Oggi l'evento«Capire il futuro»

A Ivrea la Leopolda del M5S «di governo»

di Manuela Perrone

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(LaPresse)


2' di lettura

Nella forma è il primo appuntamento dell'Associazione Gianroberto Casaleggio, fondata dalla moglie Sabina e dal figlio Davide. Nella sostanza è il debutto del Movimento Cinque Stelle 2.0, quello che alla piazza e ai vaffa affianca il doppiopetto e il dialogo con l'establishment. La Leopolda di Grillo e Casaleggio "Sum#01 - Capire il futuro", che si svolge oggi a Ivrea, è l'applicazione politica della "futurologia" cara a Gianroberto, il cofondatore del M5S con Beppe Grillo.

Tra i relatori il segretario della Trilateral Italia
La scelta di Ivrea - patria di quell'Olivetti in cui Gianroberto aveva mosso i primi passi - è il modo per celebrarlo a un anno dalla morte. Presenti Grillo e tutti i big, da Luigi Di Maio a Roberto Fico, da Chiara Appendino a Virginia Raggi. Un viaggio nei tanti futuri alle porte - del lavoro, della scienza, del potere, dell'informazione, dell'uomo - che è anche un palco (e un ponte) per esperti lontani dall'ortodossia Cinque Stelle: tra i 27 relatori non ci sono solo dunque il sociologo Domenico De Masi, che aveva già curato per il M5S la ricerca Lavoro2025, e Gianluigi Nuzzi, il giornalista ospite con De Masi alla prima intervista Tv di Casaleggio jr, giovedì sera a Otto e mezzo, e marito della responsabile dell'Agenzia Visverbi, che ha curato l'organizzazione dell'iniziativa di Ivrea. Ma ci sono anche Enrico Mentana, Carlo Freccero, il managing director di Google Italia Fabio Vaccarono, il magistrato Sebastiano Ardita, la psicologa Maria Rita Parsi (unica donna) e Paolo Magri, direttore Ispi e segretario del gruppo italiano della Trilateral Commission. Quella che il Movimento qualche anno fa definiva «sodalizio paramassonico» e che è già stata sdoganata da Luigi Di Maio. Il vento è cambiato.

M5S di lotta e M5S di governo
Capire il futuro, sì. Ma guardando al presente. Ai sondaggi che danno il M5S primo partito del Paese. Alla necessità di intercettare e rassicurare il target più ostile. All'esigenza di dotarsi di una classe dirigente davvero all'altezza, dopo il fallimento dell'esperienza romana che ancora brucia. L'operazione ha richiesto a Davide Casaleggio di superare la timidezza ereditata dal padre e di metterci la faccia: prima con la lettera al Corriere della Sera, poi con la televisione. L'Associazione diventa l'ennesima stella della galassia che ruota intorno al M5S, il think tank ufficialmente separato. In Tv Casaleggio jr ha tentato di smarcarsi da ogni ruolo politico, attribuendosi quello di mero aiuto tecnico a Grillo e al Movimento attraverso l'Associazione Rousseau cui la Casaleggio Associati ha donato la piattaforma web da cui passano il voto e le attività degli iscritti, alla base della sbandierata democrazia diretta. Ma la commistione è evidente, i confini non sono chiariti. C'è un M5S che rimane di lotta e un M5S che lavora per diventare di governo. Con la diarchia riproposta ai vertici: il comico a provocare, il bocconiano a rassicurare. Potrebbe essere lui il candidato premier? Spariglierebbe le carte. Ma dentro il Movimento frenano: «Non pensiamo proprio che gli interessi».

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