Reportage

A Korosten, sulla linea di invasione dei russi

La città, di 70.000 abitanti, è sulla linea di un’eventuale invasione russa dal confine nord dell’Ucraina, stando ai piani ottenuti dalle intelligence occidentali e svelati dal ministero della Difesa estone

di Laurence Figà-Talamanca*

A Korosten, sulla linea di invasione dei russi

2' di lettura

La Bielorussia è a poche decine di chilometri, così come i 30.000 soldati di Vladimir Putin, schierati oltre confine per “esercitazioni congiunte”. Korosten sembra sospesa in un tempo senza tempo, tra le vestigia del passato sovietico, il ricordo degli “eroi di Chernobyl” e un futuro che stenta ad arrivare.
La città, di 70.000 abitanti, è sulla linea di un’eventuale invasione russa dal confine nord dell’Ucraina, stando ai piani ottenuti dalle intelligence occidentali e svelati dal ministero della Difesa estone: la prima che i mezzi corazzati incontrerebbero sulla strada che porta dritta a Zhytomyr - e alla base aerea di Ozerne -, testa di ponte per circondare Kiev.

In bilico tra attesa e fatalismo, Korosten è pronta, come tutte le altre in Ucraina, a proteggersi dalle bombe, assicura Oleg Boshakov, capo della protezione civile del municipio: «Abbiamo 180 rifugi registrati, pari a 123.000 metri quadri, dove i civili possono ripararsi dai colpi di artiglieria. In caso di emergenza, risuoneranno 13 sirene e la popolazione dovrà accendere la tv o la radio per ricevere istruzioni».

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Sulla piazza Komsomol, attorno al monumento dedicato alla Gioventù leninista, un bambino insegue i piccioni, un ragazzo ubriaco viene portato a spalla dagli amici, due uomini discutono animatamente: «Se Putin attacca, voglio andare a uccidere i russi», dice il più giovane. «È meglio se resti a casa», gli risponde il più vecchio. Dall’altro lato della strada a 4 corsie che taglia in due la cittadina di case basse e poltiglie di neve sciolta, un’anziana vende sul marciapiede le conserve che ha fatto in casa: cetrioli, funghi secchi e kalina, la marmellata di viburno che «guarisce dal raffreddore».

«Non credo che attaccheranno. Ma se arrivano i russi io resterò a casa mia. Sono vecchia, dove dovrei andare?», dice Vera, occhi blu e denti d’oro. «Abbiamo un grande esercito che ci proteggerà. Mio figlio è capitano, mi dice sempre “Mamma, non ti preoccupare”», aggiunge Svetlana, cappotto verde col collo di pelliccia e il pane nelle sporte. «No, non sto facendo scorte, è solo la spesa normale».

«Qui la gente non ha paura di niente, è già sopravvissuta a Chernobyl», spiega Victor Vasilchuk, scrittore di fiabe per bambini e direttore del giornale locale. «Io stesso sono un riservista, partecipo nei fine settimana agli addestramenti della “difesa territoriale”», organizzati dall’esercito per insegnare ai civili a maneggiare le armi, in genere con modellini di legno. Ben poca cosa in confronto alle forze dispiegate da Mosca dall’altra parte del confine: insieme alle unità di manovra, per la prima volta in Bielorussia sono stati schierati sistemi missilistici Iskander e antiaerei S-400.

Le prossime ore

La Russia ha annunciato per sabato 19 febbraio «un’esercitazione pianificata delle forze di deterrenza strategica» sotto la supervisione diretta di Putin, nell’ultimo giorno delle operazioni congiunte Allied Resolve in Bielorussia. Poi domenica si chiuderanno le Olimpiadi di Pechino, e il presidente russo potrebbe agire senza recare sgarbo all’amico Xi Jinping. Di tutto questo, però, a Korosten Diana e Daniel non si curano e celebrano il loro matrimonio ortodosso. «Non mi preoccupa la situazione politica - taglia corto la mamma dello sposo con in mano un’icona religiosa per la cerimonia -. Mi importa solo della mia famiglia».

* inviata dell’Ansa


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