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A Genova arriva l’autostrada digitale

I soci del consorzio Ge-Dix, tra i quali c'è il Comune, puntano
a far diventare la città uno snodo internet per favorire occasioni di business

di Monica Zunino

4' di lettura

Genova porto digitale del Mediterraneo oltre che porto delle merci, per attrarre sviluppo e aziende. Il progetto del consorzio Ge-Dix, Genova data internet exchange, che mette insieme il Comune di Genova, Fastweb, BBBell, Liguria Digitale, Retelit, Rocket Way e To-Pix (Torino Piemonte internet exchange), punta a fare della città - in cui stanno approdando anche i cavi sottomarini internet, a partire da 2Africa e Blue Raman - un nodo internazionale per lo scambio dei dati tra i provider di servizi internet, attraverso la creazione di un internet exchange point (ixp) che sia la base per attrarre nuove imprese e sviluppo.

«Immaginate che - spiega Luca Beltramino, presidente di Ge-Dix - per andare dalla stazione di Genova Brignole a quella di Genova Principe in auto, si debba passare da Milano: nessuno intraprenderebbe questo viaggio. Il dato invece lo fa: il traffico internet che è originato da Genova viene scambiato a Milano o, peggio ancora, ad Amsterdam se è internazionale. Creando un internet exchange point sul capoluogo ligure, il traffico viene qui, con tutti i vantaggi che ne conseguono». Questione di velocità per iniziare, fondamentale per le imprese digitalizzate, per le quali l’accelerazione delle applicazioni sta diventando sempre più importante. «In alcuni casi lo scambio dati sta diventando più importante dello scambio di persone e merci, perché ci permette di evitare lo spostamento di persone e merci», aggiunge Beltramino.

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La piattaforma tecnologica dell’internet exchange sarà ospitata in tre data center in città, di cui il primo è stato già scelto: punti di scambio anche “fisici” con fasci di cavi elettrici attraversati da dati ad altissima velocità, server e router necessari per fare sì che gli operatori di telecomunicazione possano scambiare il traffico. «È come avere un casello dell’autostrada - chiosa Beltramino - da cui i dati entrano ed escono: prima per andare a prendere queste autostrade dovevamo andare a Milano, ora c’è il casello Genova». L’obiettivo finale è creare terreno fertile per l’insediamento di nuove aziende e nuovi posti di lavoro vicino ai cavi e agli internet exchange point. Marsiglia, che in cinque anni è diventata uno dei nodi internet a livello mondiale, è un esempio; e un altro è Amsterdam, che già dieci anni fa elencava, tra le leve del suo sviluppo economico, insieme a porto e aeroporto, anche l’Amsx, Amsterdam internet exchange.

Il consorzio Ge-Dix, parte con sette soci, ciascuno con una quota di 30mila euro, per un totale di 210mila euro di dotazione, ma si allargherà presto. «Non si possono ancora citare - dice Beltramino - ma entreranno varie aziende di telecomunicazione. I 210 mila euro servono per partire, successivamente il consorzio, che è senza fini di lucro, si autofinanzierà con i servizi. Lo scopo è sociale, l’idea è nata dagli ambasciatori di Genova nel mondo di cui faccio parte, unicamente per dare un valore alla città».

Una migliore connettività per i cittadini, per lavorare da casa, comunicare e anche giocare, e per le imprese liguri che potranno aumentare la produttività, sono alcuni vantaggi garantiti dallo scambio diretto di traffico internet fra gli operatori di telecomunicazioni che potranno interconnettersi fra loro, senza dover passare per una o più reti di terze parti.

Il primo effetto della presenza di un data internet exchange, spiegano gli addetti ai lavori, è l’attrazione di operatori di telecomunicazioni, reti di distribuzione dei contenuti, social network, società di cloud, operatori di giochi online; ma la spirale, come dimostrano le esperienze delle altre città che sono diventate “caselli” dei dati di tutto il mondo, è destinata ad allargarsi fino ad attrarre nuovi investimenti, posti di lavoro, incremento del Pil. Per cominciare, ci saranno gli investimenti in data center e supercomputer addetti a processare, immagazzinare e gestire dati provenienti dai cavi sottomarini, e questo attirerà personale qualificato, svilupperà servizi di prossimità. «Prima saranno attratte le imprese di tecnologia e le aziende digitali – continua Beltramino - poi tutta una serie di investimenti che, a loro volta, portano posti di lavoro e incremento del Pil . Si creerà attrattività per le aziende in generale. Mettendo insieme la crescita del porto per le merci, il treno veloce che con il Terzo Valico permetterà il collegamento in tempi brevi con Milano e i suoi aeroporti e l’internet exchange point, avremo la possibilità di avere merci, dati e persone che viaggiano velocemente. A quel punto perché dovrei aprire un’azienda a Milano quando a Genova c’è più qualità di vita e il costo è inferiore? Ovviamente l’internet exchange point, da solo, non fa tutto questo, ma lo farà insieme alle altre cose che la città ha in programma di realizzare». Si tratta di un incentivo alla digitalizzazione delle aziende e non solo. «Per dirla usando una metafora ferroviaria, il cambio epocale nel modo di muovere i dati e offrire servizi - dice Enrico Castanini, amministratore unico di Liguria Digitale - ricorda ciò che strade ferrate e stazioni rappresentarono per la crescita delle città negli Usa nell’Ottocento. Il loro sviluppo permise di trasportare la merce con costi e tempi minori, ma intorno alle stazioni si organizzarono anche nuovi nuclei destinati a diventare importanti centri commerciali. Ora, a Genova, l’obiettivo è realizzare una grande piazza dove, grazie ai cavi sottomarini già esistenti e quelli che arriveranno, la presenza del consorzio potrà ridurre tempi e latenze per i prodotti digitali e diventare un nodo per l’arrivo dei dati in Europa, creando un grande sviluppo sul territorio».

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