ces 2020

A Las Vegas nozze tra auto e hi-tech ma all’insegna della concretezza

Lo show della tecnologia propone soluzioni realizzabili sul futuro della mobilità e dei veicoli. Stop alle idee visionarie: in vetrina le concept car con abitacoli e interfacce a misura d’uomo

di Mario Cianflone


CES 2020, le novità a quattro ruote e la tecnologia che cambierà l’auto

3' di lettura

Più concretezza, meno esagerazioni ed iperboli hi-tech create solo per fare clickbaiting sui siti web. Quest’anno in vetrina al Ces di Las Vegas, il salone della tecnologia che da anni è sempre più una rassegna automobilistica, non c’erano improbabili connessioni neurali tra guidatore e anche la tanto narrata guida autonoma, quella che secondo la tabella Sae, Society of Automotive Engineers, si pone al quinto e massimo livello, non è più il tema chiave.

Del resto il 2020 sarebbe dovuto essere l’anno dell’autonomous driving di massa, secondo lo storytelling propagandato negli anni scorsi da case automobilistiche, produttori di chip e software e fornitori di servizi come Uber.

Non è stato così. Anzi si assiste anche in occasione come, appunto, del Ces a uno a sorta di rallentamento delle aspettative con le case automobilistiche che puntano sul 5G come soluzione online per migliore quel livello due già ora presente in molte vetture ma che è sicuramente da perfezionare. E le reti mobili veloci vengono in aiuto. In vetrina al Ces neppure macchine volati, ad eccezione fatta per Uber che con Hyundai insiste su questo tema da sogno.

Per il resto il Ces dal lato automotive ha offerto visioni realistiche. Bmw ad esempio ha fatto intravedere il suo futuro, anticipando uno scenario dove la guida autonoma di livello 5 sarà realtà (ma con tempi più dilatati rispetto alle ipotesi di qualche anno fa), ovvero senza più l’ausilio dell’uomo per gestire la vettura, Bmw con la concept «i Interaction Ease» presenta gli interni delle future bavaresi dotati di maxi schermi e senza volante.

Guida autonoma a parte, «i Interaction Ease» è interessante perché lascia intravedere l’impostazione dell’interfaccia utente delle vetture del prossimo futuro. Infatti, non basta più mettere in plancia un tablet con schermo touch. Le auto hanno bisogno di interfacce specifiche, non la mera trasposizione delle modalità di interazione uomo macchina che troviamo in uno smartphone. Ed ecco che arrivano comandi gestuali e tessuti che sensibili al tocco abilitano funzioni che vanno dal controllo del volume alla gestione del climatizzatore o dell’infotainment. Da Bmw anche una visione sul futuro prossimo del comfort a bordo con sedili reclinabili fino tipo chaise longue. Li abbiamo visti in forma di prototipo a bordo di un suv X7 battezzato per l’occasione ZeroG Lounger: come dire che si viaggia senza la forza di gravità, sospesi come astronauti.

I sedili hi-tech del prototipo Bmw X7 ZeroG Lounger che simulano l’assenza della forza di gravità

Se negli ultimi tempi, l’automotive è andata verso l’hi-tech, ora si assiste anche al contrario: l’industria digitale che punta verso l’auto. Infatti, a stupire al Ces non è stata però una casa automobilistica, ma un grande dell’elettronica di consumo: Sony che ha esposto addirittura una vettura, un concept marciante (2 motori da 200 kw) che battezzato Vision-S non è un mockup statico, ma una vettura elettrica realmente funzionante con tanto di freni Brembo e gomme Pirelli P Zero.

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Va chiarito subito: Sony non entra nell’industria dell’auto ma ribadisce il suo ruolo di fornitore di tecnologie di base (chip, sensori, fotocamere etc) e con questo sfida la rivale Samsung che avendo comprato 3 anni fa Harman è entrata pesantemente nei sistemi digitali automotive con soluzioni di infotainment, connettività e guida assistita. È stata sviluppata con magna ed è dunque un lab mobile delle capacità di Sony. Insomma Sony nell’anno in cui si favoleggiava dovesse arrivare l’auto di Apple, punta sull’automotive in modo concreto, altro che Dyson che voleva fare un’auto pensando di risolvere l’equazione impossibile «aspirapolvere = auto elettrica».

Un concept del tutto statico invece per Fca. Si chiama Airflow Vision è anticipa un futuro crossover hi-tech. Fuga in avanti invece per Mercedes che con il concept Vision Avtr, ispirato al film Avatar, immagina l’auto del futuro elettrica e senza volante. Toyota invece anche al Ces esce dall’ambito strettamente automobilistico e progetta la città del futuro: Woven City che sarà realizzata nel 2021 alla base del monte Fuji in Giappone su un’area di oltre 700 mila metri quadri e propone un ecosistema urbano connesso e alimentato da celle a combustibile a idrogeno.

L’abitacolo della show car Airflow Vision proposta da Fca

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