Tecnologie

A Genova l’academy di Abb forma nuovi ufficiali di macchina

di Raoul de Forcade

Molo Giano. I nuovi spazi si trovano presso il Molo Giano del porto dei Genova e hanno ospitato, come primi clienti i cadetti dell'Accademia italiana della marina mercantile

3' di lettura

Il gruppo Abb, attraverso la divisione Turbocharging, ha scelto Genova come sede della sua prima (al mondo) Turbo Academy. Ossia un centro di formazione aperto ai propri stakeholder, per istruire gli allievi sul sistema di sovralimentazione (a turbina) dei motori endotermici; cioè il cuore della propulsione di tutti i tipi di navi (ma non solo), da quelle da crociera alle portacontainer, dalle petroliere alle chimichiere, dai cargo per il trasporto di rinfuse alle unità militari. E si tratta sia di motori tradizionali, a combustibili fossili, sia di quelli a gas (Gnl), al centro della transizione ecologica in atto, sia dei propulsori del futuro, a idrogeno o a metanolo e ammonica.

Nuovi spazi

I nuovi spazi della academy di Abb turbocharging, che si trovano presso il Molo Giano del porto dei Genova, sono stati inaugurati ufficialmente da qualche settimana e hanno ospitato, come primi “clienti” i cadetti dell’Accademia italiana della marina mercantile: aspiranti direttori e ufficiali di macchina. Oltre a essere dotata di un’aula per le lezioni teoriche, con simulatori di parti di motori, punto di forza dell’Academy è la disponibilità dell’officina meccanica, di oltre 800 metri quadrati (200 dei quali soppalcati), che è provvista di turbocompressori dedicati specificatamente alla formazione.

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I motori turbo

«I motori oggi, a partire da quelli delle automobili - spiega Paolo Musso, hub division manager di Abb turbocharging Italia - sono sovralimentati con turbine che permettono di contenere le dimensioni e la potenza dei motori stessi. Un mille cavalli turbo ha le stesse performance di un aspirato di cilindrata doppia. E se questa differenza si percepisce nell’automotive, nel settore navale si sente ancora di più, visto che si utilizzano motori enormi, che vanno dai 10mila ai 120mila cavalli; questi ultimi, ad esempio, nelle portacontainer. Più le dimensioni di un motore sono accettabili, più una nave riesce a performare bene. Le turbine sovralimentate servono appunto a questo: un sistema ben strutturato garantisce migliori performance e riduce anche le emissioni in atmosfera. Senza contare che il sistema può essere usato sia per i motori a combustibile fossile, sia per quelli a gas o a combustibili sintetici».

Il service

La divisione turbocharging, spiega ancora Musso, «è un’azienda di service per le turbine di Abb turbo systems (che ha sede in Svizzera ma fabbriche anche in India, Cina e Giappone, ndr) ed è stata creata a Genova proprio per la vocazione marittima della città, che ospita il primo porto italiano ma anche un polo della cantieristica, con realtà quali Fincantieri e Mariotti, ed è sede di importanti uffici armatoriali. Il tempo ha dato ragione a questa scelta perché, dopo 20 anni, quello di Genova resta il principale ufficio di turbocharging di Abb, con il maggior volume di fatturato e navi servite. Senza contare che serviamo anche gli yacht da 40 metri in su».

Oggi la divisione italiana, che comprende anche le sedi a Malta e in Bulgaria, accorpate nella medesima region, conta circa 70 persone. E sono circa 200mila i turbocompressori Abb operativi nel mondo.

La formazione

«Abbiamo sempre fatto formazione interna per i nostri dipendenti ma tra 2012 e 2013, su richiesta dei nostri stakeholder, abbiamo cominciato a impostare percorsi formativi dedicati a singoli clienti. Ora, con l’Academy, abbiamo fatto un passo in più: ci rivolgiamo sia a enti istituzionali che a utilizzatori finali. Insomma, il centro è aperto a tutti i clienti del mercato marittimo. E mette a disposizione sala per i corsi, didattica, prototipi di turbine. Mostriamo anche i principi di funzionamento dei motori endotermici a due e quattro tempi. Una parte della nostra officina è dedicata al training. Abbiamo appena avuto 18 cadetti dell’Accademia della marina mercantile, che è nostro cliente fisso per la parte macchine; ma in precedenza, prima ancora che l’academy fosse strutturata, abbiamo lavorato anche con la marina militare, nonché con l’università, in particolare con Ingegneria navale, e con gli istituti tecnici nautici di Genova, Procida e Castellammare di Stabia. E poi con la Fondazione Caboto di Gaeta».

Oltre alla parte meccanica, afferma Musso, «ne abbiamo una digitale; una sorta di control room dedicata al monitoraggio e ai sistemi di allerta per i motori delle navi dei nostri clienti. Abbiamo un software che, “leggendo” il motore, dà agli operatori di macchina le indicazioni necessarie per farlo funzionare al meglio. Tutto questo sempre nell’ottica di migliorare anche le performance ed emettere meno Co2 possibile».

Musso si dice soddisfatto «di poter dedicare questi spazi ai corsi formativi: sono occasioni importanti per confrontarci sugli aspetti tecnici, condividendo esperienza e aggiornamenti, con i nostri clienti e partner».

Riguardo alle turbine, sottolinea, infine, che vengono utilizzate in motori anche non navali, che vanno gas. «L’Italia – conclude – ne ha moltissimi installati; ci sono, ad esempio, singoli agricoltori che producono energia tramite il biogas. Esistono piccole realtà ma anche grossi impianti industriali».

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