Crisi israelo-palestinese

Gaza, gli Usa: «Ora ricostruzione». La tregua regge ma scontri a Gerusalemme est

Papa Francesco: “Auspico che si percorrano le vie del dialogo e della pace”. A breve missione nella regione del segretario di Stato Usa Antony Blinken

Nuovi scontri a Al Aqsa mentre impazza la retorica della vittoria

6' di lettura

Dopo undici giorni di ostilità, dalle 2 ora locale (l'una in Italia) della notte scorsa i combattimenti fra Israele e Hamas sono terminati, in seguito ad un accordo di cessate il fuoco mediato dall'Egitto e dalle Nazioni Unite. Centinaia di palestinesi hanno però marciato nel quartiere di Jabal Mukaber a Gerusalemme est sventolando bandiere di Hamas. Lo riferisce Times of Israel, aggiungendo che vi sono stati scontri con la polizia. Sassi e petardi sono stati lanciati contro gli agenti, che sono intervenuti con misure anti sommossa e hanno arrestato due persone.

Ciononostante la tregua sembra tenere. La Casa Bianca afferma di aver ricevuto forti assicurazioni sul rispetto del “cessate il fuoco”: «Ora la ricostruzione di Gaza è prioritaria, non per Hamas ma per la popolazione palestinese», ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, confermando l’impegno dell'amministrazione Biden negli sforzi umanitari e per la ricostruzione della Striscia. «Voglio dire una cosa chiaramente. Fino a quando nell'area non sarà riconosciuto il diritto inequivocabile a esistere di uno stato ebraico indipendente non ci sarà pace», ha affermato lo stesso Biden lanciando l’appello alla comunità internazionale per aiutare a ricostruire Gaza. «Non c'è alcun cambiamento nel mio impegno alla sicurezza di Israele, c'è bisogno di una soluzione a due Stati», ha poi puntualizzato il presidente Usa.

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I media locali non hanno segnalato fino ad ora lanci di razzi dalla Striscia di Gaza in direzione di Israele, nè ci sono notizie di raid israeliani nell'enclave palestinese controllata da Hamas. “Il mio pensiero va a quanto sta accadendo in questi giorni in Terra Santa. Ringrazio Dio per la decisione di fermare gli scontri armati e auspico che si percorrano le vie del dialogo e della pace”, ha auspicato Papa Francesco ricevendo stamani in Vaticano i nuovi ambasciatori.

Nel sud di Israele la vita sta gradualmente tornando alla normalità, e le autorità militari si apprestano a revocare le misure di emergenza imposte alla popolazione. Il Governo di Gerusalemme ha anche riaperto il valico di Kerem Shalom , tornando a consentire il trasferimento di beni nella Striscia di Gaza. L'apertura del valico consente l'arrivo di aiuti umanitari nell'enclave palestinese. Secondo la radio militare israeliana oltre alla sospensione delle ostilità Israele non si è assunto alcun altro impegno. Nel frattempo le compagnie aeree stanno riprendendo i voli sull’aeroporto di Tel Aviv, dopo la sospensione decisa nel vivo delle ostilità. E un convoglio di 12 container carichi di aiuti dell’Unicef è entrato a Gaza. Lo riferisce Times of Israel, spiegando che si tratta di materiale medico, fra cui 10mila dosi di vaccino anti covid Sinopharm, antibiotici e kit di primo soccorso.

Palestinesi manifestano a sostegno del “Cessate il fuoco”, a Hebron il 21 maggio 2021 (AFP)

Arrivata a Gaza delegazione Egitto per colloqui con Hamas

Intanto la delegazione della sicurezza egiziana è arrivata a Gaza attraverso il checkpoint di Beit Hanoun nel nord della Striscia “per completare i colloqui sul cessate il fuoco” tra Israele e Hamas. Lo riporta l'agenzia palestinese Maan secondo cui la delegazione avrà incontri con Hamas e le altre fazioni palestinesi. La mediazione dell'Egitto è stata importante per arrivare al cessate il fuoco.

Hamas: abbiamo dato un duro colpo a Israele e al suo futuro

Hamas e le altre fazioni palestinesi a Gaza hanno inferto un “duro colpo che lascerà i suoi dolorosi effetti su Israele e sul suo futuro”. Lo ha detto il capo di Hamas Ismail Haniyeh in un discorso tv subito dopo la tregua con Israele, riferito dai media palestinesi. Dopo aver esaltato “i successi della Resistenza” nel confronto con Israele, Haniyeh ha sottolineato che «quello che è successo in Cisgiordania è stata un'Intifada e ciò che hanno fatto gli arabi in Israele una rivoluzione. Hanno fatto perdere a Israele l'equilibrio».

Presto missione del Segretario di Stato Usa nella regione

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha annunciato con un tweet che si recherà “nella regione nei prossimi giorni” per colloqui con il capo della diplomazia israeliana, Gabi Ashkenazi, con leader israeliani, palestinesi e regionali. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ccolto “con favore” il cessate il fuoco entrato in vigore nella notte. “Esorto entrambe le parti a consolidarlo e a stabilizzare la situazione a lungo termine. Solo una soluzione politica porterà a tutti pace e sicurezza durature”, ha twittato.

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La Cina, da parte sua, ha invece annunciato che fornirà “assistenza umanitaria d'emergenza al governo palestinese” dopo lo stop alle ostilità. L'annuncio, riporta l'agenzia ufficiale Xinhua, è arrivato dal portavoce dell'Agenzia cinese per la cooperazione internazionale allo sviluppo, Tian Lin. L'obiettivo dichiarato è aiutare “il governo palestinese e la popolazione ad affrontare la crisi umanitaria”, contribuire alle cure dei feriti e trovare nuove sistemazioni per gli sfollati a Gaza.

Festeggiamenti nei Territori, Hamas rivendica la “vittoria”

Nel corso della notte, dopo aver trascorso 11 giorni nascosti per la paura dei bombardamenti israeliani, i palestinesi si sono riversati in massa nelle strade di Gaza. Migliaia di persone, riferisce al Jazeera, hanno celebrato il cessate il fuoco nei Territori Palestinesi abbracciandosi in festa davanti agli edifici bombardati e lungo le strade ricoperte di rottami. Gli altoparlanti delle moschee hanno festeggiato “la vittoria della resistenza ottenuta sull'occupazione” di Israele. Le auto che percorrevano lo Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est all'alba sventolavano bandiere palestinesi e suonavano il clacson, facendo eco alle scene di Gaza.

Palestinesi festeggiano nelle strade dopo il “cessate il fuoco”, nel sud della Striscia di Gaza il 21 maggio 2021 (foto Reuters/Mustafa)

Dopo la tregua Hamas ha rivendicato la “vittoria” nello scontro con Israele iniziato il 10 maggio scorso . “Oggi la resistenza dichiara vittoria sui nemici”, ha detto Khalil al-Hayya, numero due di Hamas a Gaza, come riporta il Jerusalem Post. Il Times of Israel parla di migliaia di persone radunate stamani a Khan Yunis, nel sud della Striscia, fuori dalla casa di Mohammed Deif, capo del braccio armato di Hamas. Per Ali Barakeh, della Jihad Islamica, la tregua è una sconfitta per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e una “vittoria per il popolo palestinese”.

Netanyahu: cambiate le regole del gioco con Hamas

Sul fronte opposto, quello di Israele, il premier Benyamin Netanyahu ha spiegato che l’obiettivo della risposta militare agli attacchi con razzi provenienti dalla Striscia era di “riportare calma e sicurezza i cittadini di Israele”, e “questo abbiamo fatto. Abbiamo inferto ad Hamas un danno massimo”. “Con 11 giorni di guerra - ha spiegato - sono state cambiate le regole del gioco e lo sono anche per il futuro”. “Se Hamas pensa che accetteremo lancio sporadico di razzi, si sbaglia. Ciò che è valso per il passato non varrà per il futuro”. Netanyahu ha quindi ringraziato Biden per “l'appoggio dato al diritto di difendersi di Israele”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un briefing con gli ambasciatori in Israele presso la base militare di Hakirya a Tel Aviv, il 19 maggio 2021 (foto Scheiner/Afp)

Le forze militari israeliane hanno confermato di aver distrutto più di 100 chilometri della rete di tunnel nella Striscia di Gaza e di aver ucciso 225 elementi di Hamas e della Jihad islamica palestinese, compresi 25 comandanti, durante gli 11 giorni di battaglia nell'ambito dell'operazione 'Guardiano delle mura'. Lo riportano i media israeliani. I militari hanno anche confermato la distruzione di centinaia di basi di lancio per i razzi e la relativa infrastruttura, con un “duro colpo” per Hamas e la Jihad Islamica in termini di capacità di fabbricazione dei razzi, oltre alla distruzione di decine di strutture e di vari edifici che il braccio armato di Hamas è accusato di aver utilizzato.

Il “grazie” di Joe Biden al presidente egiziano al-Sisi

Nelle scorse ore con un tweet l'inviato Onu per il Medio Oriente, Tor Wennesland, ha accolto con favore “il cessate il fuoco tra Gaza e Israele”, fatto le condoglianze “alle vittime della violenze e ai loro cari” e ringraziato “Egitto e Qatar per gli sforzi messi in atto, in stretto contatto con l'Onu, per riportare la calma”. “Ora - ha aggiunto - può iniziare il lavoro di costruzione della Palestina”. E il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, in una serie di tweet ha ringraziato il presidente americano Joe Biden “per il suo ruolo” per il successo dell'iniziativa egiziana per il cessate il fuoco.

Israele, Oxfam: "A Gaza si profila l'ipotesi di crimine di guerra"

Bilancio di morti e feriti ancora da definire

Il bilancio di quasi due settimane di ostilità parla di 232 palestinesi uccisi nei raid israeliani e di 12 morti in Israele a causa dei razzi lanciati da Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, il numero aggiornato dei palestinesi morti a Gaza nei bombardamenti degli ultimi giorni è salito a 243. In questo bilancio sono inclusi 66 bambini e 39 donne. I feriti sono 1.910.

La violenza tra israeliani e palestinesi era esplosa il 10 maggio scorso, innescata dalla rabbia dei palestinesi per quello che consideravano come un freno israeliano ai loro diritti a Gerusalemme, anche durante gli scontri con la polizia con i manifestanti alla moschea di Al-Aqsa durante il mese di digiuno del Ramadan.I combattimenti hanno fatto sì che molti palestinesi a Gaza non potessero celebrare il festival di Eid al-Fitr alla conclusione del Ramadan.

Khamenei: «Israele costretto ad accettare la sconfitta»

Israele è «stato costretto ad accettare la sconfitta» per mano dei gruppi armati palestinesi. Ad affermarlo - in una dichiarazione postata sul suo sito ufficiale e citata da Times of Israel - è stato il supremo leader spirituale iraniano, Ayatollah Ali Khamenei, dopo la notizia del cessate il fuoco. «La prontezza dei giovani palestinesi e la dimostrazione di forza» dei gruppi armati a Gaza «renderanno la Palestina più forte ogni giorno e il nemico usurpatore più debole e spregevole», ha aggiunto.


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