Aspettando il 2020/Irlanda

A Galway sono protagoniste la natura e la tradizione gaelica

di Nicol Degli Innocenti


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Una veduta di Galway, che si affaccia sulla selvaggia costa occidentale (Adobe Stock)

4' di lettura

La capitale europea della cultura per il 2020 in Irlanda è definita da secoli il “cuore culturale” del Paese. Galway, affacciata sull’Oceano Atlantico sulla selvaggia costa occidentale, è il centro della tradizione culturale dell’isola, unica città bilingue. Qui un cittadino su dieci parla gaelico: è la comunità Gaeltacht più grande di tutta l’Irlanda.

Organizzare eventi culturali non è un problema per Galway, che ogni anno ospita l’Arts Festival e altri 120 festival culturali, letterari e musicali di vario genere e accoglie turisti da tutto il mondo nei suoi 35 siti storici tutelati, 31 musei e dieci gallerie d’arte. La Lonely Planet ha inserito la città nella lista dei “Best in Travel 2020”, i migliori posti al mondo da visitare nel 2020, definendola “la città più avvincente d’Irlanda”.

Essere capitale per un anno è l’occasione per rilanciare le tradizioni gaeliche e celebrare una cultura e una lingua di cui i residenti sono molto orgogliosi. Migrazione, paesaggio e lingua sono i tre temi principali, scelti perché particolari e al tempo stesso universali. Appartengono alla storia di Galway e di una terra che si è troppo spesso dovuta privare dei suoi figli costretti a emigrare per sopravvivere, che ha una natura e paesaggi tra i più belli al mondo.

Migrazione, paesaggio e lingua sono però temi anche contemporanei, che appartengono a tutti gli europei. Gli eventi culturali vogliono essere anche una celebrazione della diversità e della cultura di apertura verso lo straniero. Galway è soprannominata “city of equals”, dove tutti sono uguali e, così come l’Irlanda, accoglie ora immigrati da tutto il mondo – un residente su quattro della città è nato all’estero. Dal paesaggio particolare di Galway, al margine estremo dell’Europa, con il verde alle spalle e l’oceano blu di fronte, l’attenzione spazia al tema della natura in generale e della tutela dell’ambiente. La natura sarà protagonista del programma di eventi, con artisti chiamati a interpretare e trasformare il paesaggio.

L’artista finlandese Kari Kola creerà Savage Beauty, un’installazione di luce lunga tre chilometri e alta 500 metri che illuminerà le due montagne di Benwee e Bunnacunneen. Una palude del Connemara con quattromila anni di storia ospiterà invece un padiglione di specchi giganti creato dall’artista John Gerrard.

L’enfasi sul gaelico non intende escludere altre lingue ma anzi celebrare la ricchezza, varietà e longevità delle tradizioni linguistiche europee. Il linguaggio è uno strumento di comunicazione e inclusione. Sono stati invitati a partecipare artisti di oltre trenta Paesi diversi, che collaboreranno con colleghi del posto per creare gli oltre 1.900 eventi non solo in città ma anche nei paesi vicini e sulle isole. Galway è al centro degli oltre 600 chilometri di costa atlantica, di fronte alle tre isole Aran – Inishmore, Inishmaan e Inisheer. Un gruppo di attori itineranti metterà in scena l’Odissea lungo le spiagge, rendendo quasi tangibile l’avventura di Ulisse.

Per rendere omaggio al passato celtico il programma di eventi 2020 è stato diviso in quattro parti corrispondenti alle quattro “stagioni di fuoco” del calendario pre-cristiano. Le festività iniziano in febbraio con Imbolc, l’antico festival pagano che celebra l’inizio della primavera con la sua promessa di rinnovamento e nuovi inizi. La cerimonia di apertura all’aperto è organizzata dalla stessa squadra che aveva realizzato la spettacolare apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012 ma senza confini tra attori e spettatori: tutti sono invitati a partecipare. L’8 marzo la scrittrice Margaret Atwood sarà l’ospite d’onore per la giornata internazionale della donna, mentre il 17 marzo San Patrizio, santo patrono d’Irlanda, verrà festeggiato con un’installazione di luci sulle rive del Loch na Fooey. Seguirà poi Bealtaine, un momento di festa che celebra l’estate e comprende il delizioso “Progetto Baa Baa”: rende omaggio alle umili pecore e alla loro importanza nella storia e nella società agraria irlandese. Lughnasa, l’autunno di abbondanza, prende il nome dal dio celtico Lugh, un guerriero che era anche un abile artigiano e inventore di giochi. Samhain, infine, segna l’arrivo dell’inverno con un programma più contemplativo che invita a riflettere sul passato e sulle speranze per il futuro. Nel gennaio 2021 si terrà Lumière Galway, l’evento che conclude l’anno di Capitale europea della Cultura.

Personaggi molto diversi sono associati a Galway. Il santo patrono della città fin dal 1300 è San Nicola di Mira, protettore dei naviganti e dei mercanti, che con la sua barba bianca e aria benevola è considerato l’ispiratore di Babbo Natale. Il re dei naviganti, Cristoforo Colombo, aveva fatto tappa nella città nel 1477.

John Fitzgerald Kennedy aveva visitato la città quando era presidente degli Stati Uniti e il parco in centro è stato poi ribattezzato con il suo nome. La persona più celebre nata a Galway è invece Peter O’Toole, interprete di Lawrence d’Arabia (1962). Prima di morire qualche anno fa, l’attore ha chiesto che le sue ceneri venissero sparse nella campagna del Connemara.

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