Space Center

A Houston c’era un problema (di restauro)

La Control Room, che non era più utilizzata dal 1992, quando si era deciso di trasferire le operazioni in una nuova sala, è stata riportata al vecchio splendore nel cinquantenario della missione Apollo 11.

di Patrizia Caraveo

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Le console di controllo di volo originali all'interno della Apollo Mission Control Room appena restaurata presso il Johnson Space Center della NASA a Houston (Afp)

La Control Room, che non era più utilizzata dal 1992, quando si era deciso di trasferire le operazioni in una nuova sala, è stata riportata al vecchio splendore nel cinquantenario della missione Apollo 11.


3' di lettura

Se avete in programma una visita al Johnson Space Center a Houston non dimenticate di fermarvi ad ammirare la control room delle missioni Apollo, tornata agli splendori di mezzo secolo fa.
Quando si trattò di fare nascere il centro di controllo per i voli umani in vista dell'avventura lunare, l'allora vicepresidente (texano) Lyndon Johnson non esitò a spingere la candidatura di Houston dove venne costruito lo Space Center. Fiore all'occhiello del Centro era la stanza di controllo dove i tecnici e gli esperti, seduti davanti a postazioni fornite con il meglio delle tecnologia dell'epoca, potevano sempre avere un'idea di cosa stesse succedendo in orbita anche grazie ai grandi schermi che occupavano il muro di fronte. La disposizione della sala di controllo di Houston, con le postazioni allineate su quattro file degradanti perché tutti potessero vedere gli schermi a parete, ha fatto scuola e tutte le sale di controllo sono costruite sulla falsariga di questa .
Qui si vivevano le missioni in tempo reale, gli esperti seguivano lo svolgersi delle manovre pronti ad intervenire in caso di bisogno. E' qui che è stato ricevuto il famoso messaggio “Houston abbiamo avuto un problema” che ha segnato l'inizio dell'epopea di Apollo 13. Nello scranno più alto della sala di controllo sedeva Eugene Kranz, mitico direttore di volo del programma Apollo, famoso per i gilet bianchi che la moglie gli confezionava prima delle missioni dove la sua squadra (non a caso era quella bianca) sarebbe stata responsabile della gestione del volo.

Apollo 11: il restauro della control room di Houston

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Nella control room lui era di casa, conosceva ogni postazione, dove sedevano i responsabili di tutti gli aspetti della missione che lui chiamava, uno dopo l'altro, per avere il loro parere condensato in un “go” oppure “no go” prima di prendere la decisione finale che spettava a lui, ma che sarebbe stata comunicata agli astronauti da altri astronauti anch'essi seduti nella sala di controllo a fungere da responsabili delle comunicazioni.

Dichiarata National Historic Landmark nel 1985, la Control Room non era più utilizzata dal 1992, quando si era deciso di trasferire le operazioni in una nuova sala. La gloriosa signora era ammuffita mentre i passanti la vandalizzavano strappando souvenir dell'epoca eroica dell'avventura spaziale. La decadenza di un pezzo di storia era una triste realtà, tanto triste da fare nascere l'idea di restaurarla. Un progetto che ha stentato a decollare. Per fortuna l'avvicinarsi del cinquantenario della missione Apollo 11, ovviamente gestita di qui, ovviamente dalla squadra bianca di Kranz, ha dato la spinta per raccogliere i fondi necessari ed iniziare i lavori.

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Il confronto tra la control room immortalata durante le missioni Apollo e quella restaurata fa capire con quanta cura abbiano lavorato i “restauratori” che hanno passato al setaccio sia il Johnson Space Center, sia e-bay per ritrovare pezzi di arredamento e di tecnologia vintage.
Guardando le foto di questo pezzo da museo, si ha l'impressione che gli occupanti se ne siano appena andati. Sulle postazioni di lavoro ci sono i manuali ed i piani di volo (completi della matite, temperate con l'immancabile temperamatite fornito dal governo in tutti gli uffici NASA) insieme a computer vintage, lattine di bibite d'epoca, telefoni preistorici, auricolari, tazze, pacchetti di sigarette e posaceneri. Perché allora era normale fumare nei luoghi di lavoro.
L'onnipresente Kranz (oggi 86enne) ha supervisionato l'operazione e si è dichiarato soddisfattissimo del risultato che, dice, lo ha fatto tornare indietro di 50 anni.
Giustamente, l'Amministratore della NASA ha lasciato a Kranz l'onore del taglio del nastro. Dal 1 luglio la control room restaurata è aperta al pubblico e c'è da scommettere che i visitatori non mancheranno.

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