infrastrutture

A F2i il controllo di Brebemi. Firmata l’esclusiva con Intesa

di Cheo Condina


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3' di lettura

Il fondo F2i muove sulla Brebemi, la nuova autostrada tra Milano e Brescia, la cui quota di controllo – attraverso la holding Autostrade Lombarde – è detenuta da Intesa Sanpaolo, che così dismetterebbe un’altra partecipazione non strategica. Il negoziato è in corso: l’operatore infrastrutturale, guidato da Renato Ravanelli, e l'istituto bancario avrebbero firmato un’esclusiva per definire l’operazione nei prossimi mesi, arrivando con ciò alla firma di un accordo preliminare. Difficile ipotizzare l’importo dell’eventuale transazione, che sarà soggetto a trattativa nonché a diverse variabili. Tuttavia è plausibile che Ca de’ Sass realizzerà una buona plusvalenza sui 46 milioni a cui era iscritta Autostrade Lombarde (patrimonio netto pro quota 125 milioni) nel bilancio 2017.

La Brebemi, entrata in funzione nel luglio 2014, è un progetto che parte da lontano e vede tra i più convinti sostenitori Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo. Il suo obiettivo? Abbassare i tempi e i chilometri di percorrenza tra Milano e Brescia, che fino a quattro anni fa erano collegate soltanto dalla A4, nota per essere una delle tratte autostradali più trafficate d'Europa. La nuova arteria, lunga 62 km, non è tuttavia partita nel migliore dei modi tanto che alcuni l'hanno definita la classica «cattedrale nel deserto». I primi esercizi si sono chiusi tutti in rosso a causa del peso degli oneri finanziari (generati da un maxi project financing da 1,8 miliardi che vede in prima fila Bei e Cdp), a fronte di un traffico penalizzato dai ritardi nella realizzazione delle interconnessioni soprattutto sul fronte bresciano, visto che a Milano – contestualmente con Brebemi – era andata a regime la prima tranche della nuova Tangenziale Esterna, di cui oggi il primo socio è il gruppo Gavio. Negli ultimi due anni, tuttavia, grazie all’immissione diretta nella A4 a Brescia (che nel 2018 ha fatto balzare il traffico del 30% mensile), si iniziano a vedere i primi spiragli di luce: tra 2015 e 2016 (ultimi dati disponibili) Brebemi ha perso sì oltre 110 milioni ma il Mol è salito da 17,7 a 29 milioni e l'Ebit da 2,1 a 21,8 milioni. Il tema vero sono gli oneri finanziari, superiori agli 80 milioni l’anno, per un costo del debito superiore al 6%: anche il 2017 si è chiuso con una perdita di 39,2 milioni, costringendo la società ad abbattere il capitale per perdite.

In ogni caso sembrano esserci le premesse per un progressivo miglioramento della redditività dell’asset che, nei prossimi anni, potrebbe poi giocare un ruolo di primo piano nel consolidamento dello scacchiere infrastrutturale del Nord. Di qui l’interesse di F2i, che – a parte una minoranza nella holding Infracis – ad oggi non ha alcuna partecipazione nel settore autostradale ma possiede il profilo giusto per puntare sullo sviluppo di un'infrastruttura come Brebemi e per valorizzarla mentre Intesa Sanpaolo, già da tempo, non aveva fatto mistero di volersi disimpegnare dalle partecipazioni non core.

Al momento, come riportato da Radiocor, il negoziato ruota attorno al 55,7% di Autostrade Lombarde (holding che controlla il 78,9% di Brebemi) detenuto dalla banca guidata da Carlo Messina. Esso è composto da un 42,4% controllato dall'istituto e da un altro 13,3% di cui entrerà definitivamente in possesso a fine anno, quando verrà chiuso uno scambio di asset (già approvato) con il gruppo Gavio che coinvolge anche la nuova Tangenziale esterna di Milano. In una fase successiva, è possibile che sempre F2i possa rilevare anche la partecipazione di Pizzarotti, terzo socio di Autostrade Lombarde con il 6,4% e da poco partner di peso di Gavio proprio nella Tangenziale esterna.

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