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A Londra accelera Virgin Money, spinta da 2022 in netta crescita e nuovo buy back

La società ha realizzato nell’esercizio 2022 un utile di competenza di 467 milioni di sterline, pari a 0,323 sterline per azione, contro 395 milioni, cioè 0,273 sterline per azione nel precedente

di Giuliana Licini

.Sede di Sheffield. Foto: Virgin Money

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Virgin Money vola alla Borsa di Londra e arriva a guadagnare oltre il 12%, grazie ai conti dell’esercizio chiuso il 30 settembre, all'aumento della cedola e al lancio di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie. Virgin Money, fondata nel 1995 da Richard Branson e che si presenta come banca totalmente digitale, ha realizzato nell’esercizio 2022 un utile di competenza di 467 milioni di sterline, pari a 0,323 sterline per azione, contro 395 milioni, cioè 0,273 sterline per azione nel precedente. La crescita è stata spinta dall’aumento dei tassi d’interesse e dal contenimento dei costi. Il margine netto di interesse è aumentato del 13% a 1,59 miliardi, i ricavi operativi totali hanno raggiunto 1,7 miliardi (da 1,48 miliardi). Le spese operative sono diminuite a 1,07 miliardi da 1,2 miliardi, con una flessione del cost/income al 52% dal 57%. Le svalutazioni per perdite sui crediti sono stati pari a 52 milioni contro un rilascio di accantonamenti per 131 milioni. I dividendi e i riacquisti di azioni totalizzano 267 milioni nell’esercizio da 14 milioni nel precedente.

Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo finale di 0,075 sterline per azione, da versare nel marzo 2023, che porta la cedola annuale a 0,10 sterline contro 0,01 sterline lo scorso anno. «Il 2022 è stato un anno cruciale per Virgin Money. Abbiamo avuto una forte performance e migliorato il ritorno ai nostri azionisti, beneficiando degli alti tassi d’interesse in un contesto più incerto», ha commentato il ceo David Duffy, sottolineando la solida qualità del credito di cui si avvantaggia la società. Per il 2023 Virgin Money ha inoltre alzato gli obiettivi e, tra gli altri, punta a 185-190 punti base di margine netto di interesse (da 1,85% nel 2022, dopo 1,62% nel 2021) e a un cost/income in ulteriore miglioramento verso il 50% e sotto il 50% nel 2024. E’ attesa una normalizzazione del costo del rischio. Il gruppo ha inoltre lanciato un nuovo piano di buy back del valore di 50 milioni di sterline che si aggiunge al programma da 75 milioni lanciato nello scorso giugno.

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