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A febbraio altro balzo dell’inflazione: su base annua tocca il 5,7%

I rincari trainati dalla componente energia che passa dal +38,6% di gennaio al +45,9%. L’allarme di Coldiretti: «non si riesce a coprire i costi di produzione» e stangata sulle famiglie

di Enrico Netti

(eldarnurkovic - stock.adobe.com)

2' di lettura

Febbraio vede un’altra accelerazione dell’inflazione. Secondo le stime preliminari dell’Istat a febbraio è atteso un aumento dello 0,9% su base mensile e del 5,7% su base annua contro il +4,8% di gennaio. Sono otto mesi che l’inflazione cresce e ritorna allo stesso livello del novembre 1995. Ad alimentare i rincari sono i continui aumenti dei beni energetici. La loro crescita passa dal +38,6% di gennaio al +45,9% in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +22,9% a +31,3%), e in misura minore ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +2,2% a +3,1%) che non lavorati (da +5,3% a +6,9%). Nel caso dei prezzi dei beni energetici regolamentati, anche a febbraio, risultano quasi raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2021 (stabili a +94,6%). L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+8,3%) e in misura minore a quelli dei beni alimentari non lavorati (+1,7%), dei beni durevoli (+0,8%) e degli alimentari lavorati (+0,4%). Le tensioni inflazionistiche si propagano, in particolare ai beni alimentari, i cui prezzi accelerano di oltre un punto, trascinando oltre il 4% anche la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa. Accelerano, infatti, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che passano da +3,2% di gennaio a +4,1%, nel confronto annuo, e anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto dal +4,3% al +5,3%.

Se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori – denuncia Coldiretti – non riescono, neanche a coprire i costi di produzione con il balzo dei beni energetici che si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull'anello più debole della filiera. Per il balzo dei costi energetici – sottolinea Coldiretti – l’agricoltura deve pagare una bolletta aggiuntiva di almeno 8 miliardi su base annua, rispetto all’anno precedente, che mette a rischio coltivazioni e allevamenti. Secondo l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori, le stime complessive degli aggravi a carico delle famiglie, che ammontano a +2.354,98 euro l’anno. Dal gas ai carburanti, spiega, dalla farina ai mangimi animali, dai concimi ai metalli: purtroppo sono molte le tensioni a cui stiamo assistendo sui mercati internazionali, alcune iniziate già prima dell'inizio della guerra in Ucraina. Tutto ciò pesa fortemente sulle famiglie e sulle spese che devono sostenere, costringendole spesso a molte rinunce. L’aumento, rileva Federconsumatori, diventa evidente ed allarmante se guardiamo ad un paniere di beni essenziali per una famiglia composta da 2 adulti e 2 ragazzi, il cui costo ammonta a 378,28 euro a settimana, pari al +13,7% rispetto allo scorso anno.

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