formazione

A Frosinone debutta l’Istituto manifatturiero

di Claudio Tucci


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2' di lettura

Si parte con 25 studenti, che poi saliranno a 50, e che, una volta formati come “super tecnici”, troveranno subito un posto di lavoro. A Frosinone debutta il primo Its (Istituto tecnico superiore) manifatturiero del Lazio, strettamente legato al territorio e ai nuovi paradigmi connessi con Industria 4.0. «È modo molto concreto per far incontrare domanda e offerta di impiego», ha sottolineato, presentando ieri a Frosinone l’iniziativa, Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali, e a capo della neonata Fondazione Its.

Il progetto (la partenza è prevista a ottobre, dopo l’ok della regione Lazio) è coordinato da Unindustria ed è interamente finanziato con fondi privati. Al momento sono cinque le imprese aderenti, Abb, Prima Sole Components, Bitron, Europlastics e Star (ma qualsiasi azienda può partecipare purché, ha spiegato Stirpe, «sia disposta a finanziare la formazione dei giovani e poi a rispondere alla domanda di occupazione degli stessi»).

Coinvolti come partner anche l’università di Cassino e del Lazio meridionale (presente il rettore, Giovanni Betta - l’ateneo metterà a disposizione professori e laboratori), la provincia di Frosinone, Unindustria Perform (ente di formazione) e l’istituto tecnico industriale « Galileo Galilei» di Pontecorvo (Fr), rappresentato dalla preside, Lucia Cipriano.

L’Its sfornerà “super periti” nei campi della meccatronica, elettrotecnica ed elettronica; il corso è biennale, almeno il 50% della docenza proviene dal mondo produttivo e una buona fetta di formazione si svolgerà in azienda. «La Fondazione - ha detto il presidente di Unindustria Frosinone, Giovanni Turriziani - è un gioco di squadra tra imprese, scuola e università per dare risposte alle aspettative occupazionali dei ragazzi e aggredire il mismatch». Nei prossimi tre anni il settore manifatturiero prevede di inserire 193mila tecnici, ma uno su tre, già si sa, è di difficile reperimento.

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Di qui la necessità di spingere su una formazione subito professionalizzante (nel Lazio, si guarda anche ad altri settori come salute e turismo). L’obiettivo è «lavorare, bene, sulle competenze -ha chiosato il dg Unindustria, Maurizio Tarquini -. In un’ottica di medio periodo e valorizzando quelle imprese attente al territorio e che puntano a crescere».

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