ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùModella, attrice.regista e contadina

A Isabella Rossellini il premio alla carriera della Festa del cinema di Roma

Il riconoscimento consegnato da Renzo Arbore e Alice Rohrwacher

di N.Co.

Isabella Rossellini: io attrice e regista, per mia mamma impensabile

4' di lettura

Festa del Cinema di Roma, a Isabella Rossellini il premio alla carriera

Modella, attrice, regista, contadina nella sua fattoria, etologa. Il premio alla carriera della Festa del cinema di Roma è andato a Isabella Rossellini, 71 anni, figlia di due genitori che sono stati vere e proprie colonne della storia del cinema, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. «Mi sento fortunata, faccio quasi sempre tutto quello che mi piace. Ho lavorato come modella e attrice, poi invecchiando le richieste sono diminuite. Allora mi sono iscritta all’università per studiare etologia e le scienze ambientali. Ho preso un Master e intanto ho cominciato a fare dei corti incoraggiata da Robert Redford che ha avuto l’idea di una serie di film che rompessero i tempi che impone l’industria della televisione, del cinema».

Il premio consegnato da Arbore e Alice Rohrwacher

Isabella Rossellini ha ricevuto il Premio alla carriera dalle mani di Renzo Arbore e Alice Rohrwacher. E la Festa del Cinema di Roma la celebra anche proiettando una selezione di documentari (A season with Isabella Rossellini), corti (Green Porno) e lungometraggi che la vedono protagonista. Una vita trascorsa tra copertine, set, università e di recente campi da coltivare: «Sono diventata contadina per ignoranza e ottimismo. Davanti a casa mia c’erano quindici ettari di terreno che un costruttore voleva comprare per costruirci quindici case. Con la comunità circostante, allora, li abbiamo rilevati per poter passeggiare nei boschi. Col massimo dell’ignoranza e dell’entusiasmo, ho allestito una fattoria organica. All’inizio è stato difficile, ci sono stati tanti problemi, ma è stata un’esperienza concreta e interessantissima». Ha anche una grande pssione per il mondo degli animali: «Mi sono sempre piaciuti. Sin da piccola volevo essere etologa, ma sono cresciuta a Roma, e all’epoca si studiavano in laboratorio, all’università non c’erano zoologia, etologia. Ho esitato a lungo prima di iniziare a studiare, come ho esitato a diventare regista. Se potessi tornare indietro farei tutto prima».

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Due film dei celebri genitori per omaggiarla

Si è detta “onorata” della scelta del presidente Gian Luca Farinelli di attribuirle il premio «e anche commossa: ci conosciamo da qualche anno, ha restaurato con la Cineteca tanti film di mio padre e siamo diventati amici. I miei genitori li porto con me anche oggi: ho scelto Stromboli per papà, un film che a guardarlo oggi è quasi uno choc per come era l’Italia misera di allora, e per mamma Sinfonia d’autunno, il suo ultimo film scelto come esempio di come essere attore perché dietro un suo primo piano c’è l’aneddoto di una furiosa litigata che ebbe con Ingmar Bergman e un moto di rabbia per essere come donna messa a tacere».

A casa papà montava i film in camera da letto

Avere quei due genitori non è mai stato un bagaglio pesante per la sua vita e la sua carriera. «Mai, per me e per il mondo sono due miti che hanno cambiato la storia del cinema, ma bisogna sapere che erano anche due persone meravigliose e straordinarie e credo che certe cose che ho fatto nella vita siano dovute a loro, a come erano un papà all’avanguardia e una mamma coraggiosa e controcorrente». In casa, racconta, «siamo sempre cresciuti con il cinema: papà montava i film in camera da letto e si arrabbiava se facevamo rumore. Io, poi, andavo spesso a visitare mamma sui set. Non mi ricordo il primo film che ho visto. La carica dei 101 di Reitherman, però, mi ha fulminata, lo vidi due volte di seguito. Una cosa che mi è successa poi solo con Chaplin e Almodóvar».

Isabella Rossellini sul red carpet della Festa del cinema di Roma (Ansa/Ettore Ferrari)

Ha realizzato 50 corti

Ha fatto 50 corti che hanno avuto successo in America, ma per ora non ha mai affrontato un lungometraggio. «È una questione di soldi, mio padre, i miei mariti - Martin Scorsese, David Lynch ndr - i miei amanti tutti artisti a inseguire finanziamenti, grazie anche no». L’Italia da un paio di anni “la visito più spesso, ho tanti amici, come Renzo Arbore, ma ho vissuto tutta la mia vita in America e sono stata accolta, era già troppo tardi quando hanno capito che ero italiana, ero già una di loro».

La bellezza è limitante

Ha lavorato a lungo nel mondo della moda. «Il lavoro da modella risponde a quello che la società richiede – sottolinea Isabella Rossellini – considera l’evoluzione sociale della donna. Quando iniziai ero una bellezza anonima, dovevo togliere la fede prima di posare. Poi la mia identità è stata rivelata, e improvvisamente sono diventata famosa, la stampa voleva parlare con me, perché nel frattempo molte donne erano diventate giornaliste. Oggi arrivano alla pubblicità tante donne, attrici, poetesse, influencer di qualunque etnia». Non sempre, però, il lavoro è stato gratificante: «A quarantadue anni l’azienda di cosmetici con cui lavoravo e lavoro mi disse che non potevo più rappresentare una donna giovane. Io, però, non volevo rimanere eternamente giovane. Poi dieci anni fa, con la prima Ceo di una grande compagnia, hanno cambiato l’impostazione. Adesso tutti, dal cinema alla moda, tornano a cercarmi: non me lo aspettavo». La bellezza? «É limitante».

Sta cambiando il ruolo delle donne nel cinema

Isabella Rossellini è anche tra le protagoniste di La Chimera, film di Alice Rohrwacher selezionato all’ultimo festival di Cannes nelle nostre sale dal 23 novembre: «Quando ho letto il copione ho capito che c’erano due livelli: quello che riguardava la vita dei tombaroli, la polizia, il mercato di opere archeologiche, e un altro più poetico, più nascosto. Non è un un film sulla morte, ma sull’aldilà, soprattutto in una città come Roma piena di storia e leggenda». Il ruolo delle donne al cinema sta cambiando, ha detto Isabella Rossellini, «ci sono sempre più registe e tante storie hanno lo sguardo femminile che è sempre inclusivo, per le nuove generazioni ne sono felice. Anni fa erano eccezioni, mia madre una volta mi disse ’ho fatto tanti film, saprei dirigere’ ma il senso era tipo ’voglio fare l’astronauta’». E il domani? «Il futuro è breve, ho 71 anni, chissà con quale salute andrò avanti, bisogna essere realisti».

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