Innovazione sociale

A Favara nasce una Società per azioni buone

di Nino Amadore

2' di lettura

Si chiama Società per azioni buone, in sigla Spab, ed è l’ultima iniziativa che riporta Favara, in provincia di Agrigento, al centro di un progetto di riqualificazione urbana, sociale, culturale. Un ulteriore passo avanti in questo centro siciliano in passato noto alle cronache per la presenza asfissiante della mafia, per le infiltrazioni criminali nel settore dell’edilizia. Ora, certo, la mafia non immediatamente svanita come d’incanto ma emerge un nuovo modello nella società e soprattutto l’idea innovativa di una riqualificazione urbana che può essere fatta con consapevolezza civica. Tutto parte dal Farm Cultural Park, il progetto avviato qualche anno fa dal notaio (che però ormai c’è chi annovera tra i grandio architetti italiani) Andrea Bartoli e da sua moglie, l’avvocata Florinda Saieva: è stato un intervento nel centro storico di Favara che è stato riqualificato con l’obiettivo di trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi. «Sogniamo - si legge sul sito internet di Farm Cultural Park – di potere investire negli spazi pubblici di Favara, nell'educazione delle future generazioni, nella formazione e nell'inserimento al lavoro dei nostri ragazzi evitando che debbano trasferirsi in altre città, per trovare un posto di lavoro; in complessi abitativi efficienti e sostenibili; in luoghi, attività e servizi per le persone anziane, per i diversamente abili e per tutti quelli che sono rimasti indietro».

Sulla base di questo presupposto qualche settimana fa 70 cittadini di Favara (chi a titolo personale, chi in rappresentanza di associazioni) si sono riuniti in piazza e hanno costituito di fronte al notaio la Società per azioni buone, che è una impresa sociale. Il percorso per arrivare alla costituzione della società è stato avviato nel 2019 ed è stato, ovviamente, anche rallentato dalla pandemia: «Vogliamo semplicemente far sedere allo stesso tavolo persone che possiedono immobili strategici per lo sviluppo con chi dispone di risorse per fare degli investimenti in denaro insieme a coloro che hanno le competenze per portare avanti un percorso di cambiamento» ha spiegato Florinda Saieva. Con quali risorse finanziarie? Anche in questo caso il percorso delineato scommette sul coinvolgimento dei cittadini favaresi contando sul risparmio delle famiglie. A Favara, spiegano i promotori, si stimano depositi bancari pari a quasi mezzo miliardo di euro: «Se convincessimo tutte le persone che hanno dei depositi bancari, ad investire (non donare) anche solo il 10% di queste somme in Favara Società per azioni buone, potremmo spendere 50milioni di euro per trasformare Favara nella città più bella, innovativa e divertente del sud Italia». Intanto il primo atto della società è stato quello di donare 70 alberi al Comune mentre è in cantiere la partecipazione ai bandi della Fondazione con il Sud. Lo sguardo è puntato al futuro «stiamo coltivando un nuovo sogno. Vogliamo alzare l'asticella - spiegano i promotori –. Non vogliamo e non possiamo accontentarci e cullarci dei successi e dei traguardi raggiunti. Ci sono ancora troppi problemi da risolvere e tante sfide da vincere.Sogniamo di potere investire negli spazi pubblici di Favara, nell'educazione delle future generazioni, nella formazione e nell'inserimento al lavoro dei nostri ragazzi evitando che debbano trasferirsi in altre città, per trovare un posto di lavoro».

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