infrastrutture e trasporti

A giorni il bando per la vendita di Aerdorica

di Michele Romano

2' di lettura

Il bando di vendita, approvato da Enac, Mef e Mit, un aumento di capitale da 20 milioni di euro da aprile scorso al vaglio di Bruxelles e il piano di riorganizzazione dei dipendenti: novembre sarà il mese decisivo per l’aeroporto delle Marche e Aerdorica, società che lo gestisce e deve fare i conti con un debito da 40 milioni e l’ipotesi di fallimento al vaglio del tribunale di Ancona.

Il bando per la cessione a un socio privato della maggioranza di Aerdorica sarà pubblicato «nel giro di 15 giorni», garantisce Anna Casini, vice presidente della Regione Marche (che detiene l’89,67% delle quote), e porterà allo scoperto «le trattative finora informali, tenute direttamente dal governatore Ceriscioli».

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Si parla di tre gruppi internazionali, uno dei quali russo, interessati allo scalo dorico, che «continua a essere un’infrastruttura appetibile, innanzitutto perché collegata a una rete di servizi rappresentata da porto, ferrovia, interporto e autostrada, e anche per la sua dotazione tecnologica all’avanguardia».

Non a caso, i voli gommati hanno un trend di crescita e hanno attratto anche AirFrance-Klm, che ha appena siglato un contratto per fare di Ancona-Falconara l’hub di un’area che va oltre i confini regionali. «Un accordo fondamentale per lo sviluppo del settore merci del nostro aeroporto» per Federica Massei, amministratore unico di Aerdorica. Tre voli alla settimana, martedì e giovedì in direzione di Bologna e venerdì verso Fiumicino, da dove le spedizioni raggiungeranno tutto il mondo, attraverso gli hub di Amsterdam e Parigi. L’accordo tra Aerdorica e il vettore prevede, inoltre, che gli spedizionieri in un raggio di 70 chilometri dallo scalo usufruiscano del ritiro gratuito delle merci.

Si parte l’1 novembre, primo giorno senza Alitalia, che garantiva l’unico collegamento quotidiano con Roma ed è uscita anzitempo dal contratto che sarebbe scaduto a fine maggio 2018. Una rotta, quella con la capitale, che secondo Massei «ha un’alta redditività», consentiva alla compagnia di bandiera «un utile di 700mila euro» all’anno e per la quale si cercano gruppi anche tra i low cost, con Easy Jet interessato ad aprire anche rotte europee.

A fronte di una straordinaria azione di rilancio, Aerdorica deve fare i conti con la bocciatura del piano di riorganizzazione interna (circa 100 dipendenti, che incidono per il 60% sui conti della società), con tagli agli stipendi e ad alcune indennità per circa 1,3 milioni, l’azzeramento degli straordinari e l’avvio degli ammortizzatori sociali. Massei ha annunciato che procederà con il piano degli esuberi (30-35 unità), lasciando però la porta aperta a un incontro con i sindacati, che potrebbe svolgersi tra oggi e la prossima settimana.

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