ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista a Fabio Carosso

«A luglio un bando per sviluppare i servizi nei borghi di montagna»

Assessore della Regione Piemonte all'Urbanistica

di Filomena Greco

 Assessore Regione Piemonte all’urbanistica, programmazione territoriale, montagna e foreste

2' di lettura

È la montagna la chiave che il Piemonte vuole utilizzare per sostenere le nuove esigenze abitative legate allo smart working, con l’obiettivo di rilanciare valli e borghi alpini. «Abbiamo avuto una straordinaria adesione al bando per i fondi destinati a chi vuole comprare una casa in un piccolo borgo alpino, il nostro obiettivo è finanziare una seconda edizione del bando e allargare gli strumenti a sostegno della montagna» racconta l’assessore della Giunta piemontese Fabio Carosso che ha la Montagna tra le sue deleghe.

Quale sarà la prossima mossa?

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Stiamo partendo con un progetto nuovo che si chiama “Bottega dei Servizi” con un bando che si aprirà entro il mese di luglio. Vogliamo costruire dei veri e propri contenitori di servizi, ne finanziaremo un centinaio già quest’anno con un contributo tra i 20 e i 30mila euro

Come sarà organizzata e che tipo di servizi immaginate di implementare?

Nelle botteghe si potranno acquistare i prodotti tipici realizzati dagli artigiani locali, ad esempio, ma potrà essere anche una parafarmacia, garantire l’armadietto farmaceutico e inoltre formeremo le persone che gestiscono le botteghe perché possano offrire un servizio di informazioni ai cittadini per conto del Comune, Regione o Unione montana. Stiamo inoltre lavorando con le Poste italiane e con Abi per capire se possiamo attivare sportelli ATM. Vogliamo che diventino centri di consulenza smart, questo è il tipo di innovazione in cui crediamo. Alle botteghe che faranno servizi per conto di regione ed enti locali riconosceremo un contributo mensile per le spese. Lo faremo in collaborazione con i Comuni, inizieremo dalle montagne per poi ampliare il format alle aree più periferiche. Un servizio del genere sarebbe utile anche nelle Langhe

Cosa serve per rendere attrattive le aree di montagna?

Per ripopolare i borghi in montagna e in generale le aree a rischio spopolamento servono anzitutto servizi, dalla viabilità ai servizi per i cittadini, che facciano da incentivo per chi vuole andarci ad abitare. Questo genera un circolo virtuoso legate al progressivo ripopolamento. In generale poi gli amministratori locali devono lavorare insieme per realizzare infrastrutture importanti come gli impianti per portare il wifi o le piste ciclabili. Non ha senso che ogni comune proceda per conto suo. Il Piemonte abbiamo 350 comuni che si sono messi insieme per progettare nuovi servizi per il territorio e questo accade in tutte le province piemontesi. L’obiettivo è duplice: aumentare l’efficacia degli interventi e contribuire ad attrarre nuovi residenti nei paesi più piccoli.

Con il bando a sostegno di chi acquista case in montagna 300 famiglie hanno deciso di cambiare vita, ci sarà un seguito?

Abbiamo ricevuto circa 600 domande e siamo riusciti a sostenere 300 richieste. È stata una iniziativa di successo che vogliamo replicare. Nel bando abbiamo stanziato circa 10 milioni e mezzo, stiamo cercando le risorse per fare una seconda edizione. La stragrande maggioranza delle persone che hanno aderito hanno scelto di lavorare in smart working, ci sono anche tante persone che lavorano con paesi che hanno fusi orari diversi e che quindi possono organizzare la giornata lavorativa in maniera più autonoma. E farlo da un posto con una bella vista invece che dal quinto piano in un quartiere cittadino può fare la differenza.

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