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A Londra tonfo di Royal Mail, prevede pesante rosso e maxi tagli al personale

Nel primo semestre del 2022-2023 ha registrato una perdita operativa rettificata di 219 milioni di sterline contro l’utile di 235 milioni nello stesso periodo del precedente esercizio. Verso riduzione 10.000 posti entro il 2023

di Giuliana Licini

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Tonfo alla Borsa di Londra per International Distributions Services, la holding di Royal Mail, dopo l'annuncio del pesante rosso previsto per la controllata, associato a drastici tagli occupazionali, mentre infuria il braccio di ferro con i sindacati. Il titolo del gruppo di servizi postali e corrieri, che oltre a Royal Mail gestisce la Parcelforce Worldwide, è arrivato a cedere il 14%, una delle più ampie dell’indice Stoxx Europe 600. La holding, che ha abbandonato recentemente la storica denominazione di Royal Mail, ha reso noto che la controllata nel primo semestre del 2022-2023 ha registrato una perdita operativa rettificata di 219 milioni di sterline contro l’utile di 235 milioni nello stesso periodo del precedente esercizio, inclusi 70 milioni di impatti negativo diretti da tre giorni di sciopero. Il deflusso di cassa nel semestre è stato di 274 milioni (contro l’afflusso di 114 milioni).

Sull’intero esercizio, Royal Mail si avvia ad accusare una perdita operativa di circa 350 milioni, «inclusi gli otto giorni di sciopero già fatti o notificati alla società», ma esclusi i costi degli esuberi. Il rosso «potrebbe salire a 450 milioni se i clienti dovessero rivolgersi ad altri operatori più a lungo» dopo gli scioperi. Il gruppo – precisa il comunicato – «avvierà le consultazioni sulla riduzione dell’attività in risposta all’impatto delle agitazioni sindacali e ai ritardi nel raggiungere i miglioramenti di produttività concordati». I risparmi sui costi per adeguare le dimensioni del gruppo ai minori volumi di attività, verranno raggiunti tramite una riduzione di circa 5.000 posti di lavoro a tempo pieno entro marzo 2023 e circa 10mila entro agosto 2023. Laddove possibile – aggiunge la società – tali obiettivi saranno raggiunti attraverso la riduzione degli straordinari, dei contratti temporanei e il turn over naturale.

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Tuttavia «sulla base delle attuali stime, gli esuberi potrebbero essere 5-6.000 entro agosto 2023». Il sindacato Communication and Workers Union (Cwu), indica il comunicato, «ha minacciato, ma non ancora formalmente notificato, altri 16 giorni di sciopero a novembre e dicembre. Se questo avvenisse la perdita annuale aumenterebbe in modo rilevante e potrebbe richiedere altre misure di ristrutturazione e riduzione del personale». Finora i giorni di sciopero sono stati 6, altri due sono previsti per il 20 e 25 ottobre. Il sindacato Cwu rappresenta circa 115.000 dipendenti di Royal Mail.

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