mafia & Economia

A Gela si suicida imprenditore che aveva denunciato il racket


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Ospedale di Gela

2' di lettura

«Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro», continuava a ripetere ai familiari. È morto suicida l'imprenditore Rocco Greco di 57 anni di Gela (Caltanissetta) che aveva denunciato i boss mafiosi. L'uomo, a sua volta, venne accusato di avere rapporti con i boss. Ma il Tribunale lo aveva assolto. Una sentenza che però non è bastata per impedire alla Prefettura di prevedere l'interdittiva per la sua azienda. Un provvedimento che gli aveva fatto perdere tutti gli appalti.

Ieri la decisione di farla finita. Si è ucciso con un colpo di pistola nella sua azienda, la Cosiam, di via Butera e Gela. Soccorso è stato trasportato all'ospedale 'Vittorio Emanuele' dove è morto. Sul suicidio indagano i carabinieri e la polizia.

Greco era molto conosciuto a Gela perché aveva specializzato un ramo della sua società, la Cosiam, nella rimozione e nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e per essersi reso protagonista di alcune clamorose iniziative. Nel 2008, era stato protagonista di un gesto eclatante: si era barricato, con altri imprenditori del settore, sul tetto dell'edificio che ospitava l'Ato Cl2, per protestare contro una gara d’appalto della nettezza urbana assegnata ad altri e ritenuta irregolare.

E risale a quel periodo la sua denuncia che aveva portato all’arresto di 11 persone poi giudicati colpevoli del racket delle estorsioni, che lo stavano taglieggiando (condannati ad un totale di 134 anni, confermati in Cassazione). La sua scelta aveva spinto anche altri sette imprenditori a fare la sua stessa scelta. Greco aveva fatto parte del direttivo dell’associazione antiracket e antiusura di Gela “Gaetano Giordano”.

Greco è stato a sua volta accusato di avere rapporti con i boss. Tesi tuttavia smentita in tutti i gradi di giudizio. Sentenze che però non era bastata per impedire alla Prefettura di prevedere l‘interdittiva per la sua azienda nell'ottobre scorso. Il ministero dell'Interno gli ha infatti negato l’iscrizione nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia. Questo provvedimento gli fa perdere tutti gli appalti. Greco aveva provato a ribadire le sue ragioni con una serie di ricorsi. Ma il Tar di Palermo non gli concesso la sospensiva dell'interdittiva (anche il Tar Lazio aveva dato disco verde al Viminale).

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