelli in inglese sono cresciuti negli ultimi 10 anni», ha spiegato Messa, aggiungendo che su questo aspetto «lo Stato offre sostegno» agli atenei, «in particolare nell'attrarre persone dall'estero».
«Expo Dubai è una grande vetrina per il nostro Paese e una importante opportunità per creare partnership e guardare al futuro», ha dichiarato Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui). Da quando l'Italia è stata colpita da Covid-19, «le università hanno mostrato di essere istituzioni resilienti, solide, robuste».

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Studenti stranieri in crescita

Nel corso dell'evento, è stato sottolineato come la presenza degli studenti stranieri negli atenei italiani abbia registrato una crescita, passando da circa 63 mila a oltre 101 mila in 10 anni, mentre i programmi universitari in lingua inglese sono passati da 245 a 539 negli ultimi 5 anni. Oggi, «abbiamo capito che l'università non sarà più la stessa, che dovrà affrontare sfide ancora maggiori e dovrà rinforzare le alleanze internazionali», che sono «l'unico modo per affrontare il contesto globale e le questioni mondiali», ha sottolineato Resta, ricordando che l'università e la ricerca sono uno dei pilastri «individuati nel Pnrr, con un piano di riforme che punta a rendere le università più moderne, flessibili e internazionali».

Programmi internazionali

Durante la mattinata, le università italiane hanno potuto raccontare i loro programmi internazionali attraverso gli interventi online e in presenza di Vincenzo Zara, coordinatore del “Laboratory on Teaching&Learning” della Fondazione Crui; Maurizio Tira, rettore dell'Università di Brescia; Tiziana Lippiello, rettore dell'Università “Ca' Foscari” di Venezia; Matteo Lorito, rettore dell'Università di Napoli “Federico II”; Riccardo Pietrabissa, rettore dell'Università Iuss Pavia; Francesco Frati, rettore dell'Università di Siena. A chiudere l'incontro è stato un messaggio video del premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi. «Il mondo deve affrontare varie sfide nel prossimo futuro. La sfida del cambiamento climatico ma accanto, quella della sostenibilità», ha detto Parisi, spiegando che «per essere sostenibile», il nostro modo di vivere «deve poggiare sempre di meno sulle risorse del nostro pianeta» e «la fisica è fondamentale» in questo e nella ricerca di «modi per il risparmio energetico. Dobbiamo costruire una società che non deve guardare al futuro dei prossimi 10 o 20 anni, ma deve estendersi a livello di secoli».

Arte e musica

La giornata dedicata alle università italiane è proseguita con un focus sull'istruzione nel campo dell'arte e della musica, con il panel “Art education in Italy”, durante il quale alcuni studenti stranieri hanno raccontato in messaggi video le loro esperienze di studio in Italia nell'ambito artistico. E dopo il successo con il concerto “Opera Extravaganza” nella Al Wasl Plaza di Expo, cinque musicisti dell'Orchestra sinfonica nazionale dei conservatori italiani hanno intrattenuto i presenti al panel eseguendo un Quintetto d'archi di Luigi Boccherini.

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