Elezioni ammistrative 2019

ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùverso le amministrative del 26 maggio

A Livorno Pd e centrodestra assediano il M5S «orfano» di Nogarin

di Manuela Perrone


Europee, Regionali e Comunali: i nove appuntamenti elettorali nel 2019

2' di lettura

A cinque anni dalla clamorosa vittoria del pentastellato Filippo Nogarin, che ha scelto di correre per un seggio a Bruxelles, la corsa per la successione a Livorno non sembra affatto scontata. I candidati sindaco sono nove, le liste 17, gli aspiranti consiglieri quasi 500. E rispetto al 2014, quando il M5S riuscì a scalzare il dominio storico della sinistra in città, la situazione è molto più fluida. Con il Pd che spera di vincere al primo turno. Ma il ballotaggio all’orizzonte lascia aperti tutti gli scenari.

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Al posto di Nogarin, i Cinque Stelle puntano sulla vicesindaco Stella Sorgente, che al primo turno delle precedenti amministrative risultò la più votata della lista pentastellata, con 209 preferenze. Nata a Pietrasanta (Lucca) nel 1982, un passato da musicista (diplomata all’Istituto Mascagni, orchestrale della European Union Youth Orchestra e dell’Ensemble del Festival Puccini, volto del gruppo dei Mandrake) e da insegnante di contrabbasso, è attivista del Movimento sin dal 2010 e si è spesa soprattutto sui temi dell’ambiente e della cultura. Nel suo programma “partecipato” un posto di riguardo è assegnato a mobilità sostenibile ed economia circolare, ma anche alla candidatura di Livorno a Capitale italiana della cultura 2021. In casa pentastellata una diaspora c’è: l’ex assessora alle Politiche Sociali Ina Dhimgjini, avvocata, ha deciso di correre da sola con la lista civica Livorno a Misura.

Il Pd punta al “risveglio” e al ritorno al timone della città con il giornalista di Granducato Tv Luca Salvetti, sostenuto anche da Articolo 1-Mdp e Casa Livorno ma non da Buongiorno Livorno che, insieme a Potere al Popolo, ha candidato l’insegnante Marco Bruciati. Nel programma di Salvetti - che ha portato in città Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni e Walter Veltroni - c’è una forte spinta al turismo (3 milioni di investimento iniziale con la sua prima eventuale delibera da sindaco), nonché la proposta di un assessorato al porto e all’integrazione con la città. A sinistra ci sono altri quattro candidati: Carina Vitilano per Livorno in Comune, Barbara La Comba per Per Livorno, Marco Cannito con Città Diversa, DemA e Sinistra Unita per Livorno, e Luigi Moggia per il Partito Comunista Italiano.

Ma a insidiare i Cinque Stelle, insieme ai Democratici, c’è anche il centrodestra, che confida nel “traino” del voto per le europee: Lega, Fdi, Forza Italia e Livorno in Movimento candidano Andrea Romiti, coordinatore di Fratelli d’Italia. Che ha centrato la sua campagna sul tema della sicurezza e della “rivoluzione liberale” contro ogni forma di assistenzialismo. Ma anche su una nuova strategia sui rifiuti, con l’addio al porta a porta e la tutela dei precari dell’Aamps, la municipalizzata dei rifiuti salvata dalla Giunta Nogarin con il concordato preventivo.

In città tutti danno per scontato che si andrà al ballottaggio domenica 9 giugno. Ma stavolta potrebbe non ripetersi il copione del 2014, quando Nogarin vinse con il 53,06% contro Marco Ruggeri del centrosinistra anche grazie ai voti del centrodestra e di parte dei voti della sinistra. È questo che preoccupa i Cinque Stelle.

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