ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLusso

A Londra tonfo Burberry, primo trimestre penalizzato dai lockdown in Cina

A Zurigo le vendite si abbattono anche sul titolo Richemont, che ha annunciato ricavi trimestrali superiori alle attese. A Parigi Lvmh e Kering sono in discesa

di Giuliana Licini

(Reuters)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Burberry cede terreno alla Borsa di Londra e arriva a perdere oltre sei punti, a causa dell’andamento delle vendite nel primo trimestre dell’esercizio, penalizzato dai lockdown in Cina, principale mercato dell’iconica casa di moda britannica. A Zurigo le vendite si abbattono anche sul titolo Richemont, che ha annunciato ricavi trimestrali superiori alle attese. A Parigi Lvmh e Kering sono in discesa, mentre il CAC 40 è in aumento. Burberry ha reso noto che il suo fatturato a negozi comparabili nel trimestre al 2 luglio è aumentato dell’1% a 505 milioni di sterline.

«La nostra performance nel corso del trimestre è stata influenzata dai lockdown in Cina continentale», ha commentato il ceo Jonathan Akeroyd, dicendosi per altro soddisfatto della ripresa nell’area Emeia (Europa, Medio Oriente, India e Africa), dove la spesa dei clienti locali ha superato i livelli pre-pandemici. In effetti, escludendo la Cina, il gruppo ha segnato un aumento delle vendite del 16% a negozi comparabili, spinto dal +47% dell’area Emeia. D’altro canto, il fatturato è calato del 4% nel continente americano a causa della flessione delle vendite di scarpe del marchio. Burberry ha comunque confermato l’obiettivo di medio termine di una crescita vicina al 10% del fatturato e del 20% dei margini. «Anche se l’attuale contesto macro-economico causa qualche incertezza nel breve termine, la performance in Cina continentale è stata incoraggiante dalla riapertura dei nostri negozi in giugno e stiamo gestendo in modo attivo le difficoltà legate all’inflazione», ha anche precisato la società.

Loading...

Quanto a Richemont, il gruppo proprietario del marchio Cartier e di altri big del lusso, nel trimestre a giugno ha segnato un aumento delle vendite del 12% a cambi costanti a 5,26 miliardi di euro, contro i 5,16 miliardi attesi dagli analisti. «Sono dati che non bastano a rassicurare il mercato che si interroga sul comportamento dei consumatori nei prossimi trimestri in un contesto di potenziale recessione», commenta un operatore parigino.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti