Ospitalità

A Firenze il nuovo modello di alta hotellerie del The Place

L’albergo e i suoi ospiti diventano soggetti attivi nel supportare le attività culturali, artistiche e naturalistiche a partire dal quartiere di Santa Maria Novella in pieno revival

di Sara Magro

aggiornato il 22/09/2021 alle ore 11:54

(Foto: Dario Garofalo)

3' di lettura

Iniziamo con una tartare in veranda. Gli ingredienti: avocado, mela verde a cubetti, rapanelli alla julienne, maionese di latte di mandorla. Altri ingredienti: porcellane Richard Ginori, buona compagnia, vista sulla facciata optical rinascimentale di Santa Maria Novella. The Place è un raffinato albergo di venti camere in una delle piazze più belle di Firenze, dove è in corso un esperimento di evoluzione del concetto di ospitalità. Infatti, l’hotel non si limita più a offrire belle camere, ottime colazioni e servizi a cinque stelle, ma si propone come luogo dove incontrarsi, produrre arte e idee, lavorare, prendere un caffè o pranzare, aperto tutto il giorno a tutti.

(Foto: Dario Garofalo)

Da questa consapevolezza sono partiti proprietà e management del The Place per rinnovare struttura e filosofia. Innanzitutto, è stato concepito come casa fiorentina per gli ospiti che vi soggiornano: a due passi dalla stazione e dal Duomo, arredi di pregio, spazi conviviali dentro e fuori, il camino e le piante, le lenzuola di lino, gli oggetti d'arte, i libri. The Place ha aperto a maggio 2021 con un’identità che sperimenta le potenzialità di un albergo contemporaneo in una città d’arte.

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(Foto: Dario Garofalo)

«Vogliamo che entri in relazione con il tessuto urbano e sociale, che diventi una presenza attiva capace di trasformare anche il ruolo del turista. Perciò abbiamo creato The Place of Wonders, un fondo a sostegno di progetti virtuosi che riguardano la natura, la cultura e gli artigiani fiorentini», spiega Michela Babini, membro della famiglia proprietaria. Al fondo possono infatti contribuire anche gli ospiti, per sostenere concretamente le realtà con cui vengono in contatto durante il viaggio.

(Foto: Dario Garofalo)

Uno dei primi progetti avviati è l’adozione del Museo Marino Marini, un piccolo tesoro ingiustamente trascurato in una chiesa sconsacrata dietro l’angolo. Oltre a esporre 82 opere dello scultore più quotato d’Italia, custodisce il sacello cinquecentesco della famiglia Rucellai, capolavoro di intarsi in marmo realizzato da Leon Battista Alberti, autore anche della facciata di Santa Maria Novella a cui si ispirano anche i colori, i decori e la grafica dell’hotel. L’adozione consiste in attività di supporto e promozione, come offrire agli ospiti una visita guidata.

Gli altri progetti in via di definizione riguardano quattro manifatture fiorentine, compresa una bottega di liuteria, e il Giardino dell’Iris che dalla primavera 2022, grazie a questa collaborazione, resterà aperto da aprile a ottobre invece dell’attuale mese.

Spesso gli alberghi costruiscono il proprio prestigio sullo slogan “location, location, location”, e The Place la può vantare con l’ingresso nella piazza pedonale di Santa Maria Novella, perno del quartiere fiorentino ora in revival. Sono qui il museo del Novecento e la storica Spezieria di Santa Maria Novella, con gli affreschi trecenteschi e le moderne installazioni floreali, e il vecchio cinema Ariston che ospiterà il museo dei treni in miniatura di Diego di San Giuliano.

A portare nuova linfa al quartiere c’è anche il 25 Hours, un altro albergo innovativo che punta sulla frequentazione cittadina e la clientela giovane. Firmato dall’architetta e designer Paola Navone, apre l’8 settembre nel palazzo dell’ex Monte dei pegni di San Paolino, a testimoniare che ci sarà sempre un nuovo Rinascimento e un buon motivo per tornare a Firenze. Senza dimenticare però una sosta in piazza per assaggiare la tartare di avocado e mela verde.

Correzione: E’ stato corretto il nome di battesimo di Leon Battista Alberti

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