risparmio gestito

A febbraio la raccolta dei gestori segna un rosso di 406 milioni

Il saldo è meno pesante rispetto a gennaio (-4,7 miliardi), ma il patrimonio è sceso a 2.292 miliardi. Negativa per 1,5 miliardi la raccolta dei fondi.

di Isabella Della Valle


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(PhotoSG - Fotolia)

2' di lettura

Per il secondo mese consecutivo è il segno meno a caratterizzare l’industria del risparmio gestito. La raccolta netta del settore ha archiviato febbraio con un saldo negativo per 406 milioni, un dato meno pesante rispetto a gennaio (-4,7 miliardi) ma che porta il bilancio da inizio anno a -5,1 miliardi. Le gestioni collettive hanno accusato una perdita di oltre un miliardo sulla scia dei deflussi che hanno colpito il segmento dei fondi aperti (-1,5 miliardi) mentre i fondi chiusi hanno incassato 458 milioni. È ricomparso il segno più a fianco delle gestioni di portafoglio (658 milioni) grazie a quelle retail positive per 650 milioni.

I deflussi e l’effetto mercato hanno limato il patrimonio complessivo dell’industria delll’asset management passato da 2.321 miliardi agli attuali 2.292. Di questi il 51,4% è in capo alle gestioni di portafoglio e il restante 48,6 a quelle collettive, mentre il patrimonio dei fondi detenuto dai prodotti di diritto estero è arrivato al 77,2 per cento.

I fondi comuni
A febbraio tra le fila dei fondi comuni c’è stata una massiccia fuoriuscita dai prodotti azionari (-2,4 miliardi) e dai flessibili (-2,2 miliardi), mentre i flussi si sono indirizzati principalmente sui fondi obbligazionari (1,5 miliardi) e sui monetari (1 miliardo). Questi numeri, soprattutto il dato relativo ai monetari, evidenziano un riposizionamento dei portafogli su prodotti con un livello di rischio più contenuto. Soltanto i bilanciati hanno mantenuto le posizoni con un saldo positivo per 695 milioni (erano 649 a gennaio). Da inizio anno il saldo complessivo dei fondi è negativo per 3,8 miliardi.

I gruppi
Tra i protagonisti del settore, quelli che hanno archiviato il mese con dati positivi sono il gruppo Deutsche Bank (815 milioni), Bnp Paribas (433 milioni) , Intesa Sanpaolo (265 milioni), gruppo Credem (144 milioni), Mediobanca (123 milioni) e Pramerica (119 milioni). Pesante invece il dato di Amundi (-969 milioni), M&G Gestioni (-398 milioni), Franklin Templeton (320 milioni), State Street Global Advisor (303 milioni), Lyxor (-297 milioni) e Kairos Partners (-231 milioni).

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