Puglia

A Grottaglie l’hub di sperimentazione

Esportazioni dell’aerospaziale: +32% nei primi sei mesi. L’aeroporto del Tarantino specializzato nei nuovi progetti

di Domenico Palmiotti


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Operazioni di carico sul Boeing 747 Dreamlifter delle sezioni di fusoliera del Boeing 787 Dreamliner prodotte da Leonardo nel sito produttivo di Grottaglie

3' di lettura

L’aerospazio in Puglia “vola” e si conferma uno dei settori più espansivi del manifatturiero regionale. «Nel primo semestre del 2019 - annuncia l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino - le esportazioni regionali sono cresciute del 32% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre quelle nazionali sono aumentate del 6,2». Un dato, questo, presentato a fine novembre a Torino, al Lingotto, in occasione di Aerospace & Defence Meeting 2019, dove la Puglia ha partecipato col desk “Invest in Apulia” per presentare i punti di forza del settore, attrarre investimenti nella regione e accompagnare gli imprenditori pugliesi nella ricerca di nuove opportunità con partner internazionali. E anche nelle politiche regionali di sostegno alle imprese, l’aerospazio ha un ruolo importante. A fine novembre, nell’ambito delle aree di innovazione per la manifattura sostenibile, si registrano infatti 200 milioni di investimenti agevolati dal pubblico tra aerospazio e aeronautica, canalizzati in quattro comparti: additive manifacturing, produzioni in materiale composito, microsatelliti, droni-pilotaggio remoto. Il dato va considerato a partire dal 2015.

Nella mappa delle presenze, Leonardo è tra i big. In Puglia, nei siti di Grottaglie e Foggia (Aerostrutture), Brindisi (Elicotteri), Taranto (Elettronica), lavorano circa 3.000 addetti specializzati. Costituiscono l’84,7% del totale degli occupati nella manifattura ad alta tecnologia della Puglia. Lavoriamo «per creare una filiera di qualità e un percorso sostenibile di crescita comune» dicono in Leonardo, evidenziando che la supply chain alimentata da Leonardo in Puglia ha un valore di oltre 40 milioni di euro. Sono poi aperti rapporti di collaborazione con Politecnico di Bari, Università del Salento, Cnr e Cetma (Centro ricerche europeo tecnologie, design e materiali). Inoltre, da oltre dieci anni Leonardo, tra Foggia e Grottaglie, costruisce lo stabilizzatore orizzontale e le sezioni centrale e centro-posteriore della fusoliera del Boeing 787 Dreamliner, cioè il 14% dell’intera struttura. E di recente a Grottaglie è stato raggiunto il traguardo della sezione di fusoliera numero mille per il Boeing 787.

Ma accanto a Leonardo va citata Avio Aero a Brindisi. Il gruppo, che fa capo a General Electric, lo scorso agosto ha sottoscritto con Invitalia (Mef) un contratto di sviluppo per Brindisi e Pomigliano D’Arco. Si tratta di due progetti di R&S, articolati tra Piemonte, Campania e Puglia, con un incremento di almeno 100 nuovi posti di lavoro. Previsti investimenti per 77,8 milioni di euro, di cui 51 destinati alle attività di R&S. La Puglia vi ha contribuito con 3 milioni. C’è poi tutta la parte di ricerca e progettuale che porta avanti il Distretto tecnologico aerospaziale, dove una serie di progetti riguarda l’aeroporto di Grottaglie, ormai molto focalizzato sulla sperimentazione tra pilotaggio remoto e voli suborbitali tanto da essere piattaforma europea. I progetti più importanti sono “RPASinAir” per l’integrazione dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto nello spazio aereo non segregato, 8,4 milioni di euro, avviato a novembre 2018; “SIADD”, Soluzioni innovative per la qualità e la sostenibilità dei processi di ADDitive manufacturing, che punta a incrementare la qualità e la sostenibilità manifatturiera di alcuni processi riguardanti materiali metallici, compositi e multi-materiale metallo-composito. L’obiettivo verrà perseguito grazie ad attività di ricerca industriale finalizzate a ridurre in maniera significativa la difettosità e a produrre un alleggerimento delle strutture metalliche nel settore aerospaziale, aeronautico e marino: 8 milioni, avviato a luglio 2019. E ancora, “Flet 4.0” per lo sviluppo di metodologie innovative nelle manutenzioni dei sistemi ingegneristici complessi. Le applicazioni riguardano la manutenzione di flotte di sistemi propulsivi aeronautici, di sistemi ferroviari e costellazioni satellitari: 8 milioni, avviato a settembre 2018.

Ma Grottaglie, con la ricerca, testa anche l’uso di droni nell’agricoltura e nell’industria mineraria. È il caso di “Redox”, sviluppo di un servizio di riconoscimento precoce della presenza di xylella, e di due progetti che integreranno i dati di osservazione della terra da satelliti e droni per capire sostenibilità e produttività delle miniere. Tre milioni per il primo, 12 per gli altri due.

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